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San Giovanni d'Asso (Toscana): il borgo del tartufo sulle Crete Senesi

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Uno scorcio assai rappresentativo della Toscana più classica e tradizionale lo offre sicuramente il piccolo paese di San Giovanni d’Asso, 901 abitanti appena ma un enorme blasone di matrice agro-culinaria proveniente dal più grande tesoro della terra su cui sorge: il tartufo bianco.

Questo stimatissimo tubero ha acceso nel tempo la fantasia e curiosità di studiosi e filosofi che ne hanno definito i caratteri lasciandosi andare a pittoresche similitudini e bizzarre affermazioni. Plutarco, ad esempio, lo riteneva una creazione nata dall’unione di acqua, fulmini e calore, mentre credenze popolari lo confinarono fra i cibi del diavolo e delle streghe per il pungente odore sulfureo; accezioni più positive e felici le concessero Camillo Benso conte di Cavour, per il quale il tartufo andava considerato un mezzo diplomatico, e il musicista Gioacchino Rossini, che lo definì il “Mozart dei funghi”.

La località, immersa fra i promontori collinari delle Crete Senesi, completa il proprio nome in virtù del torrente che la costeggia, appunto l’Asso, corso d’acqua lungo 35 km che si aggiunge ai molti altri solcanti il vasto paesaggio, arricchito da una varietà inesauribile di casali, borghi e manieri. Fra le Crete si stagliano itinerari che toccano poderi portati avanti da contadini, autentici puristi della terra. Sorgono nell’hinterland senese i vitigni del Brunello, che danno così adito al giro delle cantine, un percorso studiato per degustare le tante sfumature toscane del nettare di Bacco.

L’origine medievale di questo minuscolo centro abitato è testimoniata dalla presenza del castello nel nucleo più antico dell’agglomerato urbano: trattasi di un edificio composto da tre corpi di fabbrica e costruito fra il 1100 e il XV secolo, un’opera architettonica imponente che, a seguito dei tanti passaggi di proprietà rivendicati da famiglie influenti come i Petroni e i Pannilini, è oggi acquisizione permanente dell’Amministrazione comunale che vi ha installato i propri uffici.

Data la magnificenza del corredo esterno e la distinta eleganza degli interni – su cui spicca la grandiosità visiva della Sala del Caminetto – la location storica ha ispessito la sua imperitura importanza ospitando con fierezza nei suoi freschi sotterranei trecenteschi il primo Museo Italiano e Centro didattico del Tartufo e delle erbe spontanee, inaugurato il 13 novembre 2004. Esso copre una superficie complessiva di 250 mq e si suddivide in quattro sezioni espositive formanti un percorso dal nome “Il tartufo e i sensi”, una full immersion tra le sensazioni date dal cosiddetto “aglio dei ricchi”. Si consideri un fatto essenziale: il tartufo ricopre il ruolo di “sentinella ecologica”, in quanto la sua crescita ha luogo soltanto in situazioni scevre di qualunque forma di degrado ambientale.

Facile allora per San Giovanni d’Asso mostrarsi al mondo quale comune virtuoso in tal senso, circondato da una natura estremamente preservata e curata. Al tartufo è altresì dedicata una grandiosa mostra mercato lunga un mese e sfavillante nei quattro week end di novembre.
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L’emozione continua è per il turista un valido motivo per prolungare la propria permanenza in questi angoli di paradiso della campagna senese, contraddistinta da sentieri, strade campestri e terreni fertili per ogni tipo di escursione, sia a piedi che in bicicletta, un modo per fruire interamente della bellezza pregnante di un voluttuoso anfratto di regione tipicamente agreste. Alle meraviglie che si possono incontrare si aggiungono senza alcun dubbio il Bosco della Ragnaia – un parco di 9 ettari perennemente ampliato e abbellito dall’artista Sheppard Craige, autore di opere quali l’Altare dello Scetticismo, l’Oracolo di Te Stesso e il Centro dell’Universo, composizioni tutte da interpretare e indefinibili alla consueta logica – e la Strada Bianca di Pieve a Salti, contraddistinta da una natura ancora incontaminata.

Non poteva mancare nell’idilliaca coreografia un apparato di edifici religiosi accordato all’idea di libertà e spensieratezza prodotta da San Giovanni d’Asso, dove prendono armoniosamente posto la sontuosa Pieve di San Giovanni Battista, la chiesa di San Pietro in Villore, la chiesa della Misericordia e la chiesa della Madonna del Tribbio.

Si è dapprima accennato alla mostra mercato del tartufo, non l’unico evento di richiamo in zona: a questo si aggiungono la Festa dello Scricchio la seconda domenica di Pasqua (quando vengono spalancate le ante dell’armadio-reliquario al centro dell’ancona dell’altare interno alla Pieve) e la festa della Madonna delle Nevi la domenica più prossima al 5 agosto, con la Giostra di Simone a rievocare l’assalto operato da Simone Cacciaconti nel dicembre 1292.

Come arrivare
In auto da Siena, imboccare la SS 2 Cassia verso sud fino al bivio per Torrenieri, poi seguire le indicazioni; San Giovanni d’Asso non possiede una propria stazione, ergo quella più vicina si trova ad Asciano e dista appena 13 km; in aereo occorre atterrare all’aeroporto di Firenze, 130 km ca. colmabili grazie a un efficiente servizio autobus e navette.

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