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Majano, Friuli-Venezia Giulia. Cosa vedere e cosa sapere

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Un intreccio di componenti latine e galliche, in una terra che a lungo fu indecisa se entrare a far parte dell’Italia oppure no, increspata di montagne più o meno imponenti e da sempre ricamata di coltivazioni e proprietà contadine. Questa è l’indole di Majano, comune di circa 6 mila abitanti del Friuli-Venezia Giulia, in provincia di Udine: l’ambiente montano, la simbiosi con la natura e il numero ristretto di abitanti ne hanno fatto un centro familiare e autentico, permeato di tradizioni senza tempo e tratti culturali affascinanti.

La gente di Majano avverte fortemente la componente comunitaria, e non si perde occasione per organizzare feste, raduni, banchetti e attività ricreative, che sfruttino anche la bellezza del paesaggio circostante e l’abbondanza di percorsi naturalistici. Il folklore ladino regionale è un repertorio sconfinato di proverbi, leggende e costumi caratteristici, e la cucina della zona è un connubio sapiente tra semplicità e buon gusto.

A incrinare la quiete del borgo ci fu, nel 1976, un terremoto violento e tristemente famoso, passato alla storia per i danni ingenti provocati a inizio maggio e riproposti nel mese di settembre. La cicatrice è ancora dolorante, e la memoria di quella tragedia è viva nelle menti dei cittadini: 130 morti e moltissimi edifici distrutti furono l’amaro bilancio della ribellione della natura. Ma la Majano di oggi è una cittadina rinata, che con sacrificio e coraggio si sta rimettendo in piedi: benché il patrimonio storico-artistico sia fortemente ridotto rispetto a un tempo, quei pochi gioielli rimasti sono stati rimessi a nuovo con dedizione, e ciò che non è stato possibile salvare è stato rimpiazzato con opere d’arte di valore.

È il caso della chiesa parrocchiale settecentesca progettata da Domenico Schiavi di Tolmezzo, abbattuta insieme al campanile e sostituita da un edificio dalle linee moderne disegnato da Oliviero Accosano, Eugenio Boranga, Tito De Biasio e Armando Pinellini. Altri edifici moderni interessanti sono il complesso industriale Snaidero Angelo Mangiarotti e il Centro Studi Enrico Fermi.

Di tutt’altro genere è la chiesetta romanica dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, in località San Tommaso, che costituisce senza dubbio il luogo più ricco di memorie. Pare che la fondazione della chiesa risalga ai primi anni di funzionamento dell’ospedale, inaugurato nel 1199, di cui faceva parte, ed è caratterizzata da una facciata a capanna in pietra, con un piccolo campanile a vela. All’interno ci sono frammenti di affreschi duecenteschi, tra cui un San Cristoforo sul lato orientale, ma anche un’ara romana con rilievi del I secolo d.C. Prima del sisma c’erano raffinati altari tardogotici in legno e dipinti di Giovanni maria Furnio e di Giulio Urbanis di San Daniele.

... Pagina 2/2 ...Sempre a San Tommaso c’è la chiesetta di San Giorgio, con i suoi affreschi quattrocenteschi, mentre a Susans si può ammirare la mole imponente del Castello di assetto seicentesco, fondato a dire il vero nel Cinquecento e in seguito modificato. Il maniero rimanda ai tipici edifici fortificati toscani del medioevo, con la pianta rettangolare e gli angolari quadrati, tozzi, piuttosto originali per l’area friulana.

Infine meritano un’occhiata attenta la nuova parrocchiale di Mels, con la pala d’altare che rappresenta Gesù Salvatore, San Silvestro e San Giovanni Battista, e la chiesetta di San Salvatore col suo portico elegante, il campanile a vela e all’interno, a impreziosire le pareti del piccolo coro, gli affreschi in parte danneggiati dal terremoto che il sandanielese Giulio Urbanis aveva dipinto intorno al 1580. Nella chiesetta di Comerzo sono custoditi un bell’altare marmoreo in stile barocco e una pregevole pala d’altare con la Madonna del Rosario, del XVIII secolo.

Nonostante Majano sia un piccolo paese è ricco, come già detto, di occasioni di festa e di divertimento, frutto dello spirito d’iniziativa dei suoi abitanti e degli spunti offerti dalle storie e le tradizioni del passato. Tra gli appuntamenti da non perdere c’è il famoso Festival di Majano, che si svolge tra la fine di luglio e le prime due settimane di agosto e consiste in una grande rassegna d’arte, spettacolo, musica e premi canori, affiancati da stand enogastronomici che propongono ai visitatori gli assaggi delle ricette più buone della zona. A proposito di golosità: alla fine di settembre i buongustai non possono farsi sfuggire la manifestazione “funghi in piazza”, per assaporare le migliori delizie del sottobosco.

Il clima di Majano è piuttosto gradevole, freddo in inverno e mite in estate, con temperature medie che in gennaio variano tra una minima di -2°C e una massima di 7°C, e in luglio passano dai 17°C ai 28°C. Le precipitazioni toccano il valore massimo in novembre, quando cadono in media 164 mm di pioggia.

Raggiungere Majano non è difficile, grazie alla vicinanza dell’autostrada A23 e del capoluogo Udine, che dista solo una ventina di chilometri dalla cittadina. L’aeroporto triestino dei Ronchi dei Legionari si trova a circa 77 km di distanza, mentre quello di Venezia è a circa 160 km.
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