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Le foto di cosa vedere e visitare a Sabbioneta

Sabbioneta, la cittą Patrimonio UNESCO e i suoi monumenti

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Le città ideali sono come pennellate di sogni che spezzano il mondo reale, i suoi schemi e la sua monotonia. Sono gioielli che gli uomini del Rinascimento hanno posto qua e là per agghindare l’Italia, rendendola il più possibile vicina alla perfezione, applicando le leggi matematiche dell’architettura ma anche quelle raffinate del gusto e della nobiltà. Lo stesso vale per Sabbioneta, cittadina lombarda in provincia di Mantona, dichiarata nel 2008 sito Patrimonio dell’Umanità da parte dell’UNESCO.

Incastonata nel bel mezzo della Pianura Padana, in cui occupava una posizione strategica, Sabbioneta sorge su un terreno alluvionale tra i corsi del Po e dell’Oglio, lungo l’antica via Vitelliana. Benché la zona fosse abitata già in periodo preistorico, in qualità di città ideale Sabbioneta fu fondata da Vespasiano Gonzaga Colonna nella seconda metà del Cinquecento: una città basata su un progetto da sogno ma fatta di vere case, vere strade e vere piazze, che ospitano oggi quasi 5 mila abitanti. Alle loro spalle, a rendere tanto speciale la località, ci sono secoli appassionanti di storia.

Per il suo fondatore, la città doveva essere una fortezza e un potente baluardo del dominio spagnolo in Lombardia, con mura possenti e inespugnabili e una forma perfettamente geometrica. Soprattutto fu la capitale di un piccolo stato, stretto fra gli stati regionali del Ducato di Milano, del Ducato di Mantova e del Ducato di Parma: il territorio di questo staterello occupava il lembo orientale della diocesi cremonese, e per chi doveva commerciare nel medio corso del Po, o tra la piana bresciana e l’Emilia, era un punto di passaggio obbligato.

I principi umanistici e rinascimentali della città ideale sono evidenti a Sabbioneta, che venne costruita in appena trent’anni e fu dotata di palazzi fastosi, di un’eleganza idillica. Eppure molti di questi edifici andarono persi nel corso dei secoli, ad esempio nel periodo successivo alla morte di Vespasiano, quando la questione dell’eredità divise i cittadini e ci furono aspri scontri; oppure nel periodo del dominio napoleonico e austriaco, quando vennero rovinate la rocca, l’armeria e la cinta muraria. Confische e spoliazioni privarono Sabbioneta di alcune testimonianze importanti, quali la collezione antiquaria dell’Accademia di Mantova nel 1772 e la Sala dei Cavalli a Palazzo Ducale, data alle fiamme nel 1815.

Ma il patrimonio architettonico e artistico resta comunque notevole, grazie a un’attenta opera di valorizzazione e restauro. Tra i gioielli imperdibili della città ideale c’è il Palazzo Ducale, o Palazzo Grande, che costituì la residenza del duca e si compone di due piani, è dotato di un portico rialzato e una torretta centrale. La facciata è caratterizzata da grandi finestre con cornici di marmo e mensoloni, mentre all’interno le varie sale sono affrescate e impreziosite da splendidi soffitti lignei. Da vedere, nella cosiddetta Galleria degli Antenati, i ritratti della famiglia Gonzaga realizzati in stucco da Alberto Cavalli, oltre alle quattro statue lignee di personaggi a cavallo.

Elegantissimo il Teatro all’Antica o Teatro Olimpico, che fu creato tra il 1588 e il 1590 dall’architetto Vincenzo Scamozzi e riveste un ruolo molto importante, in quanto fu il primo esempio moderno di teatro stabile, edificato dal nulla per quel preciso scopo, svincolato da ogni altra struttura già esistente. Inaugurato nel 1590 in occasione del carnevale, il teatro visse in seguito un periodo di decadenza, in cui venne usato per le funzioni più svariate, ma negli anni Cinquanta del secolo scorso venne finemente ristrutturato. Emblematica l’iscrizione sulla facciata, lungo la cornice marcapiano, che in latino recita: “Le stesse rovine insegnano quanto fu grande Roma”.

Da vedere anche il Palazzo Giardino, che a una prima occhiata dall’esterno sembrerebbe piuttosto modesto: la facciata bianca intonacata, impreziosita solamente da un cornicione in quercia del 1583, dà all’edificio un’aria semplice e poco appariscente. Eppure all’interno, dove il duca si ritirava per leggere, studiare e deliziarsi di buon cibo e divertimenti, si scoprono degli affreschi di eccezionale bellezza, il cui tema letterario testimonia la vasta cultura di Vespasiano.

Anche le chiese sono numerose a Sabbioneta. In particolare merita una visita la chiesa della Beata Vergine Incoronata, realizzata nel biennio 1586-88 sui resti della preesistente chiesa di San Niccolò, poi distrutta su ordine di Vespasiano Gonzaga. A caratterizzare la struttura, che è il nucleo religioso più vicino all’area politica della città, è la pianta ottagonale, ispirata alle architetture lombarde bramentesche del Quattrocento.
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Da vedere anche la chiesa di Sant’Antonio Abate, nella vicina frazione di Villa Pasquali, disegnata dall’architetto Ferdinando Galli da Bibbiena e portata a compimento dal figlio Antonio Galli, e il grazioso santuario della Madonna delle Grazie in località Virgoreto, originariamente annesso al convento dei Frati Cappuccini.

In una città ideale non potevano mancare le occasioni di divertimento, in cui dare sfogo alla voglia di svago ma anche alla creatività, all’amore per le tradizioni e per la buona cucina. La primavera è una stagione particolarmente vivace, a partire dalla mostra mercato dell’antiquariato che si ripete ogni anno a inizio aprile. Alla fine dello stesso mese si tiene la fiera di San Giorgio nella frazione di Breda Cisoni, mentre a metà maggio Sabbioneta ospita la manifestazione “Sabbioneta Regno del Buon Gusto”. La festa si svolge nella centralissima Piazza Ducale e ha lo scopo di far conoscere agli ospiti i deliziosi prodotti enogastronomici della zona, dai saporiti formaggi ai profumatissimi vini, passando per i dolci, le mostarde, gli affettati e il pregiato olio prodotto in collina.

Ideale sì, ma a portata di mano: raggiungere Sabbioneta è comodo con qualsiasi mezzo di trasporto, grazie agli efficaci collegamenti stradali e ferroviari di quest’area. Chi si muove in auto e viene da Mantona deve procedere lungo la SS420 in direzione Casalmaggiore; da Parma si prende la SS343 verso Colorno e Casalmaggiore e da qui si prosegue sulla SS420 verso Mantova. In treno si può raggiungere la stazione di Casalmaggiore, a 6 km da Sabbioneta, mentre gli aeroporti più vicini sono quelli di Bologna, a 115 km, e Verona, a 80 km.

Giunti alla meta ci si immerge in un clima abbastanza gradevole ma spesso umido e nebbioso. In gennaio, il mese più freddo, le temperature medie vanno da una minima di -2°C a una massima di 4°C, mentre in luglio e agosto si passa da una minima di 19°C a una massima di 30°C. Le precipitazioni, scarse in estate, toccano il picco massimo tra ottobre e novembre, quando cadono mediamente 80-90 mm di pioggia mensili. Ma anche con la nebbia il fascino unico di Sabbioneta rimane del tutto immutato.


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