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Baveno (Piemonte), visita alla localitą sul Lago Maggiore

Baveno, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Sulla sponda occidentale del rinomato lago Maggiore, rientrante nella giurisdizione del Verbano-Cusio-Ossola, si ritaglia un proprio ameno angolo il comune di Baveno, una realtà che conta attualmente quasi 5.000 abitanti soddisfatti di risiedere in uno splendido territorio fra acque lacustri e montagna, là dove quiete pendici s’innalzano a definire le vette del Camoscio e del Mottarone.

Situato a 11 km ca. da Verbania, gode in qualità di località turistica a vocazione industriale di un paesaggio frastagliato sul quale serpeggianti sentieri disegnano percorsi idonei per lunghe quanto spensierate passeggiate all’aria aperta, tenendo d’occhio incredibili oasi di purezza e, ovviamente, il trittico di isole Borromee trionfanti nell’omonimo golfo e raggiungibili peraltro imbarcandosi al porto del borgo.

Cosa vedere

Baveno seduce e allibisce, centro storico per eccellenza originatosi in epoca romana, blasonato per via delle sue acque oligominerali e le sovra sfruttate cave di granito rosa, alle quali si lega buona parte della storia paesana, una storia contraddistinta da visite di personaggi illustri, attratti da un clima ideale e da una naturale predisposizione all’accoglienza e alla villeggiatura presso uno stuolo di ville eccezionali.

Per dare l’idea, Villa Henfrey-Branca, ottocentesca dimora la cui struttura ricalca l’archetipo castellare anglosassone con mattoni rossi a vista, guglie, torri, terrazzi marmorei e giardino all’inglese, è stato luogo di breve permanenza per la Regina Vittoria d’Inghilterra e sua figlia Beatrice nel 1879.

Villa Fedora, sede attuale della Camera di Commercio del VCO, ha ospitato il celeberrimo compositore Umberto Giordano, ideatore peraltro dell’omonimo Festival della Musica Classica, appuntamento fisso del mese di luglio. Ai primi anni del Novecento risale invece Villa Barberis, voluta da Alberto Barberis affinché riproducesse le atmosfere in cui il viaggiatore si immergeva sovente durante le sue personali esperienze in Oriente: in effetti di questa residenza c’è ben poco di classico e quasi tutto ha un sapore esotico, il giardino pieno di piante tropicali e i ritratti decorativi di nature morte impresse sulle pareti della loggia.

Villa Durazzo è già da parecchi anni un lussuoso albergo, il Lido Palace Hotel in stile Belle Epoque, che ha annoverato fra i suoi ospiti niente meno che il primo ministro inglese Winston Churchill. Si menzionino ancora Villa Brandolini d’Adda, Villa Carosio e Villa Provana.

Baveno conta successivamente monumenti ed edifici da togliere il fiato, tutti agglomerati o sparsi dentro e fuori i due nuclei storici di Domo e Baitone, così si percorrono gli stretti vicoli e le stradine che indicano la direzione per la Chiesa dei Santi Gervaso e Protaso, ancella medievale la cui facciata a capanna rispecchia straordinariamente i canoni estetici romanici accostandosi, ricambiata, al campanile di ben sei piani, una veste esteriore che bilancia uno splendido interno costituito da opere d’arte come il Crocifisso ligneo cinquecentesco, le tavole di Defendente Ferrari e l’Annunciazione di Camillo Procaccini, tutte rinascimentali. Fa eco di bellezza l’austero Battistero risalente al Quattrocento, un vero monumento che spicca per la curiosa pianta ottagonale, la cupola affrescata, la volta romanica e l’eccelso porticato dalle quattro colonne in granito.

Tante piazzette, piccoli rioni, slarghi e passeggiate ad anfiteatro calcano il suolo del centro storico, il cuore del borgo antico dove Casa Morandi sembra mettersi in perenne posa per fotografi e pittori, che prediligono inoltre immortalare i tanti cortili interni, portici, ballatoi, cappelle e dipinti votivi, pur non tralasciando quello che fu il prestigioso Albergo della Posta, ora sede della Banca Popolare di Intra. Il Monumento ai Caduti, composto da una colonna corinzia e un gruppo bronzeo in cui è ricreato il saluto di un anziano scalpellino al figlio destinato al fronte, è dedicato alle vittime della Prima Guerra Mondiale, un inserimento moderno d’avanguardia la cui funzione è la stessa del Cippo ai 17 martiri, tributato a 17 giovani fucilati nel 1944 a Baveno dalle milizie nazi-fasciste per rappresaglia.

Si passa poi dalla Via Crucis, un percorso di stazioni sacre con annessa una cappella funeraria contenente una statua lignea cristiana e gli strumenti della Passione. Arrivati in piazza Matteotti si svela il Murale di Gilberto Carpo datato 1979, che intende glorificare il mestiere praticato dagli scalpellini del paese.

A tal proposito, gli scultori del granito rosa e il materiale stesso sono al centro delle esposizioni del Museo Granum a Palazzo Pretorio, uno spazio multimediale e interattivo diviso in quattro aree tematiche principali concernenti varietà di granito, rarità mineralogiche (rientra fra queste la Bavenite, minerale scoperto a Baveno nel 1901), mestiere e storia. Non è stato da meno Raffaele Polli, autoctono scultore autore del Monumento allo Scalpellino, un’opera realizzata interamente, ça va sans dire, in granito rosa.

E’ questo un modo per porre ulteriormente l’accento sull’importanza di una professione che ha plasmato l’economia di Baveno e per la quale il borgo è e sarà sempre riconoscente in afferenza al suo sviluppo complessivo. Come ogni paese che si rispetti, anche la perla del lago Maggiore possiede il suo palazzo di riferimento, il Municipio, ristrutturato negli anni ’70 e notabile per il porticato, anch’esso guarda caso in granito rosa, con cui è stato scolpito il biscione ubicato nel parco giochi del lungolago: i bambini ne vanno letteralmente matti e potrete provare anche voi ad arrampicarvi, pensando al fatto che Maggi – questo il nome del tenero “mostro” – vuol essere un emulo simpatico del più conosciuto Nessy di Loch Ness.

Insomma, Baveno fa compiere un pindarico salto nel passato (così si chiama una partecipata manifestazione natalizia che ricrea la vita di un tempo fra le strade e i rioni, riproponendo attraverso figuranti in costume le antiche pratiche dei mestieranti, impegnati a lavorare nelle loro botteghe o a cielo aperto) ma non sia mai che gli sia imputata la mancanza di attrezzature e siti moderni: l’Acquadventure Park e il Quad Lago Maggiore Experience smentiscono tutto e si configurano come aree di svago molto organizzate nelle quali sport e divertimento vanno a braccetto e sono indicati per tutte le età.

Non stupirebbe se Baveno, prima o poi, venisse eletta location per qualche pellicola cinematografica. Intanto ci ha pensato la casa di produzione Piccola Grande Italia a realizzare un documentario interamente dedicato alla cittadina, trasmesso tempo fa su Sky e disponibile alla visione sul sito ufficiale della PGI.

Come arrivare a Baveno: In auto si percorra l’Autostrada A8 in direzione laghi, sfociare nell’A26 e continuare verso Gravellona Toce fino a Baveno; la stazione di Baveno si trova sulla linea ferroviaria Milano – Domodossola; autobus diretti partono da Milano, Arona, Domodossola e Novara; a disposizione battelli e aliscafi della Navigazione Lago Maggiore; a 45 km si trova Milano Malpensa, l’aeroporto di riferimento collegato al comune per mezzo di navette bus attive da marzo a ottobre.
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