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Capoterra e il mare della costa est del Golfo degli Angeli (Campidano)

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Un piccolo grande mondo a parte, tanto affascinante da bastare a sé stesso, con tradizioni squisite affioranti dal passato ma un’ottica nuova rivolta al futuro, al resto dell’Italia, e ai turisti sempre più numerosi che decidono di assaporare le bellezze della Sardegna. Questa è Capoterra, cittadina di quasi 24 mila abitanti in provincia di Cagliari, in bilico tra l’abbraccio delle montagne, la carezza suadente del mare e il paesaggio sublime della laguna. Incastonata nella regione del Campidano, nel sud della Sardegna, Capoterra espone le sue meraviglie su un territorio variegato, che comprende una fascia collinare grandiosa e una zona pianeggiante, cinta dalle alture, sino al Golfo degli Angeli e alle magnifiche spiagge, accarezzate da un’acqua tanto limpida da sembrare impalpabile. Un mare cristallino, tanto che i pesci variopinti e le barche dei pescatori sembrano essere sospese nell’aria, resa lucente dai giochi del sole sulle onde.

Da sempre borgo agricolo e pastorale, affezionato alle usanze genuine e umili dei primi tempi, Capoterra mantiene tuttora il legame con il passato ma ultimamente, grazie alla felice postazione paesaggistica, gode di un interesse turistico inaspettato, che ne ha determinato una notevole crescita demografica. Ad ammaliare i visitatori sono gli scorci suggestivi, tanto del paesaggio montano quanto di quello marino: sono irresistibili le curve del Monte Arcosu, l’oasi naturale protetta più vasta d’Europa, ma anche il litorale e le zone umide, dove prosperano gli eleganti fenicotteri rosa.

Tra le spiagge più belle c’è il lido Frutti d’Oro, nell’omonima località, raggiungibile dalla statale che collega il centro al paese di Sarroch. Qui non arrivano molti turisti, e la pace regna sovrana: è lo scenario ideale per i surfisti amanti delle onde, ma anche per chi vuole rilassarsi su un arenile dalla sabbia fine, di un caldo color crema, mista ai grani più grossi e lucenti.
Incantevole anche la spiaggia Maddalena, incastonata lungo il Golfo degli Angeli, situata in località Lido di Capoterra e caratterizzata da un arenile sabbioso, costellato di conchiglie candide, grigio perla e rosa. Infine vale la pena di trascorrere una giornata nella cala di Torre degli Ulivi, con il suo fondale di sassi, qualche scoglio che rende lo scenario più selvaggio e alcuni fazzoletti, qua e là, di costa sabbiosa.

Per assaporare l’atmosfera idillica di questi piccoli paradisi la stagione più indicata è l’estate, ma anche la primavera e l’autunno sanno regalare momenti magici, sferzati da una brezza frizzante e illuminati da una luce tutta particolare. Merito del clima mediterraneo, sempre piacevole e caratterizzato da temperature sempre miti: infatti in gennaio, il mese più freddo, le temperature medie vanno da una minima di 6 °C a una massima di 14 °C, mentre in luglio e agosto si passa dai 19 °C ai 30 °C. Le precipitazioni non osano guastare la meraviglia della bella stagione, e si presentano un poco più frequentemente soltanto tra ottobre e novembre, quando cadono in media 56 mm di pioggia mensili.
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Ma Capoterra non mette a disposizione soltanto spiagge e bei paesaggi: nella natura selvaggia della Sardegna si inserisce il cuore storico di questa città incantevole, con chiese, palazzi e monumenti interessanti dal punto di vista storico, artistico e culturale. Da non perdere, ad esempio, la chiesa parrocchiale di Sant’Efisio, con la pianta a croce latina e un’unica navata, e la copertura a travature lignee con un controsoffitto che simula una volta a botte in muratura. È raffinata e elegante la facciata liscia, incorniciata da paraste e dominata da un solo portone centrale architravato. Un’altra chiesa importante è quella di Santa Barbara, in località Poggio dei Pini, realizzata in stile tardo romanico nel punto in cui, successivamente, iniziò a svilupparsi il centro abitato di Capoterra. Nata come dormitorio alla fine del Duecento, come si ricava da un’iscrizione, fu in mano ai Frati Minori sino alla fine dell’Ottocento. Secondo la tradizione qui venne decapitata la Santa Martire convertita, e nel punto in cui cadde la sua testa oggi zampilla la fonte ‘Sa Scabizzada’, a circa 50 metri dall’edificio.

Inoltre a Capoterra, periodicamente, si svolgono eventi popolari e manifestazioni che raccontano qualcosa del passato paesano, oltre a creare situazioni di svago e divertimento ideali per chi vi sta trascorrendo un periodo di vacanza. Tra gli appuntamenti più caratteristici c’è la festa di Sant’Efisio il 15 di gennaio, le celebrazioni in onore di Santa Barbara della prima domenica di luglio e la festa di San Gerolamo la terza domenica di settembre.
La città fa anche parte dell’elenco di comuni sardi che partecipano alla rassegna Monumenti Aperti, manifestazione inaugurata nel 1997 a Cagliari con lo scopo di rispolverare tradizioni perdute, rafforzare l’identità collettiva e stimolare i più giovani alla conoscenza della storia locale. Per fare ciò vengono aperti ogni anno alcuni edifici storici, valorizzati attraverso mostre e visite guidate.

Chi ha deciso di raggiungere Capoterra per scoprirne il patrimonio culturale e le bellezze naturali, deve prima di tutto arrivare in Sardegna via mare o in aereo. A Cagliari, a una ventina di chilometri dalla meta, ci sono sia il porto che l’aeroporto, così come a Tortolì-Arbatax, a 150 km circa da Capoterra. Ad Alghero c’è un altro aeroporto, distante circa 250 km, e alla medesima distanza da Capoterra c’è il porto di Porto Torres.
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