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Candela (Puglia): il borgo tra le colline della Daunia

La storia di Candela, comune dell’hinterland foggiano, si presta a varie versioni vagliate nel tempo. La più accreditata riguardo all’origine del paese viene fornita dal sacerdote e storico Adriano Bari, il quale fa risalire gli albori del primigenio insediamento al periodo delle invasioni barbariche Ostrogote e Longobarde.

Il borgo ospitava gli indigeni dell’antica Daunia. A seguito delle irruente scorrerie, il centro abitato va incontro a una traslazione verso l’alto, lungo la collina che avrebbe, così, accolto il nuovo sito con una chiesa dedicata a San Michele Arcangelo e una rocca sul punto più alto, la Cittadella.

La nuova identità contava un paesello fondato su un castello, circondato e difeso da mura solide. Nel 1107 Candela si afferma come cittadina a tutti gli effetti, forte di un raggio d’azione commerciale di assoluto rispetto. E’ però sotto l’egida della famiglia Doria che il paese conosce il suo momento più fiorente, contraddistinto da un notevole incremento agricolo e un’evoluzione economica fondata sulle botteghe artigiane e la pastorizia, allora fondamentale. I Candelesi, abitanti orgogliosi e spiccatamente lungimiranti in termini imprenditoriali, hanno insistito in questa direzione e realizzato nel XIX secolo un considerevole Molino-Pastificio nonché una catena di officine (anni ’60) ad opera dei fratelli Pennella e Nicola Pierri.

Oggi Candela occupa lo spazio mediano fra le colline di San Rocco e San Tommaso entro un territorio di estese vallate e bacini idrografici, comprendente anche l’ex vulcano spento del Vulture, la valle dell’Ofanto, il Calaggio e la piana della Capitanata, tutti tasselli attraenti turisticamente che, messi insieme, troneggiano in un panorama eccezionale. Il centro storico pullula di immagini suggestive e focolai ancora accesi di vita antica, forieri di sapori, odori e tracce storiche i cui riverberi imperano lungo le strette vie e le stradine della Cittadella, tale per cui persino le belle costruzioni architettoniche sembrano possedere il dono della parola.

Uno dei simboli più comunicativi di questa località è la Torre Bianca, ex tenuta feudale immersa in una fitta pineta, ora stupenda villa sede dell’Agenzia Provinciale per l’Ambiente. La pletora sacra è invece determinata da edifici religiosi molto legati al proprio retaggio e restii nel tempo a radicali cambiamenti anche solo nell’ambito di modifiche strutturali.

Si citi la Chiesa Madre dedicata alla Beata Vergine Maria: essa si trova in piazza Plebiscito e, eretta nel XVI secolo, mantiene ancora pienamente la propria veste rinascimentale in virtù di un bel portale classicheggiante e volte a botte interne, immagini angeliche, basso rilievi dei Santi Pietro e Paolo e un lavabo in pietra con teste di angeli ad ali spiegate, al quale si aggiungono il fonte battesimale del 1590 e il coro ligneo. Esternamente, un campanile in pietra bianchissima la fa risaltare anche a notevole distanza.

Altri bellissimi complessi sacri sono la Chiesa del Carmine (XVIII secolo), la Chiesa della Concezione (XVI secolo), la Chiesa di Santa Maria delle Grazie (XV secolo), la Chiesa dell’Incoronata (XVIII secolo) e ancora la Chiesa del Purgatorio (datata 1620), la Chiesa di San Rocco (ricostruita nel ‘900) e la Chiesa di San Tommaso, risalente addirittura al XII secolo. Il Castello, di origine svevo-normanna, è stato più volte distrutto e ricostruito e adesso domina dall’alto l’intero paese.

Da menzionare, infine, il magnifico Palazzo Doria, costruzione nobiliare su tre piani eretta nel ‘500. L’apparato culturale della località annovera una biblioteca comunale moderna ch’è il punto di riferimento per studenti e ricercatori, fiore all’occhiello dell’Amministrazione comunale a braccetto con la Domus Culturae, struttura che dal 2006 ospita le principali associazione attive sul territorio.

A livello gastronomico, la tradizione pugliese si fa sentire con piatti gustosi, genuini e marcatamente popolari: orecchiette e rucola, ricotta tosta, cavatelli e maccheroni al sugo sono alcuni fra i primi che il turista davvero non può evitare di assaporare nel contesto festaiolo che investe la manifestazione intitolata “Sagre nei comuni dei monti Dauni” (dall’8 giugno al 24 agosto).

Spazio anche ai turisti più romantici con “Candela in fiore”, uno degli eventi locali più colorati ed echeggianti con protagonisti, naturalmente, i fiori. Il Natale si celebra con la classica tradizione dei mercatini, occasione per mettere in mostra le doti artigiane e culinarie della bella Candela.

Il meteo di Candela è spesso caratterizzato da forti venti nord-orientali, che spazzano le colline della Daunia specialmente nelle stagione invernale. Il clima è di tipo continentale/mediterraneo, quindi caldo o torrido in estate, con massime tra i 34-36 °C , decisamente più fresco in inverno quando sono possibili precipitazioni nevose anche intense, in caso di irruzioni di aria gelida dai Balcani.
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 Pubblicato da - 17 Novembre 2015 - © Riproduzione vietata

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