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Biella (Piemonte), visita alla cittą e alla sua provincia

I primi documenti a riguardo ci giungono dal Medioevo: già allora Biella se ne stava ai piedi delle Alpi Biellesi, nella parte settentrionale del Piemonte, tra rilievi pittoreschi ricchi di fonti e di torrenti. Diversissimo, però, era l’aspetto del centro abitato, e diversa la vocazione dei cittadini: oggi conta circa 46 mila anime, è capoluogo dell’omonima provincia piemontese e vanta un’economia fiorente, tradizionalmente legata al settore tessile, specialmente quello della lana.

A dire il vero la lavorazione della lana ha accompagnato Biella nel corso dei secoli: è un’occupazione antica, che si è sviluppata progressivamente e ha portato al successo di oggi, attraversando periodi travagliati e conoscendo per la città padroni di volta in volta diversi. Dominata nel medioevo dai vescovi di Vercelli, passò in mano ai Savoia nel 1379, ma soltanto nell’Ottocento visse una notevole crescita urbanistica e industriale, acquistando fama in Italia e oltre.

La città è divisa in due nuclei urbani, due anime pulsanti all’unisono che tracciano un unico viaggio nel tempo: a Biella Piano, celate tra gli edifici moderni, fanno capolino tracce preziose di storia e arte, mentre a Biella Piazzo, il quartiere alto di origine medievale, le testimonianze del passato prevalgono rispetto alle innovazioni del presente, e si riconosce il volto genuino del paese così com’era tra Trecento e Quattrocento. Qui, nella zona antica, i monumenti sono forse meno rilevanti di quelli di Biella Piano, ma il paesaggio è omogeneo e affascinante, ed è possibile ammirare gli edifici nel contesto per cui sono nati: i palazzi medievali, con le caratteristiche arcate a ogiva e le decorazioni in cotto, sono calati in un’ambientazione da fiaba.

La regina di Biella è la Cattedrale, dedicata a Santa Maria Maggiore, cominciata nel Quattrocento ma modificata radicalmente tra Settecento e Ottocento, dotata ad esempio di un protiro dall’aspetto gotico nel 1826. L’edificio è uno scrigno di affreschi: l’interno è quasi completamente impreziosito da splendidi dipinti, realizzati nell’abside dal Galliari, dallo Zerbino e da Carlo Cogrossi.

Un altro piccolo gioiello è il battistero del IX-X secolo: a pianta quadrangolare, costruito con materiali locali come ciottoli, pietre e frammenti di laterizio, mostra un originale composizione a spina di pesce, con notevole effetto decorativo. Le absidi sono quattro, attraversate da lesene, e sembrano innalzare la mole dell’edificio verso l’alto tiburio e il lanternino. All’interno delle pareti sono inseriti elementi di età romana, come il fine bassorilievo che rappresenta gli Amorini.
Nella stessa piazza del Duomo si innalza un bel campanile di epoca romanica, unico elemento superstite della vecchia chiesa di Santo Stefano, antico fulcro religioso della città.

Infine, tra le chiese di Biella, merita una visita quella di San Sebastiano, fondata nel Cinquecento e caratterizzata da eleganti linee rinascimentali di gusto piemontese. La facciata è ottocentesca, e rappresenta l’ultimo capitolo di una massiccia opera di ristrutturazione avvenuta nel XIX secolo. All’interno si può ammirare il bel coro del 1546, rappresentativo della raffinata arte lignea piemontese, intagliato e ornato con placchette limosine d’oro e smalto blu.

Chi vuole soddisfare qualche curiosità in più sul passato di Biella può visitare il Museo Civico, con una interessante raccolta di reperti archeologici rinvenuti nelle necropoli biellese, ceramiche del Settecento e pregiati vetri del Quattrocento. La collezione di dipinti comprende opere realizzate tra l’XI e il XX secolo.

Chi invece non rinuncia a una salutare passeggiata all’aria aperta può godersi il Parco di San Gerolamo, nella zona di Chiavezza, raggiungibile superando il Ponte Cervo. Sulle sponde del torrente omonimo si estende questo polmone verde incantevole, in passato proprietà del settecentesco Monastero di San Girolamo, che oltre ad offrire uno scenario rilassante e gradevole propone ancora una volta una bella testimonianza storico-artistica: è il meraviglioso coro ligneo custodito nella chiesa adiacente, realizzato dal maestro cinquecentesco Evangelista da Cremona.

Ma Biella è anche tradizioni e voglia di festa, folclore e ricette deliziose. Tra gli eventi più attesi si ripete ogni anno, alla fine di ottobre, il Biella Festival, con le esibizioni di cantautori e autori provenienti da ogni parte d’Italia e non solo. Le ricette tipiche della città, invece, portano in tavola i sapori decisi della montagna, con polenta, formaggi prelibati e carne di vari tipi: il formaggio di Biella è il ‘Sargnon’, ottenuto dalla fermentazione di pezzi di gorgonzola con la grappa o il rhum, che consente di ottenere una crema golosa dal gusto particolarissimo. Tra le pietanze a base di carne è da provare la ‘lepre in Civet’: la carne viene fatta marinare per alcuni giorni nel proprio sangue, mischiato al vino rosso e diverse spezie, poi la marinatura viene riutilizzata per la cottura aggiungendo burro e lardo. Dulcis in fundo non si possono dimenticare i ‘canestrelli’, i famosi frollini locali, e non si può non brindare con un buon bicchiere di Lessona o Bramaterra.

Chi si è lasciato tentare dalle offerte variegate di Biella non deve fare altro che scegliere il mezzo più adatto e mettersi in viaggio. La statale 143 collega Biella a Santhià, la 230 la unisce a Vercelli e la 338 porta ad Ivrea, mentre la linea ferroviaria collega direttamente Biella con Vercelli e Torino. L’aeroporto più vicino alla città è quello di Torino, in località Caselle, servito da numerosi voli nazionali e internazionali.

Giunti a destinazione ci si immerge nel tipico clima delle zone prealpine, con inverni rigidi e nevosi e estati calde, spesso afose: in gennaio, il mese più freddo, le temperature medie vanno da una minima di -1°C a una massima di 5°C, mentre in luglio e agosto si va dai 16°C ai 27°C. I periodi più piovosi sono invece la primavera e l’autunno, con maggiori concentrazioni nei mesi di maggio e novembre.
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 Pubblicato da - 20 Settembre 2010 - © Riproduzione vietata

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