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Sant'Agata de' Goti, visita al borgo nella Valle Caudina

Sant'Agata de' Goti, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Sant’Agata de’ Goti sembra in bilico su un crepaccio: la fila di case antiche si affaccia ai profondi valloni che ospitano i fiumi Martorano e Riello, dando vita a uno scenario emozionante, dove le mura sembrano prolungamenti della roccia. Popolata da circa 12 mila abitanti e situata in Campania, in provincia di Benevento, Sant’Agata de’ Goti occupa un rilievo tufaceo spettacolare alle falde del monte Taburno, lungo la Valle Caudina. Nel 2012 è entrata a far parte dei Borghi più belli d’Italia, e appena la si conosce si comprende bene il perché. La natura e gli interventi umani si abbracciano con risultati affascinanti: al di là del borgo, strabiliante in sé, è splendido l’acquedotto carolino progettato da Luigi Vanvitelli, che si alimenta dalle sorgenti del Taburno e fende il paesaggio sino a raggiungere la Reggia di Caserta.

La sua storia comincia in un tempo lontano. In origine l’abitato si chiamava Saticula, ma nel VI secolo vi fecero il loro passaggio i Goti, che in Sicilia avevano appreso il culto di Sant’Agata: molti storici pensano che questa sia l’origine del nome Sant’Agata de’Goti, mentre altri lo collegano alla famiglia francese dei De Goth che alla fine del Medioevo vi si stabilì. All’inizio del Cinquecento la città passò ai Della Ratta, poi ai Ram, ai Coscia e infine ai conti Carafa, che ne mantennero il controllo fino al 1806, quando il feudalesimo venne abolito.

Oggi Sant’Agata de’Goti è un luogo scenografico e pittoresco, intriso di storia e tradizioni. Insignita col marchio di qualità della Bandiera Arancione Touring Club nel 2004, inclusa tra i Borghi più belli d’Italia qualche anno più tardi, ha un centro storico a forma di mezzaluna dove edifici civili, chiese e monumenti si accalcano sulla via principale e lungo i viottoli laterali. Il tour può cominciare con la duecentesca chiesa dell’Annunziata, ristrutturata nel Quattrocento secondo il gusto gotico e arricchita di dettagli cinquecenteschi, come il portale marmoreo e il portone di legno. All’interno la controfacciata ospita un grande affresco che narra il Giudizio Universale, probabilmente realizzato in ambito campano nel Quattrocento, e dello stesso secolo è la pala d’altare dell’Annunciazione attribuita a Angiolillo Arcuccio. Ben più recenti – degli anni Settanta del Novecento – sono le belle vetrate policrome.

A breve distanza si incontrano il castello longobardo e la chiesa di San Menna del 1110, in stile romanico, che sul pavimento ospita il pregiato mosaico cosmatesco a figure geometriche, secondo alcuni studiosi il più antico dell’Italia del sud. Di fronte ad essa sorge il Castello, nato per scopi militari e poi convertito in Palazzo Ducale, dall’aspetto massiccio e tozzo.
Poi si supera il ponte sul Martorano e si resta a bocca aperta di fronte alle case affacciate sul torrente: è questo il punto panoramico migliore per apprezzare la vertiginosa bellezza di Sant’Agata de’Goti, in equilibrio apparentemente precario sulla parete di tufo.

Altre chiese interessanti sono quella di Sant’Angelo in Munculanis, quella di Santa Maria di Costantinopoli con l’annesso monastero delle Redentoriste, quella del Carmine - che ospita il Museo Diocesano – e quella di San Francesco del 1282. Quest’ultima, fortemente modificata nel Settecento, conserva però il prezioso monumento funebre del conte Ludovico d’Artus, risalente alla fine del Trecento. Per vedere Sant’Agata de’Goti dall’alto conquistate la cima del campanile e lasciate vagare lo sguardo sui tetti.
Anche il Municipio fa parte del complesso francescano, mentre sul lato opposto di piazza Umberto I sorge il Palazzo Vescovile, dove si può ripercorrere la vita di Sant’Alfonso Maria de’Liguori attraverso i suoi beni personali, oggetti e documenti. C’è ancora la sua umile stanza e il cunicolo di Sant’Alfonso, affrescato nel Seicento, dove il santo si ritirava in preghiera. Patrono della città e vescovo dal 1762 al 1775, a Sant’Alfonso è dedicato il monumento al centro della piazza, realizzato nel 1923 per volere di Mons. De Nardis e scolpito da Cesare Ameli.

Dulcis in fundo il Duomo dell’Assunta, in piazza Sant’Alfonso, l’edificio di culto più importante e notevole di Sant’Agata de’Goti. Fu fondato intorno all’anno Mille su un preesistente tempio romano, ma nel XII secolo è stato modificato e nuovamente ristrutturato nel Settecento. Un porticato a dodici colonne accoglie i visitatori, ammaliandoli con i suoi capitelli corinzi, e li immette attraverso il portale all’interno: la pianta è a croce latina divisa in tre navate, e le cappelle laterali sono un trionfo di opere pittoriche settecentesche, stucchi barocchi e altari di marmo finemente decorati. Della versione romanica resta la cripta con le volte a crociera e le colonne dai capitelli romanici.

Ogni anno si svolgono a Sant’Agata de’ Goti diversi eventi. A inizio giugno, durante l’Infiorata del Corpus Domini, le vie del centro si riempiono di colori e di profumi: sono i petali di fiore, le foglie e le erbe aromatiche disposte lungo le strade a creare grandi immagini tratte dalla liturgia, in uno spettacolo solenne e gioioso allo stesso tempo. Il 13 di giugno è la volta della Processione di Sant’Antonio, in occasione della quale si distribuisce il pane benedetto del Santo nella Chiesa di Sant’Angelo in Munculanis. In luglio si svolge Falanghina Felix, la rassegna regionale dedicata ai vini campani da uva Falanghina, e tanti altri sono gli appuntamenti mangerecci dell’estate.

Le sagre sono perfette per assaporare la cucina locale. Oltre al vino Falanghina, altri prodotti tipici del territorio sono il bianco Dop di Sant’Agata de’Goti, l’olio extravergine d’oliva e la mela Annurca, una delle più pregiate della regione. Proprio con la mela Annurca si prepara il ripieno delle mappatelle, fagottini dolci di pasta farcita.

Info utili: quando andare a Sant’Agata dei Goti e come arrivare

Situata a una cinquantina di chilometri dal mare, Sant’Agata de’Goti gode di un clima mediterraneo, mite sia in estate che in inverno e con tante giornate di sole, ed è piacevole da visitare tutto l’anno. Le temperature medie di gennaio, il mese più freddo, vanno da una minima di 4 a una massima di 12°C, mentre quelle di luglio e agosto variano tra i 18 e i 29°C. L’autunno e l’inverno sono le stagioni più piovose: in particolare in novembre e dicembre piove in media per 11-13 giorni al mese.

Sant’Agata de’Goti dista una cinquantina di chilometri da Napoli e 20 km circa da Caserta, ed è servita dall’autostrada A1, uscita Caserta Sud (da Napoli e da Roma) o Napoli (da Benevento). L’aeroporto internazionale più vicino è quello di Napoli Capodichino, a 42 km circa.
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 Pubblicato da - 11 Marzo 2014 - © Riproduzione vietata

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