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Le foto di cosa vedere e visitare a San Pietro Avellana

San Pietro Avellana (Molise): visita al borgo del tartufo

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Vanta origini antichissime che affondano nell’epoca sannita (lo testimoniano le cosiddette Mura Ciclopiche poste sulla sommità del Monte Miglio), quindi pre-romana.

Storia

È pur vero che la reale fondazione di San Pietro Avellana, “patria del tartufo bianco” in provincia di Isernia nell’alto Molise (900 metri s.l.m. è l’altitudine registrata), avvenne nel suo insieme nel X secolo per opera di San Domenico di Sora, risiedente in un’abbazia benedettina allora punto di riferimento per l’intero territorio in quanto vera e propria roccaforte dal grande valore sì religioso ma anche militare.

Il paese ha vissuto drammi profondi soprattutto nel corso della Seconda Guerra Mondiale, subendo per mano dei nazisti rastrellamenti, esecuzioni, saccheggi e deportazioni che falcidiarono la popolazione costringendo buona parte dei sopravvissuti a emigrare successivamente. Per questo e altri motivi, San Pietro Avellana ha ricevuto la Medaglia d’argento al Merito Civile.

Cosa vedere a San Pietro Avellana

Attualmente il centro urbano è occupato da quasi 500 persone e alcuni edifici presenti fin dai primi passi del Comune. Uno di questi è la Parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo con la cripta in cui cono custodite le spoglie di Sant’Amico, al quale è peraltro dedicato un suggestivo eremo morbidamente adagiato in mezzo ai boschi dell’hinterland, vicino ai resti dell’antico monastero medievale. I turisti hanno tanto altro da vedere e i diversi itinerari arrivano a toccare altre eccezionalità di sicura attrattiva, ad esempio la Fontana Grande datata XVIII secolo, i ruderi della Taverna del Sangro e una torre medievale d’accentuato interesse storico.

Sotto il profilo naturalistico, sono invece da ammirare differenti sorgenti come quelle di Pesco Bertino e Capo Vandra, più quella affermatasi come Fonte Calante. Spostandosi in località Montagna, vale la pena fare una scappata all’osservatorio astronomico "Leopoldo del Re", con annesso un bellissimo planetario dotato di una riproduzione della volta celeste punteggiata da oltre 20.000 stelle, insomma uno spettacolo da vivere.

In prospettiva espositiva, la località ha imbastito una definita cultura dell’amarcord sull’istituzione del Museo civico delle tradizioni, della civiltà contadina e dell’archeologia, utile raccoglitore di immagini, utensili, fotografie e reperti narranti un passato di lavoro e sudore.
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La natura circostante conforma un territorio dichiarato da tempo Patrimonio dell’Umanità, un coacervo di rigagnoli, corsi d’acqua e armoniosi canaletti che irrorano la terra stimolando il sottobosco nella produzione spontanea di frutti preziosi, vedesi il tartufo presente nelle qualità nero e bianco. L’economia non si basa, tuttavia, soltanto sulla resa agreste ma tiene conto di altri svariati motori artigianali che attengono la tessitura e il commercio, senza contare le soddisfazioni del settore turistico e di quello sperimentale relativo alle energie sostenibili, pienamente avallate dal Comune.

Altra importantissima fetta di mercato concerne la gastronomia, foriera di piatti tipici entrati nei menù dei principali ristoranti della zona: i cavalli di battaglia sono ricette caserecce che tutti gradiscono leccandosi ben bene i baffi, nella fattispecie parliamo di pietanze come cazzarelli e fagioli, fettuccine al tartufo piuttosto che le friselle e i mostaccioli al cioccolato per i più golosi.

Fiere, sagre ed eventi

Al prodotto principe di queste terre vengono dedicati ogni anno due eventi fieristici da non perdere, sono essi la Fiera nazionale del tartufo estivo di scena nel secondo fine settimana di agosto e la Mostra Mercato del tartufo bianco pregiato, che si svolge a inizio novembre. Per gli sportivi l’adunata è a luglio, quando viene disputata la gara podistica Trofeo Re Fajone, una corsa in mezzo alla natura incontaminata.

Come arrivare

Da Isernia, prendere la SP 21, proseguire sulla SS 17 verso Rionero Sannitico, imboccare la SS 652 e infine svoltare sulla SS 558 che conduce alla SP 70 diretta al paese; la stazione di San Pietro Avellana-Capracotta si trova sulla linea ferroviaria Sulmona-Isernia; Isernia è peraltro collegata a San Pietro Avellana da navette bus delle Autolinee Di Rienzo; l’aeroporto più vicino dista 110 km ed è quello di Pescara.


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