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Carrų (Piemonte): visita alla cittadina, porta delle Langhe

Carrų, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Da secoli è conosciuta in provincia di Cuneo come la Pòrta dla Langa (Porta della Langa), accesso a quel meraviglioso crogiuolo agro-naturalistico del Piemonte che sono le Langhe. Parliamo quindi della caratteristica Carrù, una località lontana dalla più grande Mondovì appena 17 km.

Per la sua vivida cultura agreste sarebbe appropriato citare Carrù come ameno borgo, ma per importanza economica la si ritiene a tutti gli effetti una cittadina dalle fiorenti risorse, i cui 4.400 abitanti sanno esattamente cosa vuol dire star bene e godere della semplicità del luogo ove sono nati e cresciuti.

Storia

Nessun particolare scossone si verificò da queste parti durante il viatico storico. Si sa che le origini di Carrù s’imputano alla presenza in loco dei Bagienni prima dell’avvento dei Romani, cui seguirono le casate medievali dominanti prevalentemente nel Duecento e Trecento, vedesi i Bressano, gli Angiò e i d’Acaia, con i Costa che mantennero il controllo fino al 1872, sebbene soltanto nominalmente dato che il regime feudale era già stato abolito. Diciassette partigiani autoctoni pagarono il più alto dazio durante gli anni della Resistenza in piena Seconda Guerra Mondiale: fra questi compare il valoroso Giuseppe Perotti, insignito della postuma Medaglia d’oro al Valor Militare. Un Monumento ai Caduti di tutte le guerre, inaugurato nel 1971, si può ammirare in Piazza Cureno.

Cosa vedere a Carrù

Punto di riferimento architettonico per la cittadina è il suo Castello, sorto intorno all’anno Mille e occupato nel 1796 da Napoleone Bonaparte in fase di occupazione transalpina della penisola italiana. La struttura è stata arricchita con parecchie decorazioni specialmente nel corso dell’Ottocento, utilizzata come luogo di villeggiatura nel medesimo secolo e solo nel 1977 ceduta in vendita alla Cassa Rurale e Artigiana di Carrù, insomma la Banca locale. La veste attuale del maniero è il frutto di numerosi interventi operati nei secoli, per cui si sono conservati un po’ tutti gli elementi primari di un castrum siffatto, merlature, aperture gotiche, feritoie a scopo difensivo ma anche un giardino esterno molto curato dalle famiglie che vi soggiornarono.

L’interno si rivela fastoso, in buona parte occupato da saloni ricchi di motivi floreali e mitologici, col barocco in quantità massiccia nella Camera dell’alcova. Il castello è stato e seguita a essere ben tenuto e conservato, tanto che si presta a far da location a svariate manifestazioni, le più influenti delle quali risultano Piacere… Carrù a maggio e la Sagra dell’Uva a settembre. Informazione per i turisti: si racconta che ogni primo venerdì del mese a mezzanotte si aggiri per le sale del castello la Dama blu, un fantasma che sembra possa corrispondere allo spirito inquieto della Contessa Paola Cristina, realmente esistita nel ‘600.

Il centro storico del borgo brulica di edifici simbolo del nucleo urbano, in prevalenza eleganti dimore che lo scorrere del tempo ha reso ancor più affascinanti, ad esempio il Palazzo Comunale costruito nella seconda metà del Settecento ma recante il bel Salone della Giunta affrescato nel secolo successivo. Pressoché coevo è Palazzo Alessi di Canosio, singolare poiché è in realtà formato da due edifici a sé stanti, collegati da un passaggio sopraelevato. Appartenne agli Alessi, conti di Canosio, potenti mercanti proprietari nel ‘700 di svariati filatoi. Palazzo Boschetti Avagnina offre un notevole colpo d’occhio, possedendo un’estesa facciata costellata di finti elementi architettonici e decorazioni a tema naturalistico molto scenografici. Seguono la medesima linea di blasone Palazzo Lubatti e Palazzo Reyneri, entrambi molto belli e frutto di accorpamenti verificatisi successivamente al Medioevo. Palazzo Reyneri, in particolare, si fregia di un affresco in facciata raffigurante la Vergine con il Bambino in trono, realizzato nel Quattrocento e restaurato cinquecento anni dopo. Rimane da evidenziare l’importanza di Palazzo Luigi Einaudi, intitolato al famoso giornalista, economista e statista nato proprio qui a Carrù.

La stantia sfilata ecclesiastica pone capofila ibrida la Casa Canonica, i cui maggiori motivi di visita sono rappresentati dai cassettoni lignei dipinti, l’arioso salone principale, le decorazioni parietali trompe l’oeil e il sontuoso camino marmoreo. Vero simbolo del coacervo religioso è la Parrocchiale della Vergine Maria Assunta, affacciata su Piazza Caduti per la Liberazione. S’erge sulle ceneri di un preesistente edificio e la sua costruzione è ordinata nel 1703 sulle logiche progettuali di una pianta a croce greca, impianto a mattoni e pietre di recupero, presenza del campanile risalente al 1708. La consacrazione avvenne nel 1774. L’interno appare all’avventore assai sfarzoso, ricolmo di opere d’arte e pezzi di pregio, tra i quali si citino solo per rigore di opportuna sintesi l’altare maggiore scolpito da G.A. Ponsanelli, i numerosi affreschi di M.A. Milocco (l’Ultima Cena e le Storie della Vergine sono fra i più autorevoli) e le cappelle laterali.

Autentici gioielli d’arte sono peraltro la Chiesa della Confraternita dei Battuti Bianchi e la Chiesa della Confraternita dei Battuti Neri, due edifici davvero ammirevoli per costrutto complessivo e aperti al culto popolare. Per la loro ricchezza intestina, sono da considerare dei veri e propri Musei d’arte sacra. L’hinterland di Carrù non viene meno disponendo di altre ancelle ecclesiali certamente più semplici rispetto a quelle precedentemente trattate, eppur ugualmente degne d’attenzione. Si menzionino a riguardo la Cappella di Bordino (rilevanti le stampe appese della Via Crucis e la tela a olio ritraente Santa Cecilia all’organo), la Cappella della Visitazione di Maria a Frave (vi prende posto l’icona sull’altare della Visione di Maria Santissima a Santa Elisabetta), i Santuari di Sant’Anna del Bosco, il Santuario della Madonna dei Ronchi e le cappelle dedicate rispettivamente a San Giovanni, San Pietro, San Rocco e Santa Lucia.

Eventi, sagre e manifestazioni

Ogni anno Carrù attende con ansia l’appuntamento di maggior successo del territorio, la Fiera del Bue Grasso, che si celebra a dicembre e ha origini antiche, derivando dai quattrocenteschi mercati di bestiame che avevano luogo ogni due settimane. La partecipazione popolare è massima e vengono coinvolti ristoranti e trattorie (molto frequentati l’Osteria del Borgo e la Trattoria Vascello d’Oro), pronti a servire in tavola i piatti tipici, soprattutto la minestra di trippe e il celeberrimo bollito misto alla piemontese. È dunque assodato che Carrù si vanta a ragione di detenere nel suo bagaglio gastronomico una delle carni qualitativamente più pregiate d’Italia.

Come arrivare a Carrù

È molto semplice arrivare percorrendo l’Autostrada A6 TorinoSavona fino all’uscita Carrù; l’autopullman sulla linea Bra – Ceva sostituisce il servizio ferroviario; l’aeroporto internazionale di Cuneo è il più vicino alla località.

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