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Poggibonsi (Siena): visita al borgo lungo la strada del Chianti

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Cosa succede quando le fiabe abbandonano i libri e si intrufolano nel mondo reale, magari tra i colli della campagna toscana? Quando la tradizione, la genuinità e il gusto delle piccole cose si liberano di quell’alone un po’ antico e si calano nel presente, in una fusione armoniosa di memoria e futuro? Così nascono e crescono i borghi più belli, come il comune toscano di Poggibonsi, in provincia di Siena.

Abitato da circa 28 mila abitanti, il paese è immerso in un mare verde di colline ondulate, nel territorio dell’Alta Val d’Elsa, lungo le pendici occidentali delle Colline del Chianti. Come pepite e rubini gli acini d’uva agghindano i vitigni, in attesa di trasformarsi in vino, mentre gli ulivi se ne stanno schierati nella terra scura, fertile, pronti a regalare un olio profumato.

L’agricoltura è una componente molto importante, ma Poggibonsi si è sempre difesa bene su ogni fronte economico: sin dal Medioevo, quando la cittadina era attraversata dalla Via Francigena e rivestiva un ruolo commerciale fondamentale, Poggibonsi è stata protagonista degli scambi economici della Valdelsa. Ancora oggi, alla tradizionale lavorazione della terra, si uniscono una forte vocazione industriale e turistica.

Memore della tradizione ma capace di rinnovarsi, la cittadina è diventata col tempo il capoluogo del Distretto Industriale dell’Alta Valdelsa, ed è un punto di riferimento occupazionale per le province di Firenze, Siena e Pisa.

Ma a far innamorare i visitatori sono i tratti romantici di questo bel borgo medievale, arroccato nella campagna con un’eleganza fuori dal tempo, ricco di chiese romaniche, castelli degni di dame e cavalieri e ville rinascimentali sfarzose. Tutt’intorno, a incorniciare questo piccolo scrigno, una collana di città d’arte imperdibili fa del territorio di Poggibonsi una fonte inesauribile di sorprese: San Gimignano, Colle di Val d’Elsa, Firenze e Siena sono solo alcune delle località più affascinanti.

In questo tripudio di testimonianze storico-artistiche, la piccola Poggibonsi si sa difendere bene, con un ricco repertorio di edifici e monumenti interessanti. Lungo la strada che conduce a San Lucchese, ad esempio, si erge la Fonte di Vallepiatta detta Fonte delle Fate, grandioso reperto architettonico della perduta Poggio Bonizio, una grande fontana pubblica realizzata probabilmente agli inizi del XIII secolo. Riscoperta nel 1803, dopo essere stata sepolta dalla terra nel 1484 per la costruzione della Fortezza del Sangallo, si tratta della più grande fontana dell’area senese, dotata di un portico a sei arcate contenente le vasche per la raccolta dell’acqua.

Tra le costruzioni religiose spicca invece il complesso di San Lucchese, a meno di un chilometro dal centro storico, composto dalla basilica e dal convento. La basilica, che nel corso dei secoli ha beneficiato di modifiche e ampliamenti, è uno degli edifici di culto più imponenti della Valdelsa, e custodisce gelosamente una collezione invidiabile di opere d’arte: un’Immacolata Concezione di Giovanni della Robbia, splendidi affreschi di Bartolo di Fredi e di altri artisti e la sacrestia, contenente un prezioso armadio decorato da 17 formelle di Memmo di Filippuccio. Mediante un portone sulla destra della basilica si accede poi al convento, con l’Aula Capitolare del Duecento e il refettorio affrescato del Quattrocento.
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Ma la chiesa principale di Poggibonsi è la Collegiata, edificata nel 1863 in sostituzione dell’antichissima pieve romanica di Santa Maria di Borgo Marturi. A tre navate, in stile neoclassico, la nuova costruzione non è però stata capace di ricalcare l’imponenza della chiesa precedente, di cui si conserva una bella torre campanaria. All’interno, tra varie opere senza particolare valore artistico, spiccano una grande Resurrezione del Botticini e una bella statua lignea del San Gregorio.

Infine vale la pena di visitare la Chiesa di San Lorenzo, utilizzata a lungo come convento dagli Agostiniani di Lecceto e sede dell’incontro tra Carlo VII e Girolamo Savonarola, avvenuto nel 1495. Segnato da un passato tormentato, in cui vide la soppressione dell’ordine, varie occupazioni militari, la trasformazione prima in caserma poi in ospedale e i bombardamenti delle guerre, l’edificio è stato egregiamente ristrutturato e oggi si presenta elegante, fiero come alle origini, ricco di opere d’arte pregiate. All’interno si possono infatti ammirare un crocifisso trecentesco di Giovanni D'Agostino, la Madonna delle Grazie proveniente dal soppresso Oratorio del Piano, e altri gioielli dell’arte locale.

Passando da una chiesa a una casa signorile, passeggiando per le stradicciole ciottolate del centro storico, se si ha la fortuna di visitare Poggibonsi nel periodo giusto si può assistere a qualche manifestazione tradizionale, occasioni speciali per conoscere meglio la storia e gli usi del luogo. Tra gli eventi più attesi c’è il Pigio, una manifestazione nata nel 2004 e ripetuta ogni anno la prima domenica di ottobre, con lo scopo di ricostruire l’antica tecnica di pigiatura dell’uva. I sette rioni cittadini si sfidano nei due giorni di festeggiamenti contendendosi l’ambito “Boccione”, una damigiana decorata da un artista locale. Il premio verrà assegnato al rione che produce più mosto, mentre lo “Zipolo”, ovvero il tappo della damigiana, viene concesso al rione che organizza la miglior sfilata per le vie del centro.

Un’altra occasione caratteristica, che si svolge il 28 di aprile, è la festa patronale di San Lucchese. Dopo la processione religiosa, che ruota intorno alla chiesa dedicata al santo, c’è una vivace festa popolare gremita di bancarelle e stand gastronomici, che si conclude ogni anno con uno splendido spettacolo pirotecnico.

Chi si è lasciato incuriosire e ha deciso di visitare Poggibonsi può raggiungerla con vari mezzi. Chi viaggia in auto e viene da nord deve prendere l’Autostrada del Sole A1 Firenze-Roma, uscire a Firenze Certosa, prendere il raccordo autostradale Firenze-Siena e uscire a Poggibonsi. Chi invece viene da sud, sempre dalla A1, deve uscire a Valdichiana, continuare verso Siena, immettersi in tangenziale in direzione Firenze e continuare fino all’uscita di Poggibonsi. Chi sceglie il treno può scendere alla stazione ferroviaria di Poggibonsi-San Giminiano, collegata comodamente a Siena e Firenze, mentre gli aeroporti più vicini sono quelli di Firenze e Pisa, rispettivamente a 57 km e 84 km.

Giunti a destinazione è difficile non farsi incantare dal paesaggio, reso ancora più ammaliante dal clima mite della zona: dalla luce abbagliante dell’estate ai toni dolci e malinconici dell’inverno, dal tripudio di colori dell’autunno alle pennellate fresche della primavera, intorno a Poggibonsi la natura è sempre in festa. Le temperature medie del mese più freddo, gennaio, vanno da una minima di 1°C a una massima di 10°C, mentre in agosto si va dai 17°C ai 31°C. Le precipitazioni sono scarse in estate e si concentrano in autunno, specialmente in novembre, quando cadono in media 111 mm di pioggia.
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