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Le foto di cosa vedere e visitare a Chiuro

Chiuro (Lombardia): visita alla capitale enologica della Valtellina

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Amena località in provincia di Sondrio in Lombardia, Chiuro dista appena 10 km dal capoluogo ma non vorrebbe essere ubicata da nessun’altra parte fuorché nella Valtellina, così come i suoi 2.508 abitanti, orgogliosi del proprio comune di appartenenza e di una terra ricca di storia e tradizione, natura e scorci paesaggistici da cartolina.

Cenni di Storia

Seppur ben più antico (molto probabilmente d’estrazione preistorica), il borgo compare per la prima volta in carteggi risalenti al X secolo con il nome di Clur, infeudato nel XV secolo dal capitano generale delle milizie ghibelline Stefano Quadrio, carismatico difensore dell’area valtellinese contro le mire espansionistiche veneziane e premiato per i suoi personali successi dal duca di Milano, il quale gli permise privilegi e concessioni che giovarono dunque anche a Chiuro in termini di dilatazione commerciale.

Nonostante il dispotismo esercitato dai Grigioni fino al 1797 e le tensioni politico-religiose del ‘600 in aggiunta a una terribile epidemia di peste che costò al solo Chiuro 600 vittime, il borgo seguitò a crescere senza piegarsi neanche alle occupazioni francese e austriaca, dimostrando una stabilità e un carattere che lo traghettarono felicemente fino all’Unità d’Italia.

i prodotti tipici di Chiuro

Il benessere del passato non si è affievolito, anzi l’incremento agricolo ha sopravanzato la sola produzione di mele e uva da vino per incidere sulla cultura lattiero-casearia (la Latteria sociale conta come cooperativa ben 20 aziende agricole, allevamenti di vacche autoctone e ottimi sistemi di produzione che garantiscono latte e derivati di altissima qualità rigorosamente DOP), sull’artigianato di falegnameria e siderurgia e sulla manifattura concernente i tappeti rustici chiamati pezzotti (ma anche abbigliamento sportivo da montagna e ventilatori).

La specializzazione vitivinicola è stata possibile grazie a oltre 140 ettari coltivati a vigne DOC (per i quali Chiuro è oggi la “capitale enologica valtellinese”), tra cui spiccano le produzione delle cantine Nino Negri, in più dà non poca soddisfazione il settore ortofrutticolo in virtù dei 50 ettari di frutteti. Non scherza neanche la ristorazione, imbastita su grandi bacini culinari che sfoderano piatti favolosi come sciat, pizzoccheri e polenta, accompagnati da etichette vinicole di pregio – Chiavennasca, Rosso DOC della Valtellina e il Valtellina Superiore DOCG - e grappe dal grande aroma. C’è poi il turismo, naturalmente, agevolato dalla vicinanza delle montagne che incorniciano il paese rendendosi appetibili ai visitatori più eterogenei. Chiuro provvede immediatamente a scaldare adeguatamente gli avventori con il Grappolo d’Oro, appuntamento annuale dedicato a tutti gli appassionati del nettare di Bacco: per l’intera prima settimana di settembre si susseguono tour per le cantine, passeggiate, degustazioni, convegni, incontri, concerti musicali e manifestazioni culturali.

Cosa vedere a Chiuro

Il patrimonio architettonico di Chiuro s’espande con forza centripeta a partire da Piazza Stefano Quadrio, su cui s’affacciano edifici importanti, il Palazzo fortificato, la casa del patriota risorgimentale Maurizio Quadrio, il muraglione, il Municipio, le dimore Radaelli, i desueti barbacani a parziale sostegno dell’antico Oratorio dell’Immacolata Concezione, le case Balgera.

Infine, la bella Porta Maggiore del Cimitero di San Giacomo, con portale gotico-veneziano realizzato nel 1522 da Giovanni Galini di Corteno e lunetta affrescata da Cipriano Valorsa. Palazzo Quadrio de’Maria Pontaschelli si trova in via Borgofrancone e di esso vanno contemplati a bocca aperta il portale settecentesco d’ingresso al cortile, le sale riccamente affrescate dal Romegialli, il monumentale camino in marmo policromo, decorazioni di stampo biblico e la loggia lignea a due piani.
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L’elenco può forse un po’ svilire ciò che vi è racchiuso, ma a ogni modo non bisogna togliere al visitatore il gusto della scoperta e dell’interpretazione estetica. In via Rusca si concentrano varie perle architettoniche, ad esempio la quattrocentesca Casa Cilichini dai possenti portici e loggiato ad archi, e Casa Gatti con la sua graziosa torretta-colombaia.

Il corredo religioso di Chiuro s’infoltisce di edifici sacri ordinati e distinti, la cui capofila è ovviamente la Parrocchiale dei Santi Giacomo e Andrea, quattrocentesco esemplare ricostruito in stile barocco. La chiesa è piena di opere interessanti e fra queste citiamo la Crocifissione di Gian Giacomo Borni, gli affreschi di Caspano, il ciborio ligneo dorato di Michele Cogoli e gli stalli corali di Pietro Brasca.

La facciata della chiesa s’addossa allo stupendo Portichetto dei Disciplini, pressoché interamente dipinto dal Valorsa. La Chiesa della Madonna della Neve e San Carlo risale al ‘600, anch’essa nobilitata da sontuose opere, tra cui si evince per importanza il Miracolo della Madonna della Neve realizzato nel 1716 da Giuseppe Brina.

Come arrivare a Chiuro

Da Sondrio in auto si percorra la SS 38 in direzione Tirano e dopo aver attraversato Ponte di Valtellina si prenda la seconda uscita alla rotonda in direzione Chiuro; il paese ha una sua stazione ferroviaria; l’aeroporto di riferimento è l’internazionale Orio al Serio di Bergamo.


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