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Laveno Mombello, la cittą e la funivia del Lago Maggiore

Laveno Mombello, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Se siete di fronte al riverbero turchese delle acque, se ad abbracciarvi c’è un’insenatura naturale limitata a nord e a sud da due fortini, se in lontananza c’è un colle ricoperto di verde, allora siete capitati a Laveno Mombello, graziosa cittadina lombarda appollaiata alle rive del Lago Maggiore, in provincia di Varese.

Nata nel 1928 dall’unione di Laveno, Mombello Lago Maggiore e Cerro Lago Maggiore, la cittadina oggi conta circa 9100 abitanti, ed è una perla in una costellazione preziosa: a nord ci sono Ghiffa e Castelveccana, a sud Cittiglio, Leggiuno e Stresa, a ovest confina con Verbania. Proprio di fronte a Verbania-Intra si apre la conca naturale che ospita il centro: qui, sul nastro sottile che separa le acque limpide del lago dal brulicare della cittadina, si sviluppano il porticciolo turistico e l’imbarcadero da cui partono i traghetti. Un po’ come in un vivace borgo di mare, tutto il giorno le barche fendono le acque, sfiorano il porto, partono e tornano, disegnando le loro sagome allegre su un cielo che cambia spesso colore.

Il bello di Laveno è che abbraccia tanti paesaggi ed è fuori dal tempo, come in una dimensione magica: siamo nel nord d’Italia ma il clima è quello mite dei paesi lacustri; a due passi dallo specchio d’acqua si innalzano fiere le vette montane. Proprio sopra al centro abitato, in direzione est, si erge il Sasso del Ferro, un’altura possente raggiungibile col la Cestovia Laveno-Poggio Sant'Elsa. Si tratta di un impianto di risalita a fune che conduce a circa 1.000 metri di altezza. Conquistata la cima si resta ammaliati dal nuovo punto di vista: da qui si abbracciano, in un solo sguardo, il Lago Maggiore e le prealpi, fino a scorgere Milano.

Ma Laveno non è solo natura e panorami affascinanti: una storia ricca, talvolta difficile, ha seminato nel borgo una serie di indizi e testimonianze, che tuttora ci parlano del passato tramite l’arte, l’architettura e la cultura locali. Le prime tracce di insediamento risalgono al lontano 3000 a.C., mentre il nome del paese deriverebbe da quello di Tito Labieno, comandante romano che aveva stanziato l’accampamento sul colle di Mombello e fu protagonista di un conflitto coi Galli. Regno dei pescatori in età medievale, il borgo nell’Ottocento divenne un importante centro di produzione della ceramica, tra i più noti e prestigiosi d’Europa. Oggi, benché le fabbriche siano chiuse, il museo della ceramica narra con passione la vocazione di un tempo.

Testimoni privilegiate della storia sono alcune belle chiese, tra cui spicca la Chiesa di Santa Maria in Cà Deserta. Di origine remota, donata nel 1081 al monastero di Cluny, la chiesa perse il titolo di parrocchiale nel XVII secolo e venne a poco a poco abbandonata. Rimessa a nuovo nel 1756 dall’architetto Gioachino Besozzi, nell’Ottocento fu affiancata dal cimitero comunale e svolge tuttora funzione esclusivamente cimiteriale. Splendide le lunette affrescate della facciata, ai lati dell’ingresso, e le decorazioni dell’interno, a navata unica. Sul sagrato antistante la chiesa ci sono le edicole della Via Crucis, con le formelle in ceramica dell’artista Oreste Quattrini, realizzate nel 1990.

Da vedere anche la Chiesa prepositurale dei Santi Filippo e Giacomo, detta anche “Chiesa Vecchia”, citata per la prima volta nei documenti nel 1315. Nata come semplice cappella, la struttura ha subito rimaneggiamenti e ampliamenti successivi, in particolare l’aggiunta di un’intera navata laterale dedicata al Sacro Cuore nel 1832. Il risultato è un’originale pianta asimmetrica, in stile neoclassico sobrio e lineare, affiancata da un antico campanile pietra a vista. Il campanile, simbolo di Levano, ha una cella campanaria in stile neo-romanico e la cuspide conica, per una mole slanciata di ben 30 metri.

Tra i palazzi civili più importanti, invece, spicca Villa De Angeli-Frua, attuale sede comunale e bibliotecaria, con una collezione di oltre 50 mila volumi, tra le più ricche della provincia. Prima della villa, il comune era situato in un altro edificio, un’imponente cistruzione proprio in riva al lago, in Piazza Italia. Realizzato dall’architetto Marco Porta nel 1878, ampliando l’arsenale austriaco preesistente, oggi è sede di alcuni uffici e sotto i portici si posizionano le bancarelle del mercato locale.

Chi non si accontenta di osservare, ma desidera conoscere l’anima più genuina di Laveno, potrà partecipare a una delle tante manifestazioni che vengono organizzate in città nell’arco dell’anno. Tra le occasioni di festa più suggestive e rappresentative ci sono il carnevale, la festa dell’uva in autunno, e il vivace “ferragosto lavenese”, con spettacoli, mercatini e musica dal vivo ad animare le serate estive.
Da non perdere in inverno il Presepe Sommerso, che viene calato nelle acque del Lago Maggiore, e i mercatini di Natale.

Serate estive accarezzate spesso da una brezza fresca, piacevole, che dà sollievo dalla calura delle grandi città. Qui a Laveno infatti, sulle rive del lago, si gode dell’effetto mitigante dell’acqua e si hanno temperature piuttosto miti, che diventano più rigide solo in gennaio. Gennaio è proprio il mese più freddo, con temperature medie che vanno dai dagli 0°C o poco meno delle minime agli 8-10°C di massima, mentre il più caldo è luglio, con valori compresi tra 15°C e 29°C. Le precipitazioni, scarse in estate, si concentrano in primavera e in autunno, quando cadono oltre 107 mm di pioggia mensili.

Come arrivare
Grazie alla confluenza di sue diverse reti ferroviarie, raggiungere il comune di Laveno Mombello non è difficile: la stazione locale è infatti capolinea delle Ferrovie Nord Milano, ed è stazione di transito delle Ferrovie dello Stato collegate con la Gallarate-Milano, la Laveno-Novara e con la Laveno-Luino-Bellinzona.

Chi viaggia in auto e viene da Milano dovrà invece percorrere l’autostrada A8 Milano-Varese, al bivio per Gallarate imboccare la destra verso Varese e uscire in direzione Lago Maggiore, quindi seguire le indicazioni per Gavirate-Laveno. L’aeroporto più vicino è quello di Milano Malpensa, a 38 km circa. Inoltre, giunti sulle rive del Lago Maggiore, ci si può servire delle motonavi traghetto, dei battelli e degli aliscafi pubblici per raggiungere le altre località costiere.
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