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Specchia (Puglia): cosa vedere nel borgo del Salento

Specchia, guida alla visita: cosa fare e cosa vedere tra le sue attrazioni. Specchia dove si trova? Cosa visitare nei dintorni, come arrivare e il meteo.

Nonostante sia annoverato fra I borghi più belli d’Italia, abbia ricevuto nel 2013 il riconoscimento come Gioiello d’Italia e infine sia stato eletto “migliore destinazione rurale emergente” nell’ambito del Progetto Eden, Specchia continua a tener fede alla propria natura di paese dall’innata semplicità in una terra, il Salento, da sempre devota al culto dell’ospitalità.

Il borgo occupa un dolce lembo di Puglia che si perde in una distesa immensa di ulivi, a metà strada fra lo Ionio e l’Adriatico, e si contraddistingue per essere una delle località con la maggior concentrazione di “specchia” (da qui la derivazione del nome): si tratta di antiche costruzioni messapiche realizzate con cumuli di pietre a secco disposti in forma conica.

Il sole fa risaltare per gran parte dell’anno i colori di cui questo piccolo paradiso si veste, parliamo in particolare del bianco della calce di cui sono rivestiti i muri delle case, dell’oro barocco che ammanta le chiese e quell’azzurro che dipinge l’acqua del Mediterraneo nonché l’arcata celeste. Tale poetico tripudio cromatico si evince da un abbacinante paesaggio in equilibrio fra l’esotismo orientale e l’afflato tropicale sudamericano.

Storia

All’atto di nascita, Specchia non era che un essenziale insediamento di pastori e contadini, emancipatosi nel corso del Medioevo normanno fino a diventare una roccaforte di contea amministrata dagli Orsini-Del Balzo, casata così potente da irritare la regina Giovanna. Proprio lei inviò Luigi III d’Angiò e Giacomo Caldora a espugnare e distruggere il feudo, cosa che avvenne nel 1435 dopo un lungo assedio. Meno di vent’anni dopo il castello venne riedificato, le mura rimesse in piedi e il borgo ripopolato. Numerose altre famiglie ne detennero la proprietà fino all’estinzione del feudalesimo. Nel 1860 Specchia venne annesso al Regno d’Italia.

Cosa vedere nel borgo di Speccchia

Turisticamente, il centro storico di questa meravigliosa perla salentina risulta ineccepibile sia dal punto di vista architettonico che dal punto di vista prettamente attrattivo. Le sue stradine chiuse al traffico fomentano il piacere di una passeggiata fra portali catalani e barocchi, logge in ferro battuto, balconi pronunciati e poi, ancora, edicole votive e archetti pensili. L’intero impianto medievale ruota attorno al Castello Risolo, che però è cinquecentesco e ha assunto le fattezze di palazzo marchesale per via degli interventi apportati dai Marchesi di Specchia fra XVI e XVII secolo. Vi si organizzano regolarmente varie esposizioni d’arte. Edifici che suscitano le medesime emozioni corrispondono agli eleganti Palazzo Balsamo, Palazzo Teotini e il Palazzo Baronale Ripa.

Scalinate e stradine anguste, vicoli e corti, vestigia storiche e monumenti fanno della parte retrostante la rocca l’area cittadina più suggestiva. Qui una sorta di teatro en plein air rivela i suoi tesori a cominciare dal Convento dei Francescani Neri la cui data di erezione non è suscettibile a dubbio alcuno, 1531. Un anno dopo è stata costruita la Cappella di Santa Caterina Martire, di cui è visitabile anche la cripta scavata nella roccia che inanella su quattro file ben 36 colonnine. Al 1605 risale la Parrocchiale della Presentazione della Beata Vergine Maria, assai modificata rispetto alle origini ma dai tratti distintivi immutati, parliamo dei pilastri in pietra leccese con stucchi veneziani e archi trionfali dalle decorazioni floreali. La Chiesa dell’Assunta e la Chiesa di Sant’Antonio risultano anch’esse dello stesso periodo, il ‘600.

Vanta profondi segni del tempo l’antica Chiesa di San Nicola, ascrivibile al IX secolo e adattata nella struttura e nell’anima al rito latino nel 1587. Di spirito ellenico rimane anche la coetanea Chiesa di Sant’Eufemia, che ha pianta rettangolare con l’abside di forma poligonale.

Eventi, sagre e manifestazioni

Per comprendere veramente il passato di Specchia basta recarsi al frantoio ipogeo, una testimonianza storica di quanto fosse importante nel territorio la produzione di olio, ancora oggi una delle risorse basilari dell’economia pugliese. Specchia e l’oro verde hanno un rapporto felice, che ogni anno si consolida attraverso Olio Nostrum, la festa dell’olio d’oliva De.C.O. Specchia di scena l’ultima domenica di novembre. Il comune, per completezza d’informazione, aderisce alla cosiddetta Strada dell’Olio “Jonica – Antica Terra d’Otranto. In quest’ottica pare doveroso visitare anche la Masseria Cardigliano, che prese corpo nel 1930 sotto il regime fascista per produrre tabacco. Val la pena esplorarne il perimetro, immerso in un coacervo armonioso di agrumeti, orti e vigneti.

La vigilia di Natale è tempo della Sagra della Pittula. A febbraio la Fiera della Candelora inaugura il filone di appuntamenti che richiamano tutta la popolazione, dalla Fiera di San Nicola la seconda domenica di maggio alla Festa di Sant’Antonio da Padova a giugno, la Festa della Madonna Assunta la vigilia di Ferragosto e la Fiera della Madonna del Passo l’8 settembre. Nel periodo natalizio è molto sentito il tradizionale Presepe Vivente.

Allineata ai gusti esaltanti della cucina salentina, Specchia delizia il turista con i suoi piatti tipici e in particolare con la pasta e ceci chiamata in dialetto massa e ciceri, fatta con tagliatelle lessate e altre fritte in olio extravergine d’oliva.

Come arrivare a Specchia

Specchia è ubicato a 52 km a sud di Lecce e si raggiunge tramite la SS 16 e la SS 275; la stazione ferroviaria Miggiano – Specchia – Montesano è posta sulla linea Maglie – Gagliano; l’aeroporto di Brindisi è quello di riferimento.

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