Cerca Hotel al miglior prezzo

Roccaverano (Piemonte): la torre e la visita al borgo delle Langhe

Roccaverano, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Per Roccaverano si registra un primato in ambito geografico piuttosto importante: è il comune più alto del comprensorio astigiano (759 metri s.l.m.), perso nei dolci anfratti delle Langhe più belle, fra le Valli del Bormida che disegnano un territorio fatto di vasti prati, boschi, terrazze, cascine e pascoli.

I prodotti della terra

Questo territorio è ideale per la produzione della celeberrima Robiola di Roccaverano, un formaggio frutto della lavorazione del latte crudo di capra, squisito, prelibato e soprattutto tutelato dal marchio DOP, al centro del tripudio gastronomico offerto dall’annuale Fiera carrettesca ai sapori di Robiola di Roccaverano, appuntamento imperdibile nel mese di giugno. Imperdibili sono inoltre la Sagra del Polentone organizzata la prima domenica dello stesso mese, la Mostra caprina la prima domenica di settembre, la Cena sotto le stelle a Ferragosto e, non ultima, la Festa patronale di San Gerolamo a inizio autunno.

Si tratta di un paese che ha purtroppo conosciuto un massiccio spopolamento, eppure la comunità è tutt’altro che morta e i suoi 500 abitanti tengono ben vivo lo spirito di questo luogo fuori del tempo e dello spazio, che si erge su una collina dominante il panorama dove noccioli e vigne si perdono all’orizzonte tracciando strade rurali dirette in paradiso. Beh, forse esageriamo un po’ ma non si mente dicendo che Roccaverano può in vero esprimere bellezza e vitalità in ogni suo angolo, in qualunque scorcio.

Storia e origine del nome

Nato probabilmente come esiguo nucleo urbano d’impianto romano, acquisisce subito il nome di Rocha Uverani prima di comparire in un diploma sottoscritto dall’imperatore Ottone I come Ruspaverano, concesso a Bonifacio del Vasto e successivamente ceduto a Ottone del Carretto diventando poco tempo dopo feudo prediletto del Comune di Asti, identificato dalla mole del rappresentativo Castello in blocchi di pietra arenaria dalla cortina merlata incrementata da una elevata torre cilindrica, la cui altezza raggiunge i 30 metri. Oggi fra la torre e le mura castellari sopravvissute si estende un parco, parte integrante degli spazi concessi ai flussi turistici.

Tutto ciò accadeva nel ‘200 e il secolo dopo avvenne un altro passaggio di proprietà, questa volta ai Saluzzo. Subentrarono presto gli Scarampi che, a differenza dei Saluzzo, erano veramente interessati a ottenere Roccaverano e poteri incontrastati sulle Langhe. Il periodo fra il XVII e il XVIII secolo fu certamente quello più tumultuoso date le diverse fastidiose occupazioni straniere imposte prima dagli Spagnoli e successivamente dai Francesi. Il re Vittorio Emanuele II, con fare diplomatico certosino, riuscì con successo a estrapolare Roccaverano dalle opprimenti dispute politiche, tanto da svezzarlo fino al riconoscimento dell’autonomia comunale post Unità d’Italia.

Cosa vedere a Roccaverano

È ora di parlare delle ricche testimonianze d’arte, vestigia architettoniche che rendono fieri gli autoctoni, a cominciare dal sopra citato dittico torre-castello che affaccia sulla scenografica piazza centrale di Roccaverano, altresì nobilitata dall’intrigante Parrocchiale di Santa Maria Annunziata, progetto cinquecentesco condotto secondo i criteri stilistici di derivazione bramantesca, ottemperati dalla pianta a croce greca, dalla facciata a capanna tripartita in lesene che riporta sul frontone un mezzo busto del Salvatore benedicente attorniato da quattro cherubini e dai simboli del tempo. Ci sono soli, lune e tanti altri richiami che fungono da motivi decorativi confacenti appieno a un monumento ecclesiastico eletto punto di riferimento del piccolo borgo, ancor più perché dotato di cupola, accezione tipica delle basiliche e dei santuari più rappresentativi.

La Chiesa cimiteriale di San Giovanni, seppur secondario luogo di culto, ha un enorme pregio, cioè custodire un ciclo di affreschi gotici come se ne vedono pochi, completo, imponente, artisticamente raggiante. In questa location religiosa duecentesca, percorrere l’unica navata corrisponde a un’esperienza di totale immersione dello splendore del passato, tra le Storie di San Giovanni Battista, una Crocifissione, la Vergine dolente e tal altre raffigurazioni dall’esclusivo potere iconico attribuito a immagini di santi. Tra i tanti indefiniti autori si riconosce la mano del Maestro di Roccaverano.

Conclusa la visita alla chiesa, è facile portarsi a qualche centinaio di metri a piedi per ammirare l’isolata e misteriosa Torre di Vengore, una struttura a pianta quadrata, alta, possente, figlia di una leggenda secondo la quale alcuni autoctoni vollero costruirla per eguagliare l’edificio fatto erigere dai sovrani dell’epoca, al grido di “Vengo, Re, Vengo, Re!”, da qui il nome della torre.

Come arrivare a Roccaverano

Da Asti, prendere la Superstrada SS 231 verso Acqui Terme/Alba, uscire e imboccare la SP 456, proseguire sulla SS 456 attraversando Canelli e Monastero Bormida prima di giungere a destinazione; la stazione ferroviaria serve sia il comune di Mombaldone che quello di Roccaverano; l’aeroporto di Genova risulta più vicino rispetto al “Sandro Pertini” di Torino, infatti il primo dista 85 km ca., il secondo 107 km.
  •