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Craveggia (Piemonte): visita al borgo termale della Val Vigezzo

Craveggia, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Una delle più amene località della Valle Vigezzo entro l’area del Verbano Cusio Ossola è Craveggia, distante 61 chilometri da Verbania e posta in un punto mediamente elevato del tessuto orografico piemontese, per essere precisi a 889 metri s.l.m. in quella che comunemente viene soprannominata la “valle dei pittori” (vi sono nati numerosi artisti).

Con i suoi 715 abitanti appena, Craveggia (declinazione del termine Cravetia) spicca all’orizzonte assomigliando vividamente a un presepio in pietra: il suo pittoresco aspetto gli è conferito dai tetti in beole delle dimore, su cui risaltano slanciati camini in arenaria, anticamente simbolo e misura della singola ricchezza famigliare.

Storia

Storicamente, il paese fu feudo a partire dal 1044 del Vescovo di Novara su concessione dell’imperatore Federico II e sotto costui beneficiò di un’autonomia notevole, quasi irreale considerando il feudalesimo un regime amministrativo molto rigoroso e proverbialmente coercitivo. Si trovò nel bel mezzo della crisi politica che antepose fra il XIII e il XIV secolo Guelfi e Ghibellini, ma ne uscì rapidamente e senza incisive conseguenze passando nel 1447 ai Borromeo fino alla fine del ‘700. Dopo l’Unità d’Italia, l’assetto comunale prese definitivamente piede scolpendosi nell’identità di Craveggia.

Cosa vedere a Craveggia

Il borgo non si è più di tanto affrancato dalle sue origini rurali, che gli sono care, ma ha certamente curato il proprio sviluppo urbano ergendosi a perla architettonica della Val Vigezzo prevedendo la costruzione nel tempo di eleganti edifici civici e, specialmente, religiosi. I primi sono in sostanza rappresentati da residenze di spessore come Casa Borgnis (appartenne all'omonimo pittore), la Casa delle Conchiglie e la Casa dell’Oro, mentre i secondi sono costituiti da una lista un po’ più lunga che include fra gli altri l’impettito Battistero (vi è installato all’interno un presepe permanente) troneggiante in Piazza San Giacomo, sulla quale s’affaccia maestosa la settecentesca Parrocchiale dei Santi Giacomo e Cristoforo, progettata e affrescata interamente da Giuseppe Maria Borgnis, se si esclude il portico dipinto da Lorenzo Peretti. La chiesa ha acquisito nel tempo una solida fama poiché contiene il Tesoro del Re di Francia Luigi XIV, composto da paramenti sacri di seta, calici preziosi e ostensori di grande valore.

La Chiesa di Santa Caterina è disposta invece in frazione Vocogno ed è più vecchia in quanto consacrata nel 1690: custodisce la tela dello Sposalizio della Vergine realizzata da Luigi Reali, cui si aggiungono gli affreschi del presbiterio a opera di Bernardino Peretti e Antonio Cotti. Più isolato, l’Oratorio della Madonna del Piaggio è dedicato alla Nascita della Beata Vergine e costruito su uno sperone roccioso, perciò difficilmente accessibile. La pala d’altare che raffigura due donne impegnate a lavare la Madonna Infante risale al 1670 ed è firmata da Carlo Mellerio. Visitata la chiesa, il naturale proseguimento prevede l’imbocco del sentiero diretto al percorso della Via Crucis tracciata nitidamente da belle edicole votive.

Per ammirare l’Oratorio di San Gottardo bisogna spostarsi in frazione Prestinone ma ne vale sicuramente la pena, anche solo per non perdersi la visione del Trionfo di San Gottardo eseguito da Bernardino Peretti all’interno della cupola, oltre al catafalco funebre dipinto dall’allora ventenne Carlo Fornara.
P.s. da Prestinone parte la cabinovia diretta alla Piana di Vigezzo a quota 1.725 metri, laddove permangono impianti sciistici e percorsi escursionistici di grande rilievo.

Le streghe di Craveggia

Sempre nella medesima frazione ha luogo il 30 settembre di ogni anno la tradizionale manifestazione A spasso tra le streghe, che rievoca i terribili scempi di vittime innocenti durante il periodo buio dell’inquisizione e della caccia alle presunte eretiche.

Tornati nel centro storico del paese, non resta che vedere l’Oratorio di Santa Marta e l’Oratorio di Sant’Antonio da Padova. Occhio a non perdere i lavatoi inseriti qua e là nell’arredo urbano, un pezzo di vita rurale che sa sorprendere.

Le terme

A ridosso del confine svizzero si trovano i Bagni di Craveggia, con le sorgenti da cui sgorga acqua terapeutica alla temperatura di 30° C. Il vecchio stabilimento termale molto florido in passato è stato travolto da una valanga nel 1951 e poi abbandonato. Esiste ancora un'ampia vasca di granito nella quale è possibile fare bagni liberi.

Come arrivare a Craveggia

Al paese si arriva percorrendo l’Autostrada A26 Genova Voltri – Gravellona Toce fino all’uscita Masera/Valle Vigezzo da cui parte la SS 337 diretta a Craveggia; la stazione ferroviaria si trova nel comune di Santa Maria Maggiore, collegata alla località tramite la Linea Santa Maria Maggiore – Craveggia, autobus Comazzi, fermata 1 Craveggia; l’aeroporto di Milano Malpensa è il più vicino, dista infatti solo 107 km, mentre il “Sandro Pertini” di Caselle Torinese si trova a 217 km.
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