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Le foto di cosa vedere e visitare a Dongo

Dongo (Lombardia): sul Lago di Como dove venne arrestato Mussolini

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Il suo nome si pronuncia con un suono che ricorda località del continente africano, eppure questo comune di 3.490 abitanti è italianissimo e si affaccia sul grande lago di Como nella costa nord-occidentale nei pressi della foce del torrente Albano a 50km da Como. Dongo, molto attivo e vitale nonché di rilevanti dimensioni, sorge in una zona che un tempo brulicava di miniere di ferro, tanto che la lavorazione di questo metallo - per quanto l’attività estrattiva sia cessata verso la fine dell’800 – occupa una preminenza netta nell’economia complessiva grazie all’incessante operato della Società Acciaierie e Ferrerie lombarde Falk.

L’origine di Dongo si attesta in epoca romana ma la pregnanza politico-amministrativa trasale nel ‘500, quando divenne contea delle Tre Piavi soggetta a cessione da parte del re Filippo II di Spagna a Tolomeo Gallio. Il paese ospita fatti sommariamente trascurabili storiograficamente fino al 1945, anno in cui il 28 aprile vennero condannati alla fucilazione alcuni gerarchi fascisti catturati mentre tentavano la fuga al seguito di Benito Mussolini e Clara Petacci. L’esecuzione fu condotta dai partigiani, che in questo modo misero la parola fine al regime e spazzarono via le tristi piaghe del fascio, se si esclude le appendici di un ipotetico tesoro, sparito nell'occasione.

La storia, tuttavia, ha consegnato a Dongo anche tante meraviglie in grado di allontanare le tristezze belliche e arricchire questo luogo di armonia architettonica e pregevolezza. Il riferimento è innanzitutto a Palazzo Manzi, un edificio del 1824 addotto al genio progettuale di Pietro Gilardoni ed espressione dei fasti dell’età napoleonica. Trova posto nella piazza principale ed è attualmente sede municipale, essenziale all’esterno quanto pingue artisticamente all’interno, con il suo gran salone d’onore disposto su due piani, talmente sfarzoso da essere rinominato Sala d’Oro per le sue rifiniture valenti, i rilievi ammalianti e gli stucchi che lasciano tutt’altro che indifferenti.

Fiore all’occhiello è costituito dal Parnaso, affresco realizzato per dare un tocco mitologico all’ambiente, visitabile dai turisti la mattina in accordo agli orari d’apertura del Municipio. Accanto s’adagiano la fornita biblioteca e la cappella ovale, anch’esse accessibili. Al piano terra è situato il Museo della Fine della Guerra, un percorso di visita inaugurato nell’aprile del 2014 e fil rouge degli accadimenti storici concernenti la Resistenza comasca e peculiari vicende del secondo conflitto mondiale.

Dongo può vantare la più grande chiesa lariana d’origine romanica, ovvero la chiesa di Santo Stefano, rifatta nel 1716 ma la cui struttura primigenia risale al 1315. L’edificio presenta un interno a tre navate e tre absidi che custodisce una vasca battesimale del ‘400, svariati affreschi del secolo seguente e alcune statue in stucco settecentesche che rappresentano San Salterio.

... Pagina 2/2 ... Una volta usciti dalla struttura, i visitatori possono intraprendere una passeggiata di ca. un’ora che costeggia il lago e lambisce diverse spiagge. Ben più sobria ma a ogni modo bellissima è la chiesa di Santa Maria Martinico, datata XI secolo ma restaurata agli albori del ‘900: molti affreschi sotto il tetto necessitano ancora di qualche intervento, mentre a catturare ogni sguardo contemplativo pensa la stupenda croce in argento dorato realizzata nella bottega di Ser Gregori nel corso del XVI secolo e tuttora detenente lo scettro di esemplare più bello.

L’itinerario religioso si conclude con il Santuario della Madonna delle Lacrime, edificata dopo il miracolo della lacrimazione di una Madonna con Bambino presente in una cappelletta inspiegabilmente sopravvissuta al violento straripamento del fiume nel 1541.

La popolazione locale è molto legata al culto e accorre sempre numerosa alla festa patronale di Santo Stefano il 26 dicembre, per poi darsi a un divertimento disimpegnato nella fiera di San Gottardo a maggio e nella fiera di Sant’Ambrogio ancora a dicembre. L’industria casearia si profila alquanto sviluppata qui a Dongo, cosicché i prodotti più rinomati coincidono con prelibati formaggi a filiera corta che ben si accostano all’ottimo olio dell’area lariana e alla tradizione ortofrutticola che accompagna da secoli le abitudini degli abitanti.

Come arrivare
Dongo è raggiungibile da Milano percorrendo in auto l’autostrada Milano-Como con uscita “Lago di Como” e proseguendo verso nord in direzione Menaggio e Sondrio. Il treno offre la linea Milano Centrale-Tirano con fermata a Colico. Da Como e da Colico parte il bus C10 fino a destinazione.

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