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Belveglio (Piemonte): cosa vedere e cosa fare nel villaggio del Monferrato

Belveglio, guida alla visita: cosa fare e cosa vedere tra le sue attrazioni. Belveglio dove si trova? Cosa visitare nei dintorni, come arrivare e il meteo.

Oggi piccolo e ameno paese dell’astigiano in Piemonte nonché abitato dove l’armonia è solita regnare, un tempo Belveglio risultava inviso a potenziali visitatori per una nomea ben poco lusinghiera.

Storia

Nel Medioevo, infatti, il borgo si chiamava Malamorte in quanto sorgeva in un territorio ripetutamente flagellato da lotte sanguinose e scontri feroci. Federico Barbarossa provocò ovunque in quell’area distruzioni e saccheggi nel 1155, ma non fu il solo a perpetrare violenza. Circa due secoli dopo, nel corso del ‘300, il villaggio venne conteso ai Solari dai Guttuari e proprio questi ultimi la spuntarono favoriti da Luchino Visconti. Sul finire del Trecento i contendenti cambiarono e divennero tristi protagonisti di un’annosa sfida di potere Galeazzo Visconti e Secondotto Galeazzo.

Il nome del borgo mutò in Belvedere nel 1387 eppure continuò a “saltellare” da un proprietario all’altro, da Carlo V ai Savoia conoscendo poi l’occupazione napoleonica e il regime fascista di stampo mussoliniano, sotto il quale la denominazione acquisita fu definitivamente Belveglio, un paese destinato a vivere da vicino la tragedia dei due conflitti mondiali pagando un dazio di vite elevatissimo.

Cosa vedere a Belveglio

La storia ha fatto il proprio corso ma il Castello di Belveglio ha mantenuto intatto il suo pletorico fascino. Di questa indefessa struttura fortificata si ha notizia dall’XI secolo, quando era di proprietà di Raimondo Turco. Coinvolto in numerose guerre e battaglie, ne fu conseguentemente testimone ma a partire dall’Ottocento venne sottratto al malsano circuito militare per vestire i panni di elegante residenza dei Veroli prima e dei Petrausch poi. Ceduto ai Barberis, è dal 1973 proprietà dell’artista Marlaena Kessick, che ne ha fatto sede dell’Ente Concerti ospitando anche molti eventi culturali fra cui un annuale concorso musicale.

Secondo una leggenda che si racconta da tempo immemore, nei sotterranei del maniero giacerebbe il cospicuo tesoro dei Farnese, nascosto nelle viscere delle fondamenta dal duca Matteo Farnese durante un assedio di 3 anni condotto dagli Spagnoli. Il nobile, ben celato l’ingentissimo patrimonio, si suicidò insieme alla moglie e ai fedelissimi rimasti a difendere la Rocca. Apparecchi di rilevazione hanno accertato l’effettiva esistenza della preziosa ricchezza, attualmente collocata in fondo a un pozzo all’interno di una collina distante 30 metri dal fortilizio, laddove il pericolo di cedimento strutturale e frane impediscono una proficua ricerca. Il Castello è visitabile nell’ambito della rassegna Castelli Aperti.

Nel contesto ecclesiastico risalta la bellezza barocca della Parrocchiale della Natività di Maria, edificata una prima volta nel ‘500 e ricostruita nel Settecento per poi essere ristrutturata tra il 1808 e il 1824. Il campanile, eretto nel 1770 e coevo a Coro e Sacrestia, fu sopraelevato nel 1939 (un confronto fra la vecchia e la nuova versione della torre campanaria ce lo offre il dipinto di Don Marchiaro Francesco). All’interno della chiesa sono esposte le 14 stazioni della Via Crucis realizzate in bassorilievo di terracotta dallo scultore Sergio Unia. Frontalmente al luogo di culto era stato piantato nel 1824 un meraviglioso ippocastano, cresciuto e fattosi imponente fino a raggiungere dimensioni monumentali. Purtroppo lo si è dovuto abbattere dopo 185 anni di vita per ragioni di sicurezza, dato che l’albero non godeva più di buona salute.

Entro i confini comunali convivono altri edifici sacri, la Chiesa di San Rocco e la Chiesa della Confraternita di San Giorgio, custode di elementi d’arredo notevoli quali l’altare in laterizio, la balconata e il pulpito in legno di noce, infine l’acquasantiera con piedistallo in pietra.

Eventi, sagre e manifestazioni

Pianificate una visita a Belveglio durante una delle manifestazioni organizzate in loco, il coloratissimo Carnevale verso fine febbraio, la Festa della Natività di Maria in piena estate oppure la Sagra della bagna cauda al culmine del mese di ottobre.

Potrete approfittare del vasto corollario enogastronomico e assaggiare gli agnolotti del plin qualora amaste i primi, o i famosi bolliti piemontesi, l’aroma del tartufo bianco del Monferrato, le golose torte di nocciole e i vini autoctoni Barbera e Grignolino d’Asti.

Come arrivare a Belveglio

Prendere l’Autostrada A21 TorinoPiacenza, uscire ad Asti Ovest e seguire le indicazioni per Belveglio; dalla stazione di Asti proseguire in autobus fino al borgo; l’aeroporto internazionale “Sandro Pertini” di Caselle Torinese è quello cui fare riferimento.
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