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Seggiano (Toscana): visita al borgo sul Monte Amiata in provincia di Grosseto

Seggiano, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Vi racconterò di Seggiano, uno splendido borgo toscano cinto da mura alle pendici del trionfale Monte Amiata, incantevole nel suo minuto corpus, perso nei ricordi tra le storie del passato e le arie dei suoi paesaggi incornicianti e incorniciati”.

Potrebbe essere questa una degna introduzione a una fiaba con protagonista appunto Seggiano, una località che in provincia di Grosseto conta soltanto un pugno di abitanti, un migliaio al massimo.

Gli ulivi del Monte Amiata

Siamo a 60 km dal capoluogo e la morbida terra di Toscana offre uno sfondo eccezionale entro cui la perla urbana si smarrisce piacevolmente fra ulivi secolari (in particolare l’olivastra seggianese tutelata da un apposito Consorzio che preserva peraltro la produzione di un prelibatissimo quanto gustoso olio avendo sostenuto inoltre l’istituzione doverosa del Museo dell’Olivastra e della Terra di Seggiano) già coltivati in epoca etrusca. Boschi e castagneti contribuiscono a tessere un fascino sempiterno al quale la storia non è mai apparsa insensibile.

Storia

Il borgo pare esista dal 903 d.C., anno in cui si trovava sotto egida abbaziale (abbazia del Santissimo Salvatore prima e Sant’Intimo dopo). Nella seconda metà del ‘200 cambiò volto e si costituì comunità rilasciata dall’Abbazia di Sant’Intimo a Siena, sotto il cui dominio prosperò preliminarmente al passaggio di proprietà che interessò le famiglie Ugurgieri e Salimbeni, successivamente il Granducato di Toscana e il Regno di Sardegna al quale venne annessa poco prima dell’Unità d’Italia.

Cosa vedere a Seggiano

Per quanto piccolo, Seggiano rivela un patrimonio architettonico che molti comuni del circondario invidiano. Le chiese, in particolar modo, emanano qualcosa di unico, genio e sregolatezza, beltà ed esclusivi messaggi di elevata santità. Si prenda ad esempio la Chiesa di San Bartolomeo, le cui tre navate danno profondità all’ambiente interno già costellato di opere d’arte somma, che s’esprime appieno nell’elegante polittico trecentesco raffigurante la Madonna col Bambino in trono e i Santi Bartolomeo, Giovanni Evangelista e Michele Arcangelo di Bartolomeo Bulgarini, realizzato in parallelo ai dipinti di Ugolino Lorenzetti. Ne accompagnano il lustro la Natività della Vergine e l’Adorazione del Bambino, in aggiunta al Crocifisso quattrocentesco.

Il viaggio tra gli edifici sacri continua e si fa tappa alla Chiesa della Compagnia del Corpus Domini, che si fa bella sfoggiando una Vergine con San Sebastiano ascrivibile al XVII secolo, una tela raffigurante la Santissima Trinità, una Madonna col Bambino, un Crocifisso sormontante l’altare e la coppia di statue che ritraggono San Francesco da Paola e l’Addolorata. Risale al 1486 l’Oratorio di San Rocco, che tra i suoi affreschi palesa nella volta un grandioso Dio Benedicente con i quattro Evangelisti. Il Convento del Colombaio conta un articolato complesso monastico a poca distanza dal Castello del Potentino (intatto e molto scenografico, mantiene le torri angolari e il giardino) e si chiama così in quanto un fosso vicino dava luogo alle nascite di colombi da passo. Nella parte ecclesiale si trovano molteplici altari settecenteschi e iconografie sacre come la Madonna in gloria con San Sebastiano e una Trinità e Santi.

La Chiesa di Santa Maria in Villa aderisce più al costrutto di una piccola cappella dalla facciata a capanna e campanile a vela, con immagini affrescate da Francesco Nasini. Bisogna uscire dell’abitato per trovare il Santuario della Madonna della Carità, riconoscibile per la cupola rosseggiante in mattoni e i sette altari presenti all’interno della struttura, sorta in seguito a un voto popolare fatto alla Madonna per contrastare fame e carestie al concludersi del ‘400. Rappresenta una rarità sul Monte Amiata, araldo dell’architettura tardo cinquecentesca di gusto manierista mitteleuropeo. D’altro carattere è il Giardino di Daniel Spoerri datato 1991, un parco-museo pieno zeppo di opere in bronzo, ca. 100 plasmate dalla mano di oltre 40 diversi artisti. Dal 1996 si è trasformato da parco monografico ad area antologica.

Eventi, sagre e manifestazioni

Seggiano non ama specchiarsi tanto per la sua fine bellezza quanto per ciò che può offrire anche dal punto di vista gastronomico: l’olio extravergine d’oliva DOP guida uno stuolo di prodotti che vanno dallo squisito formaggio pecorino alla castagna dell’Amiata fino al sugo di scottiglia alla pescinaia. Da non perdere i profumi e i sapori della Sagra del Picio ad agosto e della Festa della Ciliegia a giugno.

Come arrivare a Seggiano

L’Autostrada A1 passa per la Val d’Orcia: se si arriva da nord bisogna uscire a Firenze Certosa, continuare sulla superstrada Firenze – Siena e seguire le SP e SS; da sud uscire a Chiusi Canciano Terme e proseguire per le ramificazioni secondarie provinciali e statali; dalla stazione di Grosseto raggiungere la località in autobus; l’aeroporto di Firenze dista 152 km dal borgo.

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