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Ormea e Viozene, vacanza nella natura del Piemonte

Ormea, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Se si pensa che il nome deriva dal latino Ulmeta, per la grande quantità di olmi presenti sul territorio, non è difficile immaginare come sia il paesaggio che abbraccia Ormea: una campagna verdeggiante, costellata di alberi slanciati che frusciano nel vento, punteggiata di fiori odorosi e ricamata di corsi d’acqua gorgoglianti. Questi sono i gioielli di cui si agghinda Ormea, piccola località piemontese in provincia di Cuneo.

Compresa nella Comunità Montana Alta Valle Tanaro, la cittadina è a breve distanza dal confine ligure, adagiata in una conca naturale tra le vette più maestose delle Alpi Liguri: nella frazione di Viozene, all’inizio della cosiddetta Terra Brigasca, si innalzano fiere le vette del Monte Antoroto, del Pizzo d’Ormea e del Monte Mongioie, tutte superiori ai 2000 metri. Grazie a questa favolosa posizione geografica, Ormea gode di un clima molto particolare, che con tanto sole e una brezza leggera nutre la natura rigogliosa della zona: ad assorbire il tepore della bella stagione ci sono i ciuffi viola della lavanda, la fritillaria e qualche splendido esemplare del raro giglio mortagone. A popolare il paesaggio, nascosti tra la vegetazione, prosperano le marmotte e i camosci, mentre l’aquila reale sorvola il paesaggio con eleganza leggera.

Passeggiare tra foreste e montagne, tra ruscelli e pascoli è un’esperienza incantevole, grazie alle temperature dolci di Ormea: i valori medi del mese più freddo, gennaio, vanno da una minima di 2°C a una massima di 5°C, mentre in luglio e agosto si passa dai 17°C ai 27°C. Le precipitazioni si concentrano tra aprile e maggio, quando cadono in media 113-124 mm di pioggia.

Ma lo scenario naturale non è la sola ricchezza di Ormea: passeggiando nel centro storico incontrerete numerose testimonianze architettoniche e artistiche interessanti, a partire dall’antica porta d’ingresso del paese, inglobata nel campanile della chiesa romanica di San Martino. Due archi compongono la porta: quello rivolto verso il cuore cittadino è tipicamente romanico a tutto sesto, mentre l’altro, che guarda verso l’esterno, è gotico a sesto acuto.

Varcando l’antica soglia ed entrando nel centro si può passeggiare lungo Via Tanaro, ammirando una splendida casa del Trecento con bifore e formelle in pietra locale, e tante altre abitazioni graziose con splendidi portali. Le vie tortuose, che collegano le piazzette in un dedalo affascinante, sono delle vere e proprie opere d’arte, e tra le piazze spicca la splendida Piazza Nuova, con i ciottoli antichi e le sue maestose fontane.

Da non perdere il museo etnografico “La Casa”, che riproduce una casa ottocentesca in via Madonna degli Angeli, e nella stessa via c’è la bella chiesetta della Madonna degli Angeli. Per la cittadina, nei giardini e nelle aree verdi, si incontrano poi le statue di marmo nero realizzate dagli studenti dell’Accademia delle Belle Arti di Torino e da altri artisti. Per completare l’esplorazione di Ormea vale la pena di visitare la Collegiata di San Martino, una chiesa romanica a tre navate. La navata centrale, la più alta e imponente, culmina con delle eleganti volte a botte, mentre quelle laterali presentano delle volte a crociera decorate da costoloni dorati. Le pareti dipinte di grigio, le volte tinte di blu e la luce fioca, data dalla piccola dimensione delle finestre, contribuiscono a creare dentro la chiesa una magica atmosfera di raccoglimento.

Dopo aver passato in rassegna le bellezze monumentali e architettoniche di Ormea, ci si può concedere una pausa ristoratrice all’insegna della buona cucina, approfittando delle ricette deliziose della gastronomia locale. La collocazione geografica del paese, al confine tra Piemonte e Liguria, conferisce ai sapori del luogo una varietà gustosa e una sperimentazione sempre vivace. Tra le ricette tipiche c’è il “cin”, una purea di porri, patate ed erbe aromatiche, da assaporare da solo o come ripieno di tortelloni fritti. Le patate, in effetti, sono tra i prodotti più prelibati di queste terre, grazie alle coltivazioni poste ad alta quota.

Da questa tradizione culinaria pregiata, gioia dei buongustai, nascono alcune sagre attesissime quali la sagra della polenta di grano saraceno o quella della lasagna ormeasca. Altre manifestazioni tipiche del paese sono i festeggiamenti del Corpus Domini, con la tradizionale infiorata per le strade di Ormea e la solenne processione seguita dallo spettacolo pirotecnico. Da non perdere il carnevale e la festa di San Martino di Tours, che si svolge l’11 di novembre. Per finire una bella iniziativa è quella lanciata dal CAI, che per favorire la riscoperta del territorio ha creato la “Balconata di Ormea”, un sentiero di circa 40 km percorribile in varie tappe, che attraversa 9 frazioni e 24 borgate. Camminando lungo il percorso ci si imbatte in suggestive case rurali, chiese antiche, piloni votivi, canali per l’acqua, antichi essiccatoi per le castagne e muretti a secco pittoreschi.

Raggiungere Ormea non è difficile, qualunque mezzo di trasporto si utilizzi per il viaggio. Chi sceglie l’auto può raggiungerla dalla Liguria, percorrendo la SS28 del Col di Nava in direzione Torino, mentre chi viene dal Piemonte deve imboccare la Val Tanaro a Ceva risalendo la SS28 in direzione Ormea. Per chi usa l’autostrada l’uscita indicata è quella di Ceva, lungo la A6 Torino-Savona. In alternativa c’è la linea ferroviaria Ceva-Ormea, o le autolinee Viani che percorrono la tratta Imperia-Cuneo. Gli aeroporti più vicini sono quello di Genova, a 121 km, e quello francese di Nizza, a 136 km.
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