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Santa Sofia (Romagna), nel Parco delle Foreste Casentinesi

Santa Sofia, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Inserito armoniosamente fra le gioiose colline dell’Appennino tosco-romagnolo entro i confini della Valle del Bidente, Santa Sofia si circonda non pago degli sfondi paesaggistici ricamati dal Parco delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, uno splendido territorio dichiarato Patrimonio Nazionale UNESCO che interessa l’Emilia-Romagna ma anche la Toscana, tre province e dodici comuni, fra i quali figura appunto Santa Sofia.

Il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi

È questo un meraviglioso polmone verde che fa da scrigno a eccezionali oasi di libertà, la Foresta di Campigna (estremamente affascinante dal punto di vista naturalistico), le praterie di San Paolo in Alpe (ex nucleo contadino ormai abbandonato a 1.000 metri d’altitudine), il villaggio di Pian del Grado, la Diga di Ridracoli e il suo bacino artificiale, la Riserva Integrale di Sasso Fratino e il Giardino Botanico di Valbonella, due ettari di tessuto ideale per la crescita di 300 specie floreali molto rare. Questi splendidi gioielli adornano una corona zonale visitabile a piedi oppure in mountain bike e persino a cavallo, poi in inverno spazio a ciaspole e sci di cui attrezzarsi per solcare le piste di Campigna.

Storia

La storia di Santa Sofia si lega fino al 1923 a quella della Toscana, dopodiché il comune passò dalla provincia di Firenze alla provincia di Forlì-Cesena. Risulta a oggi corretto riferirsi al borgo come a un intrigante ibrido dalla duplice cultura, avendo adottato tradizioni, consuetudini e picchi enogastronomici (per i quali si ritrova iscritto nel circuito Slow Food) di entrambe le regioni. La sua vocazione turistica è alle stelle, la località ha solo 4.200 abitanti e piace molto per la qualità della vita e le sue perle tutte da vedere. Anticamente erano qui copiosi i castelli, gli insediamenti religiosi e i complessi monastici, ma buona parte di questa moltitudine è andata scomparsa sia per l’usura del tempo che per il terribile sisma avvenuto nel 1918.

Cosa vedere a Santa Sofia

Sono tuttavia rimasti inalterate eleganti architetture civiche, il seicentesco Palazzo Giorgi (dotato di facciata tardo barocca e finestre decorate diversamente in base al piano in cui si trovano) e Palazzo Bianchini Mortani (databile fra il ‘500 e il ‘600, possiede una sobria facciata in pietra arenaria e un cortile interno caratterizzato da una sequela di loggette ottocentesche) incastonati in Piazza Matteotti insieme al Palazzo Comunale appartenuto ai Crisolini - Malatesta. Esiste poi un edificio sacro di onesto rilievo, l’Oratorio del Santissimo Crocifisso che conserva una pregevole Deposizione dipinta dal Bezzuoli nel XIX secolo, accompagnato dalla Parrocchiale di Santa Lucia (interessanti i dipinti raffiguranti il Cristo Risorto di Augusto Neri e Santa Lucia e Santa Sofia, opere illuminate dalla luce che filtra dalle scenografiche vetrate policrome) e la Chiesa di San Francesco d’Assisi, esemplare per lo sfoggio di uno spiccato stile gotico fiorentino.

In Piazza Garibaldi una struttura piuttosto avveniristica si discosta nettamente per conformazione: è il Teatro Mentore, inaugurato nel 2014 e oggi tempio delle manifestazioni culturali locali. A proposito di cultura, non si tralasci la Galleria d’Arte contemporanea “Vero Stoppiani”, che dal 1990 ospita entro le mura della sede museale opere integranti la storia del famoso Premio Campigna, istituito nel 1955. L’esposizione si compone di manufatti artistici testimoni delle più svariate correnti di genere, neorealismo, astrattismo e modernismo, oltre a decine di altre sperimentazioni. Alla Galleria si collega il Parco delle Sculture all’aperto, un percorso che va dal centro di Santa Sofia (punto di partenza il Parco Giorgi) all’alveo del fiume Bidente.

I dintorni

Corniolo, le cui case in sasso incorniciano il diamante della frazione, la Chiesa di San Pietro eretta nel XII secolo e poco distante dall’Oratorio della Madonna delle Grazie. Se abbiamo citato Corniolo, doveroso allora menzionare Collina di Pondo con le mura a secco del vecchio Castrum Pondi e il Santuario della Madonna degli Occhi con annessa fonte miracolosa, Spinello con il Giardino dei pensieri solidi, Camposonaldo e la tardo settecentesca Chiesa di San Giovanni Battista, Isola e la Chiesa di Santa Maria in Cosmedin (quanto resta di una vetusta abbazia dell’XI secolo).

Eventi, sagre e manifestazioni

Il palinsesto di eventi si apre ogni anno con la Festa della Befana, poi fra marzo e aprile di celebra la Santa Pasqua, fra giugno e settembre va in scena l’Estate Santasofiese, tre giorni di agosto si dedicano al Buskers Festival (tra le più importanti rassegne di artisti di strada in Italia), e infine a dicembre imperversano la Fiera di Santa Lucia e la manifestazione Le Vie dei Presepi.

Quel che di buono i turisti possono trovare in quel di Santa Sofia indagando l’ambito gastronomico è un caleidoscopio di leccornie assolutamente da provare. Prodotti spontanei della natura, i funghi porcini, i prugnoli e i frutti del sottobosco addolciscono il palato quasi quanto la Panina, dolce tipico pasquale molto simile al panettone in quanto guarnito con uvetta e canditi e cotto in forno a legna dopo una lunga lievitazione. Se preferite il salato, andate sul sicuro assaggiando il ciavar, sorta di salsiccia il cui composto di carne prevede l’utilizzo anche delle parti meno nobili del maiale. Primo d’eccellenza è rappresentato dal Tortello alla lastra, così chiamato perché si cuoce su una lastra di pietra arenaria dopo essere stato farcito con ripieno di zucca, patate o erbe selvatiche. Prodotto di punta dell'industria casearia, il Raviggiolo figura come formaggio fresco ottenuto dalla lavorazione del latte vaccino crudo senza la rottura della cagliata e con filtraggio su foglie di felce.

Se riuscirete ad acquistare una tela stampata a mano, vi sarete allora aggiudicati un pezzo dell’artigianato risalente addirittura al fare contadino del ‘700, epoca in cui si usava coprire il bestiame con drappi riportanti il medaglione ove veniva raffigurato Sant’Antonio Abate.

Come arrivare a Santa Sofia

Dall’autostrada A14 Adriatica uscire al casello di Forlì, continuare sulla SP 4 per ca. 40 km fino a Santa Sofia; stazione e aeroporto di riferimento si trovano entrambi a Forlì, distante 40 km dal paese; per arrivare al borgo partendo dal capoluogo si utilizzino le linee extraurbane 131 e 132.
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