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Chianale (Piemonte), il borgo della Valle Raita

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Ardesia scura e legno segnato dal tempo: sono questi i materiali e i colori che compongono i tetti di lose, le travi e le pareti di pietra di Chianale, frazione di Pontechianale, in provincia di Cuneo (Piemonte). Dovendo immaginare un borgo abbracciato dai monti, magari popolato di creature misteriose, ci si figurerebbe esattamente un villaggio del genere, incastonato nella Val Varaita a 1800 metri di quota, a breve distanza dal confine francese. Una culla di cultura occitana dove il tempo pare scorrere lentamente, e le montagne sembrano incutere timore e dare protezione allo stesso tempo.

La poesia inebria le stradine di Chianale: quando l’aria è limpida i pascoli brillano di un verde intenso, e se il cielo è plumbeo le chiome dei larici si agitano al vento, creando un’atmosfera sublime e misteriosa. È un piacere, in questi momenti magici,assaporare il tepore di un camino nelle baite delle montagne o nelle locande del borgo, oppure avventurarsi alla scoperta delle cime innevate con le ciaspole ai piedi. Non a caso Chianale è entrato a far parte del Club dei Borghi più belli d’Italia: merito della bellezza che si vede, ma anche di quella che si può solo respirare o intuire, ascoltando il sussurro di tradizioni lontane.

L’orgoglio provenzale è vivo nei cuori dei pochi abitanti rimasti, come lo era al tempo dei trovatori, quando già queste vette imponenti e questi boschi folti vegliavano sull’abitato: già allora Chianale era accarezzato dall’Alevé, il bosco di cembri più esteso d’Europa, e già era una tappa del Chemin Royal che permetteva di trasportare il sale sino in Francia. Ancora oggi infatti, ma soltanto nella mite stagione estiva, dal villaggio si può affrontare in auto una salita estremamente scenografica sino a 2748 metri di altitudine, raggiungendo il colle dell’Agnello e ridiscendendo nella regione del Queyras.

Chi passeggia per il centro lo trova diviso in due parti, separate dal torrente Varaita: a tenere uniti i due nuclei c’è un ponticello in pietra, in corrispondenza della piazzetta con la fontana che rappresenta il vero cuore paesano. Su questa piazza, infatti, sorge l’antica chiesa di Sant’Antonio, fondata nel XIV secolo e utilizzata come Parrocchiale dal 1459 a tutto il XVII secolo, con le sue linee essenziali ma graziose, il campanile a vela con bifore, il portichetto frontale e il grandioso portale in stile romanico. All’interno si ammira l’ampia aula sormontata da volte a botte, dove le mensole, che sorreggono gli archi trasversali, sono decorate da sculture di mascheroni che ricordano la tradizione celtica.

Proseguendo lungo il Chemin Royal, via centrale di Chianale, si passa di fronte a Casa Martinet, antico residuo del Tempio Calvinista. Infatti il paese, per gran parte del XVII secolo fino all’esaurirsi dell’Editto di Nantes, fu l’unico della vallata in cui si potesse praticare la libertà di culto.

Si giunge così all’inizio del ponte che attraversa il Varaita: aldilà del torrente ci si trova al cospetto della Parrocchiale di San Lorenzo, più giovane, realizzata tra il Sei e il Settecento e arricchita internamente da un pregevole altare barocco di inizio Settecento, poggiato a quattro colonne tortili di cembro e finemente intagliato. Ci si rende presto conto che a Chianale i piccoli capolavori artistici e architettonici non mancano: benché spesso le espressioni artistiche delle zone Alpine vengano definite di ‘cultura povera’, qui come altrove si ammirano costruzioni eleganti e curate. Le stesse abitazioni contadine, strette le une alle altre nella borgata o disseminate nell’immediata campagna, prevedono giochi ingegnosi di piani, aperture e scale strategicamente predisposti, per conciliare l’estetica alle esigenze dettate dal clima rigido.
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Il clima è tipicamente montano, con temperature medie invernali che si aggirano intorno a 0-1°C e che in estate si mantengono fresche, sui 20-22°C. Le precipitazioni sono a carattere piovoso in primavera e in autunno, ma nei mesi più freddi si trasformano in neve, perfetta per chi ama gli sport invernali o le escursioni nel paesaggio imbiancato.

Accanto alla neve c’è il ghiaccio, che con i suoi bagliori surreali e le sue forme mutevoli rappresenta forse la maggiore attrattiva della valle: le temperature basse della zona e l’altitudine elevata mantengono in sicurezza, nei valloni laterali, le splendide cascate di ghiaccio e ne consentono la scalata fino ai mesi primaverili. Chi preferisce lo sci di fondo trova percorsi appassionanti nella conca naturale di Casteldelfino, a Becetto, a Sampeyre e nel Centro Ski Nordico del Santuario di Valmala, a cavallo tra la Valle Maira e la Varaita. Sempre a Sampeyre, ma anche a Pontechianale, ci sono le discese per lo sci alpino, in entrambi i casi con impianti per innevamento artifuciuale: a Sampeyre prevalgono le piste più tecniche, adatte agli esperti, mentre Pontechianale regala grandi soddisfazioni anche a chi è alle prime armi o a chi ama un ritmo rilassato e disteso.

Per rilassarsi o divertirsi anche le sagre paesane sono un’ottima occasione, e nel comune di Pontechianale ce ne sono di tutti i generi: in gennaio si comincia con la spassosa ‘Scivolandia’, la gara di slitte bizzarre lungo gli impianti di Pineta Nord, e si prosegue in marzo con la Festa delle donne dell’Alta Val Varaita. Ma il periodo più vivace è l’estate, specialmente il mese di agosto, quando si rincorrono le rassegne ‘Musica e Spettacolo’ dedicate alle musiche e danze tradizionali, la Festa del Patrono e la Festa dell’Assunta, la Festa di San Lorenzo proprio in località Chianale e la Festa di San Rocco a Genzana. In settembre ci sono la festa degli alpini e il ritorno dall’Alpe, con la grande fiera in occasione del ritorno dei margari.

Scoprendo le tradizioni del luogo si assaporano anche le ricette più prelibate e si gustano i prodotti tipici. Un tempo, accanto all’artigianato del legno, era un’attività molto diffusa la produzione del miele, ma oggi ci si dedica più volentieri alla preparazione di deliziosi formaggi d’alpeggio. Tra i piatti tipici da non perdere si ricordano ‘les ravioles’, gnocchi di patata e formaggio conditi con burro fuso, e i ‘cruzetin’, gnocchetti di farina di segale dal sapore acidulo.

Chi ha deciso di concedersi una parentesi tra i monti e vuole scoprire il volto magico di Chianale, potrà contare su collegamenti stradali efficienti: in auto si può viaggiare sull’autostrada A6 Torino-Savona e uscire al Casello di Marene, prendere la SP 662 fino a Saluzzo poi la SP 589 in direzione Busca. Dopo Verzuolo si volta a destra sulla SP 8 e si continua verso Venasca, Melle e Sampeyre. L’aeroporto più vicino, a circa 150 km, è quello di Torino Caselle.
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