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San Giovanni Valdarno (Toscana), cosa vedere nel borgo del Masaccio

San Giovanni Valdarno, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

San Giovanni Valdarno è un borgo eletto da quando ha dato i natali a un illustre personaggio, il Masaccio. Fucina di tesori artistici, da paese è divenuto addirittura una cittadina molto frequentata, e 17.000 abitanti parlano chiaro in tal senso.

Si trova in posizione mediana fra Firenze e Arezzo, nella Toscana in cui armoniosamente convivono colline e montagne, si circonda di libera natura e nel suo centro storico le attrazioni turistiche non si contano: lo sono ad esempio i chiassi, vicoletti molto stretti quasi mai baciati dal sole e per questo considerati molto particolari. L’intera struttura urbanistica colpisce per la sua sorprendente regolarità, che esalta la simmetria delle strade e delle piazze intorno alle quali si dispongono i monumenti e gli edifici di maggior pregio.
Il perimetro cittadino contempla ancora qualche tratto della medievale cinta muraria ma è poca cosa rispetto a come si presentava in passato, quando tutte le 24 torri collegate da lunghi camminamenti di ronda facevano da interludi fra una porta e l’altra, su tutte Porta Fiorentina e Porta Aretina.

La fondazione del comune risale precisamente al 1296: vi accorrono diversi coloni, attirati dalle esenzioni fiscali e disposti a costruirsi autonomamente le proprie case, comprese le opere di fortificazione, edificate con estrema lentezza ma, una volta completate, molto efficaci contro gli attacchi esterni. San Giovanni Valdarno si sviluppa dunque sotto il vessillo popolare e riesce grazie alla cinta muraria imponente a divenire un presidio militare molto importante e conosciuto in tutta la regione in un periodo di guerre e annose schermaglie tra fazioni guelfe e ghibelline.

Agli albori del ‘400 c’è spazio anche per un po’ di inaspettata pace e per l’elezione del borgo a sede dei Vicari del Valdarno. Il periodo quieto dura appena un ventennio, giusto il tempo per i Visconti di organizzarsi e attaccare i numerosi centri dell’area, seguiti dalle truppe pontificie di Sisto IV e dalla peste. Con l’incombere del ‘500 si registra un cambio di profilo per San Giovanni Valdarno: perde la sua funzione militare e si emancipa a epicentro economico per trovare fra ‘700 e ‘900 una solida infiorescenza industriale tale da permettere una crescita demografica notevole. Oggi una complessiva ricchezza a più livelli preserva la bella veste cittadina e il paese può fregiarsi di un nucleo urbano curato meticolosamente dagli anni ’70 e tirato a lucido per avventori sempre più frequenti di anno in anno.

Qui si viene per ammirare un censo pazzesco di luoghi di culto, edifici simbolici e tappe della storia. La Basilica di Santa Maria delle Grazie – che ospita peraltro un Museo che dal 1864 conserva una summa di icone artistiche provenienti da più chiese in modo da poterle conservare al meglio senza dispersioni - venne fondata nel 1484 a seguito del miracolo di Monna Tancia attribuito a un’immagine trecentesca della Vergine: nel 1479 una donna settantacinquenne riuscì, a quanto si narra, ad allattare al seno un orfanello, fatto che Luberto da Montevarchi testimonia con un ciclo di affreschi presente nella controfacciata della chiesa. La struttura della Chiesa di San Lorenzo reca una matrice gotica del XIV secolo ed è molto più semplice come impianto. Questa semplicità si riscontra soprattutto nella facciata in arenaria, e la solfa non cambia all’interno, nobilitato però da opere d’arte quali il trittico di Giovanni del Biondo raffigurante un’Incoronazione della Vergine fra Angeli e Santi e vari affreschi come il Martirio di San Sebastiano eseguito da Giovanni da San Giovanni.

Il centro storico di costruzioni ecclesiastiche pullula, quindi s’attui un esaustivo giro a toccare la Pieve di San Giovanni Battista datata 1312 e dalle linee piuttosto classicheggianti, la Chiesa della Santissima Annunziata annessa al Monastero delle Agostiniane e serbante una Madonna col Bambino firmata dal Maestro della Natività di Castello, la Chiesa delle Anime (così chiamata per gli evocativi Scheletri con i simboli delle attività terrene prima della morte dipinti a fresco da Dionisio Predellini) e la Chiesa di Santa Lucia con il Martirio di Santa Lucia ascrivibile all’opera seicentesca del Ficherelli.

Per inaugurare il tour fra i palazzi civici, vale davvero la pena cominciare da Casa Masaccio, edificio a tre piani in cui nacque il celebre artista. Lascia il segno nei ricordi di un viaggio Palazzo d’Arnolfo (vi si inscrive il Museo delle Terre Nuove, che racconta il fenomeno della fondazione di nuovi centri abitati in epoca medievale intra Europa), ch’è poi conosciuto più propriamente come Palazzo Pretorio, un gioiello che conferisce equilibrio all’assetto urbano integrandosi perfettamente nel contesto. Il basso porticato vive di pilastri decorati che staccano da terra un piano nobile dal vivido giallo, le arcate sono d’ampio respiro e poi ci sono loro, gli stemmi dei Vicari del Valdarno, dipinti, scolpiti, in rilievo e in terracotta, manufatti che in qualche modo raccontano la storia dell’edificio unitamente a scavi effettuati negli anni dai quali sono emersi reperti archeologici significativi.

Intorno alla struttura ruotano Palazzo Corboli in tutta la sua sobrietà, Palazzo Feroni ammantato di eleganza sopraffina settecentesca, Palazzo Panciatichi che pare proseguire lo stile di Palazzo Feroni, il Palazzaccio (all’anagrafe Palazzo Salviati ma soprannominato così per l’aspetto relativamente fatiscente) e la Casa Natale di Giovanni da San Giovanni.

Si inanellano presto gli appuntamenti da non perdere in ambito popolare e folcloristico. A San Giovanni Valdarno sono eventi fissi annuali la Rificolona Sangiovannese il 7 settembre (la rificolona è una sorta di lanterna artigianale che si appella principalmente alla fantasia di chi le disegna e crea) e il Palio dello Stufato sangiovannese, assoluta prelibatezza locale.

Non si può infine dimenticare il colorato Carnevale, che per cinque domeniche porta in paese l’allegria di una celebrazione antica e sentita.

Come arrivare

Si prenda l’Autostrada A1 Firenze – Roma fino all’uscita di Valdarno; la stazione di San Giovanni Valdarno si trova sulle linee ferroviarie Firenze – Foligno, Firenze – Arezzo e Roma – Firenze; l’aeroporto di riferimento è quello di Firenze, a 45 km dalla località.

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