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Larino (Molise): itinerario nella cittą dall'anfiteatro alla Cattedrale del Pardo

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La molisana Larino si gongola fra le colline della provincia di Campobasso giacendo quieta a 400 metri sopra il livello del mare, in questo caso l’Adriatico. La si può a ragione categorizzare quale località pienamente mediterranea visti il clima piuttosto mite, il territorio a macchia variegata e le coltivazioni vigenti, corrispondenti a viti, cereali, ortaggi e olive.

Proprio i copiosi uliveti e la qualità dell’autoctono frutto sono il bacino ideale cui attingere un ottimo olio gentile, fra i più pregiati d’Italia, esaltato dall’operato dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio, promotrice dell’oro giallo che conta oltre 200 comuni affiliati.

Larino ha la fortuna di ospitare numerosi siti archeologici che testimoniano la sua storia fino ai margini più remoti, intendendo con questi il periodo italico culla dell’originario centro fondato intorno al XII secolo a.C. dagli Osci. L’intero apparato architettonico, civile e religioso, rievoca un lungo processo attraverso il tempo di civilizzazione collettiva assimilabile in breve a una catarsi dallo status primigenio arcaico, che ha conosciuto quale primo popolo fautore della mutazione i Romani, sopraggiunti dopo le guerre sannitiche.

La città acquisisce da questo momento il nome di Larinum, divenendo una compiuta res publica dalla ricca economia. L’idillio non si rompe nemmeno con l’avvento dei Longobardi, anzi Larino mantiene un’autonomia giuridica accogliendo l’egida del Ducato di Benevento. Traslata spazialmente da una collina esposta alle incursioni nemiche a una vallata nascosta, il suo destino si lega al Regno di Napoli fino al 1806, quando diviene capoluogo di Distretto con maggiori tutele istituzionali.

Questo ridente paese assurge a Città nel gennaio 2000 grazie all’attribuzione del titolo conferito dall’allora Presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi. Il motivo d’orgoglio è purtroppo “scosso” dal terremoto del 2002, causa di terribili sconvolgimenti in seno al Molise e a Larino stessa, fra i siti abitati più colpiti e danneggiati, tanto che molte strutture risultano a oggi ancora in fase di ristrutturazione.

Larino, a ogni modo, non si è mai pianta addosso e può dunque fregiarsi di un bagaglio culturale forse incrinato dalla calamità naturale ma affatto suscettibile allo scorrere del tempo. L’immortalità storica scaturisce da esempi molto alti, come l’anfiteatro romano, ridotto a poche rovine eppure testimonianza tangibile di un’importanza che perdura dal I secolo d.C.

... Pagina 2/2 ... Una galleria di altre pregevoli costruzioni risulta molto edificante per il turista in visita, pronto ad ammirare ciò che rimane delle terme latine, il foro e i mosaici, volgendo poi lo sguardo a opere tuttora in buona salute come la Cattedrale in stile romanico-gotico di San Pardo (dotata di un raro rosone a 13 raggi e assurta a Duomo), il Palazzo Ducale a più piani - in cui convivono armoniosamente molteplici concezioni – che ospita il Museo civico, la Biblioteca comunale e l’Archivio storico, e il Palazzo Vescovile, sede dell’Archivio diocesano. Coronano questo fondamentale nucleo culturale il Convento dei Frati Cappuccini e plurime ville nobiliari sette-ottocentesche.

Negli anni, Larino ha sempre più sposato l’immagine di gaia cittadina protesa al divertimento e al gusto della tradizione ricercati nel cuore di folcloristiche manifestazioni pensate e perpetrate per un valore marcatamente coesivo.

Privilegiata in primis la festa patronale dedicata a San Pardo, a maggio, nota come "La Carrese", che prende il nome dai ca. 130 carri trainati da animali, agghindati a festa con fiori e decorazioni per una sfilata atta a simboleggiare la continuità della famiglia. Altri carri, quelli allegorici, fanno invece capolino nell’attesissimo Carnevale larinese, in voga dal 1976 e contraddistinto da opere in cartapesta, i cosiddetti “giganti”, alti 6 metri e realizzati da gruppi di giovani guidati da maestri cartapestai.

La Fiera d’ottobre costituisce l’evento cronologicamente più antico in quanto la prima edizione ebbe luogo nel lontano XVIII secolo: si tratta di un’enorme fiera campionaria che aggrega centinaia di commercianti e varie tipologie di merci che spaziano dall’abbigliamento ai prodotti gastronomici, arrivando persino agli elettrodomestici.

La Larino in fermento non è passata inosservata agli occhi dell’industria cinematografica, sicché nel 2013 il regista Paolo Consorti ha deciso di ambientarvi il film “Il sole dei cattivi”, opera sulla passione di Cristo.

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