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Sant'Agata di Puglia: visita al borgo della Daunia

Sant'Agata di Puglia, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Sorge in provincia di Foggia ed è conosciuto come “La Loggia delle Puglie” per la sua particolare posizione predominante e confacente a un lungimirante belvedere sul Tavoliere e sul Golfo di Manfredonia.

Sant’Agata di Puglia sbaraglia la concorrenza con una bellezza mozzafiato e un censo culturale immenso, che si traduce in un borgo di origine medievale espanso architettonicamente su uno dei monti del Subappennino Dauno, a 795 metri s.l.m. secondo un’ubicazione perfettamente aderente all’orografia della montagna: l’abitato in cui risiedono quasi 3.000 anime si posa come un manto spettacolare sulla cima di un anfiteatro naturale dalla scenografia palpitante, cosicché si può ammirare da una veduta aerea questa giacente veste in pietra le cui logge, terrazze, pinete avviluppanti e tetti minuscoli s’aggrappano con tenacia alla cresta verde di un titano fra i titani.

Ottenuta la Bandiera Arancione nel 2002 dal Touring Club Italiano ed eletta universalmente “Città del buon vivere” a fronte del marchio Cittàslow del maggio 2016, il Comune della Daunia impera come trait d’union fra ben tre regioni, cioè la Puglia, la Basilicata e la Campania, sigillando un patrimonio artistico incommensurabile che appassiona persino i ragazzi di Sant’Agata, giovanissimi cittadini talmente attaccati al proprio paese da essere coinvolti dall’Amministrazione Comunale in un progetto innovativo legato alla promozione del territorio proprio attraverso di loro, guide in erba pronte durante le annuali Giornate del FAI a condurre i turisti lungo un viaggio fra i tesori della località, opulenta cenerentola smaniosa di mostrare tutto il suo sapere estetico.

La storia del borgo

L’origine di questo magnifico agglomerato urbano si deve all’esigenza dei Romani di assicurare protezione all’area interessata dal ponte sul Calaggio tramite l’erezione della rocca di Artemisium, reale fulcro intorno al quale Sant’Agata si sviluppò seguendo progressivamente un andamento spiraliforme che ha generato in successione addensamenti ordinati di vicoli, scalinate, archi, torrette, case e chiese.

La sua natura di borgo fortificato si evince dalla doppia cinta muraria, con la più antica a cingere tra le coriacee grinfie il castello longobardo (detto Castello Imperiale, esistente almeno dall’887, dapprima fortezza inespugnabile coronata da mura e torri cilindriche, divenuta in seguito palazzo signorile appartenente ai marchesi Loffredo), implementato dai Normanni, rafforzato dagli Svevi e ancora dagli Angioini, mentre la seconda cinta pensava a tenersi ben stretta a sé la Cittadella annessa all’Arco della Porta Nuova.

Questo nucleo sinergico imponente ha fatto da tessuto importante per la costruzione di una pletora incredibile di ville e palazzi gentilizi (si citino le residenze De Marinis, Capria, Calcagno, Volpe, Torraco e Vinciguerra fra le molte presenti), un incisivo caleidoscopio di chiese e un trittico di conventi d’eccezionale fattura, ovvero il Convento delle Vergini, il Convento dei Francescani Riformati e il Convento dell’Annunziata.

Cosa vedere a Sant'Agata di Puglia

Scendendo maggiormente nei particolari architettonici, ci accorgiamo come gli edifici sacri abbiano preminenza in virtù del loro porsi straordinario a integrazione di un bagaglio generale invidiabile, che risulta dunque ispessito da monumentali meraviglie come la Chiesa Matrice di San Nicola, esponente normanna a croce latina, tre navate barocche e grande cuore interno che conserva mirabile un coro ligneo del 1649 realizzato da Mastro Iacovo di Vallata, una predella raffigurante l’Ultima Cena, statue di Santi e, ancora, uno stupendo pulpito in pietra rosa e dello stesso materiale il Battistero, la Pala di San Gaetano, una Madonna degli Angeli e la Madonna del Carmine, infine una bella cripta (che ospita il Museo Parrocchiale) affrescata da Enzo Liberti con scene descriventi la Passione di Cristo.

Vi sono inoltre due pezzi di pregio assoluto rappresentati dall’organo del 1642 e dal cinquecentesco Presepe in pietra dipinta, unico esemplare campano presente in Puglia. Certamente questo è il luogo di culto di maggior prestigio, ma non possono essere sottovalutate le epigoni mature quali le chiese di Sant’Andrea Apostolo, San Michele Arcangelo, Santissima Trinità e Santa Maria delle Grazie, seguite da uno stuolo di cappelle dedicate a San Rocco, alla Madonna dell’Arco, alla Madonna del Carmine e a Sant’Agata, quest’ultima interna alla struttura castellare.

Sant’Agata di Puglia, da quanto si può dedurre, corrisponde in sintesi a un grande museo a cielo aperto, con un approfondimento etnografico fondamentale gestito dall’associazione culturale “Il Belvedere del Calzolaio”. Sicuramente un essenziale pezzo di storia della comunità santagatese è costituito dall’antico frantoio ipogeo della famiglia Nova, utilizzato fin dal XVI secolo dalle congregazioni contadine per la loro sussistenza e, soprattutto, la produzione di un ottimo olio entro le mura di un ambiente fortemente evocativo, adorno del minimalismo rurale profuso dai vecchi attrezzi ancora appesi sebbene il legno si sia in parte corroso per l’impietoso scorrere del tempo. Il frantoio si trova all’interno di una grotta appositamente scavata ed era inizialmente composto da una macina in pietra mossa da un mulo, con due presse in legno azionate manualmente tramite l’ausilio di un asse cilindrico mosso a sua volta da quattro uomini. Rimasto attivo fino al 1927, oggi risulta agibile e visitabile.

Questa nicchia povera ma significativa si pone in antitesi con lo sfarzo di cui si fregiano gli stemmi presenti sui vari portali del borgo, opere fini dei mastri scalpellini locali, il cui patrimonio scultoreo è esibito e conservato nel Parco Urbano delle Opere in Pietra, che altro non è che il centro storico resosi museo diffuso.

Eventi, sagre e manifestazioni

Il disimpegno è offerto dal pingue prisma di eventi che animano la vita sociale di una Sant’Agata di Puglia, allegra specialmente dal punto di vista folcloristico, aspetto continuamente ravvivato da una concitazione popolare in grado di mantenere fedele la nomea di una regione che si professa regina assoluta delle manifestazioni aggregative abbinate alla gastronomia territoriale. Spazio allora alla Fiera di San Rocco e San Lorenzo a metà agosto, alla Sagra di re le Cicce Cuotte al primo di novembre, alla Festa di San Biagio e Sant’Agata a inizio febbraio, il Tarantanno (fusione di tradizioni popolari accompagnate dalla coinvolgente musica della Taranta e folk) a fine dicembre, il mese della Sagra dei susumiedde (succhia-miele), dolci per i quali gli autoctoni vanno letteralmente matti.

Come arrivare a Sant'Agata di Puglia

Sant’Agata di Puglia si raggiunge con l’Autostrada A16 lungo il tratto Napoli-Bari, uscendo al casello di Candela e seguendo le indicazioni per il borgo; la stazione più vicina è a Foggia e da qui occorre proseguire con gli autobus messi a disposizione dalle Ferrovie del Gargano; l’aeroporto di riferimento è il Gino Lisa di Foggia.
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