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Subbiano, visita al borgo della Toscana

Subbiano, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

La deliziosa provincia di Arezzo include perle di rara soavità e fra queste c’è sicuramente Subbiano, un borgo che trasmette subito agli avventori un caldo messaggio di allegria, specialmente se si viene a contatto con i suoi 6.000 abitanti, gente semplice che conduce una vita prosaica. Per meglio comprendere l’essenza di questo piccolo ma vivace comune occorre porre una prima lente d’ingrandimento sul placido territorio in cui si trova ubicato, un morbido scenario naturale che contempla il corso dell’Arno entro una vallata che si rende scrigno di una lucente vegetazione fatta di arbusti verdeggianti, boschi di cerri e castagni e, soprattutto, tanti uliveti e vigneti, senza dimenticare le estese faggete ricche di fascino per il loro essere secolari. L’alternarsi delle stagioni veste queste accomodanti terre di spiccati colori come fossero quadri sfumati da tracce pastello coincidenti con le tante sfaccettature dei campi, delle colline e dei casolari intorno ai minuscoli paesi. E’ un pezzo di Toscana che sa farsi voler bene, percorso dalla mitica Strada del Vino e pervasa dai profumi che sprigionano le operose cucine degli agriturismi.

E’ a questo punto che si può e si deve parlare di Subbiano, un tassello urbano piantato già in piena epoca romana sotto l’egida di Giano, come indica il nome derivante da Sub Jano, e cioè appunto “sotto Giano”. In era medievale appartenne alla Repubblica di Firenze fino al 1343, quando i Subbianesi preferirono dirottare la sudditanza ad Arezzo, che assorbì il nucleo urbano dal 1384. Non si riscontrano sussulti nei tempi successivi, la Seconda Guerra Mondiale non fece per fortuna troppi danni lambendo soltanto l’abitato e nel 1944 si contava già una popolazione di oltre un migliaio di unità, circa 5.000 meno rispetto a oggi.

Il paese, a ridosso della riva sinistra dell’Arno, sembra quasi perdersi nell’abbraccio sentito della campagna ma resta visibile per le caratteristiche case dall’architettura primordiale e per il vecchio Castello medievale (in buona compagnia considerando che altri esempi castellari giacciono nelle frazioni di Castelnuovo e Valenzano) che nobilita il centro facendosi notare compreso nel panorama da favola. Il paesaggio residenziale conta inoltre la Chiesa di Santa Maria della Visitazione, sorta nel Duecento proprio affianco a quella ch’è ora la Cappella della Madonna di Lourdes. Il campanile è stato tuttavia eretto molto più tardi, nel 1857 e dà il benvenuto ai visitatori, condotti all’interno dell’edificio ecclesiastico per ammirare opere come L’Incoronazione di Maria realizzata in modalità affresco da Giovanni Bassan e il Crocifisso ligneo di stampo seicentesco. Palazzo Ducci è collocato lungo via dell’Arcipretura ed è una residenza signorile ricolma di arredi di pregio e ariosi ambienti di raffinata eleganza. Il Palazzo del Podestà risulta interessante per le tracce di stemmi e la sua cappella privata dove prendono posto l’altare marmoreo e la pala raffigurante nell’ordine la Madonna col Bambino e Sant’Antonio da Padova.

Esaurita la visita in loco, l’esperienza non è comunque conclusa perché gli itinerari campestri conducono ai paesini dell’hinterland, ad esempio a Falciano, il cui borgo Ghiora riserva ben 21 case vacanza a chi intende fermarsi a soggiornare per qualche giorno. Ci sono peraltro da vedere i mulini storici della famiglia Mattesini, nei quali ancora funziona la macina a pietra utilizzata per lavorare la farina di castagne, a sua volta impiegata nella preparazione della buona polenta locale. Le escursioni possono essere prolungate fino all’intimo borgo di Santa Mama, poco oltre il quale s’erge la Casa Nova, oggi sede di un allevamento di struzzi. Alle pendici della suggestiva Alpe di Catenaia – oasi naturalistica di sensazionale impatto – ecco Vogognano, paesino che ospita la graziosa Chiesa di Santa Maria della Neve, adombrata dalle fronde di due spettacolari querce ultracentenarie. Ultime tappe sono Pontecaliano con il suo Palazzo e la Torre Santa Flora, e Chiaveretto, ove si addensano i più caratteristici casolari della zona.

Il bagaglio enogastronomico di Subbiano conta pochi ma eccellenti prodotti, un olio di evidente purezza, il dolce moscato e il prelibato vinsanto, inoltre vanno gustati il formaggio delle Bucacce, miele, castagne e deliziose confetture, il tutto esposto e proposto ai diversi eventi in calendario, le Notti di Vino ad agosto, la Fiera tradizionale, il Mercatino del tempo che fu e la Festa dell’Uva a settembre, Sapori d’Autunno e Natale a Subbiano con i consueti mercatini.

Come arrivare: Per arrivare a Subbiano è necessario percorrere l’Autostrada del Sole A1, uscire ad Arezzo, seguire per Bibbiena e proseguire sul raccordo Arezzo-Battifolle per poi attraversare Poggiola, Arezzo, Ceciliano fino a destinazione; in treno si arriva ad Arezzo e si prosegue salendo sul treno del Casentino LFI lungo la linea Arezzo-Pratovecchio Stia, diretta a Subbiano, che ha una propria stazione ferroviaria; gli autobus fanno parte delle autolinee LFI; l’aeroporto di riferimento è quello di Firenze.

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