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San Giovanni Suergiu (Sardegna): le spiagge e il mare del Sulcis

San Giovanni Suergiu, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Posto nell’area del Sulcis in provincia del Sud Sardegna, il paese di San Giovanni Suergiu gode di una posizione tale, tra l'entroterra ed il mare del Sulcis, da risultare un’ottima meta ma anche piacevole crocevia turistico, e questo per molteplici motivi sia di natura geografica che storica.

Facile occupare una zona che media strategicamente fra le maggiori bellezze dell’isola meridionale, intessendo una rete di contatti la cui distanza fra località ambite oggigiorno come Sant’Antioco, Iglesias, Carbonia e la laguna di Porto Botte, ma altresì Maladroxia e Porto Pino (i “Caraibi del Mediterraneo”), si riduce veramente a una manciata di km bissabili in autobus o automobile in un esiguo lasso di tempo.

Storia ed origine del nome

I 6.000 abitanti che popolano il comune corrispondono a un bacino d’anime maturato essenzialmente a partire dall’epoca medievale, senonché un primigenio insediamento era già presente prima che la civiltà romana si espandesse. Parlando invece di nucleo urbano, allora la sua formazione trova un periodo più preciso di origine, quello legato alla proliferazione bizantina, ergo intorno al IX secolo, quando a essere conosciuto era il villaggio di Villa di Palmas di Sols. Si deve arrivare al Settecento per assistere ai maggiori mutamenti geopolitici e alla progressiva fusione di quattro minuscoli borghi, soprannominati in lingua autoctona furriadroxius: fu così che San Giovanni, Palmas, Is Urigus e Matzaccara s’unirono costituendo dapprima Palmas Suergiu nell’Ottocento e successivamente San Giovanni Suergiu nella sua veste comunale acquisita nel 1952.

Cosa vedere a San Giovanni Suergiu

La graduale metamorfosi ha dunque permesso al paese di crescere e svilupparsi lasciando sul territorio vestigia del suo dinamico incedere, ad esempio il Castello di Palmas risalente al XI secolo, sorto a scopo difensivo e attualmente ridotto a pochi ma significativi ruderi alla stregua delle più recenti fortificazioni antiaeree realizzate nel corso della Seconda Guerra Mondiale ma ormai sopite quali resti bellici in completo stato di disuso, trincee sotterranee e batterie semisepolte.

Questa rappresenta sicuramente una costruzione di più elaborata concezione, poiché non dobbiamo dimenticare la valenza dell’area dal punto di vista archeologico: come in molti luoghi della Sardegna, anche a San Giovanni Suergiu e dintorni s’ergono da millenni ben 13 domus de janas (da visitare la necropoli di Is Loccis Santus), nuraghi (Is Meurras) e tombe dei giganti (recarsi al complesso di Craminalana).

L’ondivaga narrazione fra i tempi porta poi a considerare altri pregnanti edifici legati alla vita in crescendo di San Giovanni, vedesi la Chiesetta di Santa Maria che nel XII secolo si presentava nella Palmas Vecchia principale luogo di culto popolare.

La trecentesca Chiesa di San Giovanni Battista rivestì il ruolo di parrocchiale fino al 1936, ma oggi è in sintesi un vecchio monumento composto da facciata e muro. La sua epigona nuova è stata eretta nel 1959, ergo quella ch’è oggi effettivamente la Parrocchiale di San Giovanni Battista dona un certo lustro al centro storico grazie alla modernità dell’impianto costruttivo arricchito con un campanile a pianta quadrata e una facciata che si fregia di un mosaico di Filippo Figari.

Tanto ridondante negli omaggi ecclesiastici quanto nelle celebrazioni, San Giovanni viene festeggiato durante l’anno in due occasioni particolari, gli eventi più sentiti e partecipati che hanno luogo nel paese sia a giugno che ad agosto, mesi in cui strade e abitanti si colorano di folclore variopinto esaltando le tipicità culinarie del loco, coincidenti con i più gustosi dolci della tradizione sarda, piricchittus e pistoccus de crobi in primis.

Le spiagge di San Giovanni Suergiu

La località vanta un entroterra molto stimolante ma all’atto pratico palesa un prolungamento sul mare tale da creare una sequela di siti litoranei molto belli, calette, spiagge e insenature che tratteggiano una costa assai variegata le cui apoteosi di rilevano a Porto Botte, Punta Trettu (da sogno il comprensorio naturalistico catalogato come SIC e l’annessa pineta), s’Aqua Salida (con le sue saline) e sa Terredda, lingue di sabbia bagnate da un mare favoloso, inequivocabile, sincero e limpido.

Come arrivare

Il paese è raggiungibile in auto percorrendo la SS 126 oppure la SS 195; l’alternativa alla vettura è una delle autolinee ARST che collega San Giovanni Suergiu a moltissimi comuni limitrofi; l’aeroporto di riferimento è quello di Cagliari, ch’è anche il principale porto in cui attraccano le navi provenienti dalle maggiori città marittime d’Italia.

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