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Le foto di cosa vedere e visitare a Manfredonia

Manfredonia (Puglia), cosa vedere e cosa fare nella cittą del Gargano

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Nel gennaio del 1256 Manfredi di Sicilia si reca a sud del Gargano per partecipare ad una battuta di caccia e rimane completamente affascinato dalla bellezza del paesaggio. "Se il Signore avesse conosciuto questa piana di Puglia, luce dei miei occhi, si sarebbe fermato a vivere qui", sembra aver detto il sovrano.

Per questo motivo decide immediatamente di riportare splendore all’antica Siponto, piccola comunità distrutta da terremoti e da fenomeni di bradisismo. Il 23 aprile 1256 viene quindi posata la prima pietra di quella che è l’attuale città di Manfredonia. Manfredi non si sbagliava, nei pressi della riserva naturale del Gargano, affacciata sul golfo che porta il suo nome, il comune sorge in una posizione suggestiva, caratterizzata da una vegetazione lussureggiante e da un clima sempre mite.

Il sovrano intendeva fare di Manfredonia il nuovo centro del suo regno, vista anche la vicinanza con l’Oriente Bizantino e meno di dieci anni dopo dall’inizio dei lavori Manfredi inaugurò la città, concedendole delle franchigie e attirando così numerosi nuovi abitanti. Tuttavia, pochi anni dopo, il sovrano morì in battaglia e la città passò sotto il dominio della famiglia dei d'Angiò, i cui sovrani decidono di continuare ad investire sulle potenzialità di Manfredonia, apportando migliorie, costruendo nuovi edifici ed in particolare il porto.

Il ‘400 è il secolo del governo aragonese, un governo infelice per la città che inizia sempre più ad impoverirsi. Quasi un secolo dopo, la situazione migliora con l’imperatore Carlo V che le riconcede gli antichi privilegi. Tuttavia nella prima metà del secolo successivo, il ‘600, i turchi sbarcano lungo le coste sipontine, saccheggiando e distruggendo la città. Dopo l’avvento turco sopravvivono solo la Chiesa di San Marco, parte del Castello e le mura ed è con l’intervento di alcune importanti figure ecclesiastiche che Manfredonia risorge dalle sue rovine nei secoli successivi anche se ormai l’antico splendore è perso per sempre.

Oggi la città è un’importante meta turistica: storia, cultura, mare e buon cibo sono i suoi punti di forza.

Arrivando qui ciò che più colpisce è la perfetta armonia fra antico e moderno. L’edificio simbolo della città è sicuramente il Castello voluto da Manfredi di Sicilia. Nel corso dei secoli ha subito diverse modifiche e attualmente si presenta con quattro torri, tre cilindriche ed una, quella sud-est, con l’originaria forma quadrangolare. Con gli aragonesi l’edificio cambia notevolmente il suo aspetto, viene infatti aggiunta una nuova cortina muraria e viene adattato alle nuove esigenze difensive. L’imponente struttura non serve però a fermare l’ondata turca e anche il castello stesso subisce importanti danneggiamenti come il resto della cittadina. Oggi, dopo essere stato caserma e prigione, l’edificio ospita al suo interno un bellissimo museo archeologico in cui sono custodite delle importanti stele daunie (VIII-VI secolo a.C.).

Passeggiando fra le vie del centro si rimane stupiti dalla bellezza dei palazzi signorili, come Palazzo Mettola, Palazzo De Florio, Palazzo Delli Guanti, Palazzo De Nicastro, Palazzo Celestino e Palazzo Delli Santi.

La Cattedrale della città è dedicata a San Lorenzo Maiorano, vescovo di Siponto fra V e VI secolo. Costruita negli anni ’70 del XIII secolo in stile gotico, su disegno di un architetto francese della corte angioina, fu poi distrutta dagli invasori turchi e ricostruita una ventina di anni dopo, fra 1643 e 1648 con uno stile più modesto, viste le scarse risorse economiche. Nonostante questo, l’edificio sacro risulta incredibilmente affascinante nella sua semplicità. Al suo interno si trovano le reliquie del patrono, l’icona della Madonna di Siponto, il Crocifisso di San Leonardo e la statua della Madonna dagli occhi sbarrati.

Poco distante è la Chiesa di San Domenico, in origine di stile gotico, fu successivamente ristrutturata. Oggi la sua antica storia architettonica emerge in alcuni dettagli, come la nicchia con bifora e tondo quadrilobato. All’interno i dipinti della Pietà e dell’albero di Iesse sono di notevole pregio e si trovano nell’antica cappella della Maddalena, voluta secondo la leggenda dal re Manfredi. Ad essa adiacente è il Palazzo di San Domenico, ora sede del comune.

La Chiesa di San Francesco venne fatta edificare nel 1348 per l’Ordine dei Frati Minori Conventuali utilizzando i resti del convento omonimo di Siponto. Come tutta la città, anche questa chiesa venne distrutta dagli ottomani, pertanto il suo aspetto attuale è ben diverso da quello originario. Esterno ed interno sono in leggera disarmonia, il primo in romanico, il secondo in stile gotico.

In pieno centro storico è la Chiesa di San Benedetto, semplice e armoniosa. In origine edificio pubblico, venne poi abitato dalle monache celestine dopo la distruzione della loro dimora nel 1620. Poco alla volta, venne formandosi anche la chiesa, con il suo odierno aspetto.
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Poco fuori dalla città si trovano poi altri due edifici sacri di grande valore, l’abbazia di San Leonardo e la basilica di Siponto. La prima è stata una delle più importanti del meridione, fu fondata fra XI e XII secolo ed è incredibilmente bella nella sua essenzialità e sobrietà. La facciata è di un bianco lucente che nelle giornate di sole sembra quasi sfumata d'oro, due cupole la sovrastano ai lati e il portale d’ingresso, a sesto acuto, è impreziosito da decorazioni romaniche. La seconda è l’antica cattedrale di Siponto, in romanico pugliese, ha pianta quadrata e al suo interno ospita la cripta. Consacrata nel 1117, prese il posto della più antica basilica di cui oggi rimangono i resti archeologici ben visibili nelle sue adiacenze.

Passeggiando fra le strette vie del centro entrate nelle tante botteghe con prodotti artigianali, potreste avere la fortuna di trovare qualche professionista all’opera, magari mentre costruisce una bella cesta. Dirigetevi poi verso il lungo mare, dove si trovano due belle fontane. La fontana Piscitelli, un tempo in Piazza Duomo, in cui un uomo vigoroso, il Gargano, regge una coppa, raffigurante l’abbondanza, intorno tre donne rappresentano le principali attività su cui si regge l’economia del luogo: pastorizia, pesca, agricoltura. L’altra è la fontana fascista del lungomare Nazario Sauro.
Dal lungomare arrivate al porto dove potete ammirare i tantissimi pescatori manfredoniani al lavoro.

Un’esperienza divertente durante una vacanza a Manfredonia può essere una gita sul Lago Salso, nel Parco del Gargano. Qui è possibile affittare delle piccole barchette elettriche o dedicarsi al birdwatching dalle torrette disposte nell’Oasi.

Riposatevi apprezzando i buoni prodotti del luogo, un piatto di pasta o un piatto di pesce appena pescato, il tutto condito dall’ottimo olio d’oliva pugliese.

L’evento più importante per i sipontini è il Carnevale, considerato uno dei più belli fra quelli italiani. Un’altra manifestazione sicuramente molto suggestiva è la festa patronale del 1 settembre. In questo giorno la statua di Sant’Andrea, protettore dei pescatori, è trasportata su un’imbarcazione seguita da numerosi pescherecci e accompagnata dalla musica della banda, a sua volta trasportata su un’altra grande barca.

Data la sua posizione, Manfredonia può essere il punto di partenza di differenti itinerari alla scoperta delle meraviglie del Gargano, come Monte Sant’Angelo, San Giovanni Rotondo o la foresta Umbra.

I motivi per decidere di visitare quest'antica città ricca di storia sono quindi molteplici e basta scegliere quello più consono ai propri gusti per regalarsi una piacevole vacanza.

Come arrivare
Manfredonia è facilmente raggiungibile da tutta la penisola italiana grazie all’autostrada A14. Qualunque sia la direzione di provenienza l’uscita è il casello di Foggia. Da qui basta seguire la SS 89. Gli aeroporti più vicini sono quello di Foggia e di Bari, da dove si può raggiungere la destinazione con i mezzi pubblici, bus e treni.

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