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Irgoli (Bassa Baronia), la storica cittą sarda dei murales

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Chi ha letto i poemi omerici o conosce le gesta degli antichi greci, navigatori instancabili che ricamavano il Mediterraneo di rotte sconosciute, approdando in Sardegna si ritrovano i sapori di quelle avventure lontane, i ritmi lenti e gloriosi di quei popoli saggi, gli sfondi paesaggistici di quelle imprese e le abitudini pastorali dei primi abitanti. È nostalgico e nobile allo stesso tempo il sapore di Irgoli, cittadina sarda di circa 2300 abitanti in provincia di Nuoro.

Sulle origini della cittadina, a dire il vero, non si conosce granché, ad eccezione di qualche stralcio leggendario che potrebbe essersi confuso con la storia: per le certezze bisogna avvicinarsi un poco ai giorni nostri, sino al XVII secolo, quando siamo certi che il borgo contasse qualche centinaia di anime e che vivesse di pastorizia e agricoltura. Dominato dai Pisano e in seguito dagli Aragonesi a partire dal Medioevo, conobbe l’autonomia soltanto dalla seconda metà dell’Ottocento. Poi, arrivando al tempo presente, ci si accorge che la storia ci ha consegnato una Irgoli incantevole, intrisa di aneddoti da raccontare, impregnata di tradizioni solide e immortali, il cui profumo non abbandonerà mai le stradicciole del borgo, o la memoria dei suoi abitanti. A proteggere l’abitato, come fosse una parla da custodire accuratamente, brilla il paesaggio della Sardegna, a tratti verde e a tratti brullo, popolato da una fauna interessantissima per gli amanti della natura.

Negli spazi ampi e dolci delle colline si avvistano le poiane e i gheppi, e tra la vegetazione si nascondono le pernici, le lepri, i conigli selvatici e i cinghiali, per non parlare delle volpi e dei piccoli uccelli, prede ambite dall’astore e dallo sparviero.
Un tempo la zona era un tappeto folto e rigoglioso di foreste centenarie, abitate dai cervi sardi, ma per lasciare spazio ai pascoli molti alberi vennero abbattuti e questa rara specie è ormai scomparsa, anche se il Comune ha in progetto di recuperare l’habitat di un tempo e reintrodurre i legittimi abitanti di questa splendida terra.

In questa natura selvaggia si inserisce il cuore antico di Irgoli, che immediatamente incanta i visitatori con i colori dei suoi murales, dipinti lungo i muri che costeggiano le strade e le piazzette locali. Sono immagini care agli abitanti, che rappresentano i momenti più umili e genuini della vita pastorale, con tinte e linee tradizionali ma anche con azzardi futuristici e accesi.

Passeggiando in questo grande dipinto a cielo aperto ci si imbatte in qualche monumento ed edificio di notevole interesse storico, in particolare nelle diverse chiese che costellano il territorio comunale e che testimoniano la devozione popolare. Sono davvero moltissimi gli edifici di culto della cittadina, ma tra le chiese più belle di Irgoli spicca senza dubbio la parrocchiale di San Nicola di Bari, il patrono locale. La sua realizzazione risale al 1634, quando i pisani e gli aragonesi si susseguivano al comando del borgo, e le linee architettoniche sono frutto di influssi romanici e gotici. All’interno è suddivisa in tre navate, arricchita da un bell’organo del 1750 e da ben 8 cappelle laterali, e annesso alla chiesa c’è un interessante museo parrocchiale con antichi registri, statue e oggetti liturgici. In particolare qui è conservata la reliquia delle Sacre Spine, che la tradizione attribuisce alla Corona di Cristo. Un altro edificio di culto importante è la chiesa campestre di San Michele, eretta nel XVI secolo ma ampliata e modificata più volte col passare dei secoli, sino ad assumere l’attuale aspetto di piccolo santuario.

... Pagina 2/2 ... Entrambe le chiese fanno da scenario alle celebrazioni religiose più importanti per la comunità, infatti intorno alla Sacra Spina si svolge il rituale della Settimana Santa, specialmente il momento della ‘Suchena’, preceduta dal tradizionale lavaggio dei piedi dei confratelli nel corso della Messa, che si tiene nelle case dei Priori in memoria dell’Ultima Cena.
Poi i partecipanti, in una tavola sobria addobbata soltanto con candele e fiori, mangiano insieme minestra, frutta secca, anguilla fritta, cipolle, arance e ‘coccorois’, i tipici panini di vincotto preparati per l’occasione. Il culmine della festa è però la processione che precede la Messa Pasquale, quando si ricorda S’incontru, ovvero l’avvicinamento della Madonna a Cristo risorto.

Nella chiesa campestre di San Michele, invece, due volte l’anno si celebra la festa in onore del santo patrono: in maggio e in settembre si riuniscono moltissimi fedeli dai paesi vicini, per celebrare la santa Messa e consumare insieme il tipico pranzo della festa, a base di ‘su sambene’, ‘sa corda’ e ‘sa suppa’, le ricette caratteristiche di questa zona. Infine, una manifestazioni di origini più recenti ma ormai amata e consolidata nella comunità, è il Festival Internazionale dell’Organetto, realizzata ogni anno a metà agosto.

Il tutto è incorniciato da un clima mediterraneo squisito, con temperature sempre miti, sole onnipresente nei mesi estivi e un profumo fresco di macchia. Le temperature medie del mese più freddo, gennaio, vanno infatti da una minima di 7 °C a una massima di 14 °C, mentre nel periodo più caldo, tra luglio e agosto, si passa dai 21 °C ai 30 °C. Le precipitazioni, assenti nei mesi estivi, si concentrano tra novembre e dicembre, quando piove in media per 9 giorni al mese.

E se approdare in Sardegna per avventurarsi alla scoperta di Irgoli è un po’ come ripercorrere i passi degli antichi greci, il viaggio per i turisti di oggi è molto più comodo e confortevole, garantito da linee di traghetti efficienti e, una volta sull’isola, da ottimi collegamenti stradali. I porti principali sono quelli di Olbia, Sassari e Cagliari, rispettivamente a 80 km, 150 km e 220 km dalla meta. Una vola giunti a Olbia si può noleggiare un’auto per percorrere la SS 131 in direzione Nuoro, superare Siniscola e proseguire sino al bivio Lula-Dorgali-Orosei, prendere la SP 125 verso Orosei e raggiungere il bivio per Irgoli.
Ad Olbia e Cagliari si trovano anche gli aeroporti, serviti da numerosi voli da e per le principali città italiane e europee.
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