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Melpignano (Puglia): visita al borgo storico del Salento

Melpignano, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

La sua affiliazione alla prestigiosa associazione Borghi Autentici d’Italia (e una solida permanenza nel novero dell’associazione Comuni Virtuosi per merito dell’attenzione rivolta costantemente all’ecosostenibilità) è giustificata pienamente dal suo sorgere nella storica area della Grecìa Salentina in Puglia e più precisamente nella provincia di Lecce, laddove il peculiare tratto distintivo si concretizza in un’antica lingua sopravvissuta al tempo, il griko, parlato dal corpus più anziano evinto da una popolazione locale di poco più di 2.200 abitanti.


I luoghi preistorici di Melpignano e dintorni

Il borgo di Melpignano, uno dei borghi più belli della Puglia, ha il privilegio di incastonarsi con forbita beltà in un territorio ch’è fra i naturalisticamente più altisonanti della regione, una distesa incantevole e incantata di pianure, pascoli e uliveti (si produce un’ottima qualità di olive in passato spremute nel vetusto frantoio ipogeo del XVII secolo per dare origine all’oro liquido, il rinomato olio extravergine pugliese) delimitati dai vecchi muretti a secco di rurale memoria, una complessiva superficie campestre dove prendono altresì posto cave di pietra leccese (materiale a fondamento dell’esistenza urbanistica del paese) e terreni che brulicano di operosità contadina. In questo bucolico contesto, Melpignano è un gioiellino fatto di rustici edifici agglomerati intorno a un centro storico fortemente marcato dalla curiosissima presenza di menhir (famosi i menhir Minonna e Candelora, Lama e Chipuro), dolmen (si segnala lo Specchia) e case a corte in grado di convivere in maniera straordinariamente armoniosa. L’elemento che rende dunque questa località appetibile a un selezionato turismo è evincibile dal gusto per il ritorno al passato, l’ancora identitaria di una piacevole realtà persa nella meraviglia sublime del Salento.


Storia di Melpignano

La storia delle origini spazia dalla colonizzazione romana al subentro dei greco-bizantini cui è attribuito il merito indiscusso della fondazione tout court nonché del plasmo di usi e costumi e… lingue, griko incluso. La sovranità dei Normanni si fece presto sentire e introdusse in loco il regime feudale che diede adito a un lungo susseguirsi di famiglie e casate, gli Orsini del Balzo, i D’Aragona e i De Luca, questi ultimi ricordati dal Palazzo Marchesale che ne riporta il nome. Nel 1806 la feudalità tramontò e il destino di Melpignano si legò per breve tempo a Castrignano de’ Greci, al quale venne annesso salvo distaccarsi nel 1837 per rivendicare la sua autonomia di comune a sé stante.


Cosa vedere a Melpignano

Proprio in virtù di questa autonomia il paese oggi è prospero, generoso da un lato, geloso dall’altro in afferenza al suo invidiabile patrimonio architettonico contraddistinto in buona parte dal porsi elegante di edifici religiosi attualmente visitabili, la Chiesa di San Giorgio sorta sui resti della vecchia parrocchiale sul finire del Settecento e sfoggiante ricchi altari barocchi, la Cappella di Sant’Antonio de lo Cairo cui seguono altre vestigia ecclesiastiche quali la seicentesca Cappella di Santa Maria Maddalena, la Cappella di San Michele Arcangelo che dal 1741 è a carattere privato e la Cappella di San Pietro d’Alcantara risalente al 1693.

La Chiesa ed ex Convento degli Agostiniani (che contiene i resti del chiostro seicentesco e il pozzo con la scultura dell’aquila a due teste), d’impianto cinquecentesco, è un punto di riferimento in quanto il suo ampio piazzale antistante ospita ogni anno il concerto finale di un evento di risonanza internazionale, la mitica Notte della Taranta che ha luogo l’ultimo fine settimana del mese di agosto a conclusione del festival musicale atto a celebrare la Pizzica, ballo facente parte di una tradizione che può dirsi ormai secolare.

Ora, riprendendo il censo architettonico constatiamo che le perle non sono finite e che quanto poc’anzi elencato rappresenta solo una parte del tesoretto di Melpignano: nel forziere rientrano la Chiesa Madre con il suo bell'altorilievo in facciata raffigurante San Giorgio che uccide il drago in aggiunta a pregevoli affreschi interni (noto quello che ritrae una Madonna col Bambino), la Cappella della Madonna Assunta e la Torre dell’Orologio che attorniano il cuore della cittadina, ovverosia Piazza San Giorgio, scenografica radura urbana incorniciata da stuoli di portici rinascimentali a tutto sesto.


Eventi, sagre e manifestazioni

Nel contesto degli intrattenimenti si inseriscono altre manifestazioni, sono esse il Melpignano Rock Festival che imperversa nel periodo estivo, nonché due ricorrenze religiose incarnate nella Festa della Madonna di Costantinopoli il 14 marzo e la Festa di San Giorgio il 23 aprile. Più piccola ma partecipatissima, la Sagra dell’Anguria porta gioia e allegria il 21 luglio nell'ambito della Festa di Santa Maria Maddalena.


Come arrivare a Melpignano

Giunti a Bari tramite l’Autostrada, seguire nell’ordine la SS 16, la SS 379 e la SS 613 in direzione di Lecce per poi raggiungere Melpignano rispettando le indicazioni stradali; Melpignano possiede una stazione ferroviaria; collegamenti autobus assicurati da Lecce con i servizi Salentointrenoebus; l’aeroporto più vicino è quello di Brindisi.

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