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Ercolano, visita agli scavi archeologici della cittą romana

Ercolano, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Come per la vicina Pompei anche Ercolano deve la sua notorietà alla grande montagna che si erge a nord dell'abitato: il profilo del Vesuvio incombe con la la sua triste fama e ci ricorda che qui, quasi 1950 anni fa, una potentissima eruzione fermò il tempo di queste cittadine, seppellendole di ceneri e fanghi, e facendole dimenticare al mondo intero.

Qui sulle pendici del grande vulcano, nel 1709, otre 16 secoli dopo dalla celebre eruzione del 79 d.C., durante gli scavi di realizzazione di un pozzo emersero alcuni pezzi di marmo pregiato: erano il rivestimento di un antico teatro. Gli scavi successivi vennero effettuati nel corso del 18° e 19° secolo, periodo durante il quale, purtroppo, la maggior parte dei marmi e dei bronzi vennero prelevati dal sito e portati a Napoli per decorare i palazzi della città. Fu solo dal 1927 che sia l'organizzazione degli scavi, che le corrette tecniche e modalità di conservazione dei reperti, furono finalmente applicate. Oggi la città è legata in modo indissolubile ai suoi scavi, e la quasi totalità del flusso turistico sceglie questa meta per il tuffo nella storia che questo sito consente in modo così splendido ed unico.

Come suggerisce il nome Ercolano lega il suo nome a quello dell'eroe greco più celebre: Ercole. Questa etimologia sembra poter suggerire un' origine durante il periodo della Magna Grecia, ma non ci sono certezze a proposito. Sicura è invece la caduta sotto l'influenza romana circa 190 anni prima della sua rovinosa caduta, per opera del Vesuvio. Prima avvenne il suo rapido sviluppo, sotto l'Imperatore Augusto, quando la città raggiunse la sua massima estensione, su di una superficie di circa 20 ettari. Ma le fortune della città stavano per cessare per sempre: nel 62 d.C. Hercolaneum fu gravemente danneggiata da un terremoto, e 17 anni dopo il Vesuvio, con la sua eruzione Pliniaina del 79° d.C. la cancellò definitivamente dalla faccia della Terra.
All'epoca dell'inizio degli scavi archeologici il luogo abitato nei dintorni aveva il nome di Resina, ma tale fu l'emozione del ritrovamento che la cittadina fu nuovamente chiamata negli anni'60 con il nome di Ercolano, per celebrare la città romana di Hercolaneum, finalmente ritrovata.

La visita degli Scavi archeologici
Ercolano era una città residenziale, quindi molto più piccola di Pompei, e se vogliamo la cosa rende la vostra visita meno dispersiva. Certo il sito di Ercolano è dal punto di vista architettonico meno imponente di Pompei, ma è sicuramente meglio conservato e le sue misure più “compatte” lo rendono più facilmente visitabile, cosa da non dimenticare ad esempio in estate, quando il caldo rende più faticose le visite ai siti archeologici.

Se Pompei fu sepolta dalle ceneri, è vero simile che Ercolano subì l'azione diretta dei flussi piroclastici e dei cosiddetti lahar, delle colate di fango bollente che seppellirono la città sotto una coltre di oltre 15 metri, che sigillò Ercolano facendola dimenticare al mondo.

Rispetto a Pompei la città non ha presentato agli archeologi la stessa abbodanza di corpi umani, segno che la popolazione aveva cercato scampo altrove, probabilmente trovando la morte sulle spiaggia, come ha suggerito il recente ritrovamento, in riva al mare, di una nave carbonizzata, alcune decine di scheletri, e di numerose monete, gli ultimi averi trasportati dalle vittime nell'ultimo, disperato, tentativo di fuga.

Una volta acquistato il biglietto, prima di entrare nella città vera e propria, vi è un nuovo padiglione dove potete vedere i resti della barca bruciata, che gli archeologi hanno ipotizzato sia stata danneggiata da una specie di maremoto a seguito delle forti scosse di terremoto o per le frane che precipitavano in mare dal Vesuvio. Su questa barca probabilmente stavano cercando riparo i 150 scheletri rinvenuti gli scorsi anni. Oltre alla barca trovate una prua a forma di serpente, un rotolo di corda e delle tavole di legno che mostrano segni di bruciatura.

Dato che Ercolano era una specie di città di villeggiatura, non c'era forse uno spazio centrale aperto il cosiddetto foro romano, oppure c'era ma di forma atipica, ma specialmente strade con ville e negozi, tagliate come al solito da una serue di arterie principali che si incrociavano al centro. Ricordiamoci però che solo una parte della città è stata messa alla luce, dato che sotto l'Ercolano moderna devono trovarsi altri quartieri romani sepolti. Gli scavi visitabili constano di alcune “insule” cioè quartieri racchiusi dall'incrocio ortogonale di 3 cardini (III, IV e V) e due Decumani (Massimo ed Inferiore).

E' emozionate passeggiare lungo le strade lastricate, e poi visitare la varie residenze, con pavimenti a mosaici ed ancora resti di affreschi e mosaici murali, ancora dai colori vividi. Il percorso migliore è quello di seguire il vialetto che scende dall'ingresso e piega a destra, consentendo una vista panoramica su tutti gli scavi. Al termine dalla stradina ci si può immergere all'interno degli scavi archeologici. Da non perdere lungo il Cardine III la Casa d'Argo, all'estremità sud-occidentale del sito, affiancata dalla Casa dell'Albergo, e dalla Casa dello Scheletro, dove furono ritrovate delle ossa umane. Arrivati al Decumano Inferiore potete proseguire a nord per vedere le Terme (molto belli i pavimenti a mosaico), la Casa dei due Atri ed il Collegio degli Augustali, oppure piegare a destra verso il Cardine IV.

Una volta raggiunto il Cardine IV verso sud si può raggiungere la magnifica Casa dell'Atrio a Mosaico, oppure verso nord da non perdere la bella Casa Sannitica e la Casa del Nettuno ed Anfitrite, così chiamata per il suo mosaico policromo, e comunque notevole per le pareti riccamente decorate. Più a nord si trova la Casa del Cortile con alcuni scheletri ancora nella posizione originale. Raggiunto il Decumano Massimo si può visitare la Casa del Bicentenario e poi scendere il Cardine V, costeggiando alcuni negozi e gli edifici annessi alla grande palestra. In fondo vi aspetta una splendida casa patrizia, la cosiddetta Casa dei Cervi. Potete poi chiudere la visita con la casa della Gemma (bello il pavimento a mosaico bianco e nero) e la grande casa Casa del Rilievo di Telefo.

Se cercate il Teatro, il primo ad essere scoperto nel 1709, dovete recarvi al di fuori degli scavi archeologici: si trova al civico 119 di Corso Ercolano e si può raggiungere percorrendo i cunicoli scavati nel 18° secolo, in piena epoca Borbonica, perchè la struttura è ancora interrata.
Ercolano non offre molti altri spunti di visita, anche se è da ricordare per la sua eleganza architettonica il tratto competente del cosiddetto Miglio d'Oro, tra cui spicca la bella Villa Campolieto. Meritano inoltre attenzione il Corso Resina e la Basilica di Pugliano. Ricordiamo infine che a fianco di Ercolano si trova la magnifica Villa di Portici.

Per arrivare a agli scavi archeologici si può utilizzare la propria autovettura: l'uscita autostradale consigliata è quella di Ercolano, sulla A3. Da qui si segue verso sud la via Doglie, che si inserisce alla rotonda sulla Via Bordiga, che piega ad occidente. Al secondo semaforo si svolta a sinistra (direzione sud) sulla Via Panoramica che scende con ampie curve fino alla rotonda di via IV novembre: percorrendo questa strada verso sud, al suo termine si vede l'ingresso degli scavi. Anche il treno può essere una valida soluzione, ed inoltre il trasporto su rotaia vi fa evitare di impazzire alla ricerca di un parcheggio nel caotico traffico di Ercolano. L'uscita consente di arrivare alla rotonda di via IV Novembre ed in pochi minuti all'ingresso degli scavi archeologici. Gli aeroporti più vicini ad Ercolano sono Napoli Capodichino (11 km) e quello di Salerno-Pontecagnano che dista da Ercolano 61 km.

Il periodo migliore per visitare Ercolano è la tarda primavera e l'inizio dell'autunno, quando le splendide giornate di sole sono accompagnate da temperature più gradevoli, e l'afflusso turistico è meno intenso. Dovendo scegliere l'inizio d'autunno, tra settembre ed inizio ottobre, ci sembra il perido in assoluto migliore, anche perchè in primavera è facile imbattersi in qualche gita scolastica. Le temperature estive, seppur mitigate dal regime di brezza, toccano i 30 °C di massima e la visita risulta più faticosa anche per l'elevato tasso di umidità. In inverno le piogge possono anche essere intense e la visita puà essere ostacolata dai venti di tramontana che possono soffiare intensi a gennaio.

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 Pubblicato da - 29 Marzo 2013 - © Riproduzione vietata

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