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Vernasca (Emilia-Romagna): il comune e i suoi eventi

Vernasca, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Inscritto nella provincia di Piacenza in Emilia-Romagna, il piccolo comune di Vernasca (2.200 abitanti) occupa un territorio a dir poco soverchiante, costituito dalla sconfinatezza esemplare della Val d’Arda che dall’Appennino Ligure si tuffa piacevolmente nell’area interessata dalla Riserva Naturale Geologica del Piacenziano (comprendente nove aree che sono quelle di Rio Rosello, Badagnano, Rio Carbonaro, Montezago, Monte Giogo e Rio Stramonte, Castell’Arquato e Monte Padova, Monte La Ciocca), studiata ancor oggi per la grande quantità di fossili sparsi.

Geografia ed altitudine

In realtà la posizione al confine con la provincia di Parma (a 43 km da Piacenza a un’altitudine che oscilla fra i 400 e i 600 metri) gli consente di beneficiare di altri due ambienti dalla smisurata varietà di caratteristiche orografiche, la Val Ongina e la Val Stirone, tutte percorse dagli omonimi torrenti. La zona in prevalenza montuosa reca un alto tasso di anfratti boschivi presieduti dal lago artificiale che dall’inizio del Novecento si trova in località Mignano.

L’hinterland di Vernasca porta con sé l’eredità di un antico censo rurale che si traduce in vecchi paesi agglomerati, parte dei quali popolati soltanto durante la stagione estiva per l’attecchimento della villeggiatura, consuetudine turistica agevolata da tal altre vocazioni locali come, ad esempio, quella enologica di Becedasco Basso (il suo tesoro è celebrato dalla Festa del Vino a giugno) o quella attrattivo-storica del borgo fortificato di Vigoleno a lambire il Parco Regionale Fluviale dello Stirone, un belvedere di frutteti e vigneti che dipingono un panorama aulico.

Storia

Vernasca nacque nel solido contesto dei "castellieri", villaggi fortificati eretti dalle popolazioni liguri a protezione della vallata, un sistema ancora adesso sotto analisi dei maggiori storici del periodo che hanno rilevato nei resti di Rocchetta di Carameto, Settesorelle e Casali di Morfasso elementi significativi dell’epoca. Scardinato dai conquistatori romani, l’intero impianto cedette dunque il passo alla concezione latina di abitato che Vernasca conservò anche durante il Medioevo quando, con il nome Lavernasco, venne dotato di castello acquistato nel 1029 dal marchese Ugo di Provenza per poi passare prima ai Malaspina, tornare entro i possedimenti abbaziali ed essere acquisito dagli Sforza di Santa Flora, dopo i quali cadde in rovina in seguito alla fine del feudalesimo e l’avvento di Napoleone.

Vigoleno precedette nel 1815 Vernasca nella nomina a Comune, ma lo stesso Vernasca divenne nel 1851 capoluogo definitivo grazie al provvedimento di Carlo III di Borbone. Se non altro di questi tempi Vigoleno seguita a far eco in quanto è entrato ufficialmente a far parte del club de I borghi più belli d’Italia - in virtù dell’ottimo, quasi incredibile stato di conservazione – annoverando persino una Bandiera Arancione rilasciata dal Touring Club Italiano. La sua fortezza medievale è il frutto di un triplice rifacimento, l’ultimo nel Quattrocento, sicché è assurta insieme alla frazione che lo ospita a vero e proprio monumento nazionale.

Cosa vedere a Vernasca

Gli itinerari che si snodano da e in Vernasca riprendono sostanzialmente i caratteri originari del paese e subito si fa notare con grande magniloquenza la romanica Pieve di San Colombano, che può però soltanto sfoggiare quanto resta, cioè il campanile e l’abside affacciati sull’incantevole piazza-giardino. Diciamo che l’anima si questa struttura, abbattuta per il pericolo di crollo in seguito a una frana, si è reincarnata nella Chiesa Parrocchiale di San Colombano, eretta nel 1890.

Accanto alla vecchia pieve sorge la Canonica ospitante il Centro Visita Provinciale della Via Francigena, museo a valenza didattica che raccoglie materiali illustrativi e documentazioni relativi al tratto frequentato dai pellegrini fra Piacenza e Roma. Ecco poi al piano superiore la parte affrescata da piccoli gioielli artistici come la Madonna Incoronata.

Eventi, sagre e Manifestazioni

Gli edifici presenti entro il tessuto urbano sono enormemente ricchi di fascino, enfatizzato dall’arrivo della primavera salutata da varie manifestazioni come il Calendimaggio celebrato il 30 aprile, seguito a ruota da altri eventi aggregativi, il Bascherdeis Festival l’ultimo weekend di luglio, la Sagra di San Pellegrino la prima settimana di agosto e la Festa della Patata nello stesso mese a Vezzolacca, mentre a ottobre impera la Festa del Bosco.

Nel corso di questi appuntamenti il corredo enogastronomico si fa massiccio, con i prodotti tipici del territorio a far da padroni: inutile dunque per il turista resistere al piacere di gustare prelibatezze come gli anolini in brodo, le tagliatelle al sugo di funghi piuttosto che lo stracotto di manzo, il salame cotto o il cinghiale in umido, portate alle quali si accompagnano gustosi formaggi e i vini d’eccellenza dei Colli Piacentini, primo fra tutti il raro Vin Santo di Vigoleno, proposto in molti ristoranti del luogo.

Fra le tante cose da vedere, anche un bell’evento cui assistere, ovvero la Vernasca Silver Flag, popolare gara di auto storiche che si svolge ogni anno a giugno e nel 2017 ha raggiunto quota 22 edizioni.

Come arrivare a Vernasca

Da Piacenza in automobile, percorrere la SS 9 Via Emilia, superare Cadeo, seguire per Fiorenzuola, Castell’Arquato lungo la SP 4 e, infine, per Vernasca; la stazione ferroviaria più vicina si trova a Fiorenzuola d’Arda, distante dal comune ca. 20 km ma collegata dalla linea extraurbana 43; l’aeroporto di riferimento è quello di Parma.
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