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Le foto di cosa vedere e visitare a Pralormo

Pralormo (Piemonte): visita al castello dei tulipani

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1986 abitanti e un corredo architettonico da facoltosa quint’essenza del Piemonte: così si presenta Pralormo, cittadina in provincia di Torino che tra Pianalto e Roero domina dall’alto di un colle trionfante.

La storia

Pratum ad ulmum era con tale nome conosciuta già nell’antichità per la sua tendenza ad accogliere olmi e querce in un territorio seminato a selva e urbanità, di grande interesse per le famiglie che dominavano il Duecento italico, ovvero i Signori di Anterisio e i Gorzano, questi ultimi proprietari scalzanti tutti gli altri dalle ex terre astigiane ma a loro volta scalzati nel secolo successivo dai Pelletta e successivi Roero, entrati in una spirale di contratti e acquisizioni comprensivi delle dinamiche feudali da sempre destabilizzanti per gli equilibri di un borgo come Pralormo, principessa da tutti contesa e ardentemente voluta.

La serpentina storica ha portato infine all’Unità d’Italia un contesto sabaudo fulcro del potere e direttore d’orchestra, proprio come fu il magnifico castello per Pralormo. E’ oggi il solo a poter testimoniare il travaglio del viatico che ha condotto il paese verso l’uniformità territoriale e il completo assorbimento alla lex taurinense, ove Pralormo si è guadagnata nel tempo stima, rispetto e maestosità d’arredo urbano.

Il Castello Beraudo

Oggi si considera la più bella di quel reame su cui lo specchio lacustre della Spina si pronuncia eleggendola figliol prodiga di un’area dal terreno vivo, architettonicamente vegeto e straordinariamente fecondo anche dal punto di vista elettivo. Le diramazioni stradali e i vicoli che derivano in viali e corsi sono canalizzati dalla centrale Piazza Vittorio Emanuele II dalla quale, discendendo, si arriva al Castello Beraudo datato XIII secolo: il grande vecchio di Pralormo ha subito modifiche che ne hanno ammodernato la veste, affrancandosi così dal rigido schema fossato-ponte levatoio (ergo medievale) per abbracciare una concezione più libera ed elegante cucita da un portico d’ingresso, uno scalone e, naturalmente, il motivo di massimo blasone, il giardino di rose estesosi a parco all’inglese realizzato dall’architetto Xavier Kurten e poi implementato dall’Orangerie dei fratelli Lefevre.

Nel suo complesso rinomato, il maniero s’offre quale attrattiva turistica dal forte richiamo botanico fomentato dalla mostra all’aperto "Messer Tulipano", che sfoggia le più raffinate specie floreali dallo spiccato gusto nobiliare votato alla policromia e alla bellezza del petalo più soffice. Per valorizzare a livello massimale l’esperienza di visita, sono state allestite le cinque rural suites, veri appartamenti d’impianto rurale che, avvolte dal parco e ospitate dal castello, permettono la temporanea permanenza del turista in un contesto puramente fiabesco, in un paradisiaco limbo di frontiera a pochi chilometri dal confine con le Langhe e il perimetro metropolitano di Alba, la città del Tartufo e del vino.

Cosa vedere a Pralormo

Non perdetevi, già che ci siete, la collezione di treni in miniatura del conte Edoardo Beraudo, uomo che caldeggiò giornalmente la sua anima fanciullesca alternando il proverbiale bon ton alla dolce lascivia della dimensione ludica.

Fra il castello e la Parrocchiale dei Santi Giacomo e Donato (del XIX secolo, conserva essa il pregevole organo a canne di Antonio Mola) si pone una torre di segnalazione anch’essa risalente al XIII secolo, mutata in torre campanaria e dotata di orologio. Alla Beata Vergine della Spina è dedicato un vero Santuario che celebra il momento in cui un’effige della Vergine venne graffiata all’altezza di un occhio da una spina provocandone un sanguinamento miracoloso osannato anche nella Festa religiosa del 15 agosto.

... Pagina 2/2 ... Tra i civici araldi del passato, rimane indissoluto e indissolubile Palazzo Ferreri, anche chiamato Ca’ d’Fassio, vecchio avamposto di guardia esistente fin dal ‘700 ma sottratto al mero destino militare dall’acquirente Alberto Ferreri, fautore di una laboriosa operazione restaurativa cui si deve il ricamo del parco e il recupero delle scuderie, preliminari alla costruzione ex novo del salone delle feste con volta a soffitto affrescata dai fratelli Mossello di Montà d’Alba.

Pralormo è unanimemente ritenuta una città verde che ha preferito alle briglie del progresso industriale una condotta molto più campestre, lungimirante poiché oggi parte del turismo abbordato vuole effettivamente un motivo di fuga che Pralormo può a rigor di logica offrire preparando opportuni itinerari volti all’escursionismo e alle gite fuori porta: che sia a piedi o in bicicletta, il suo hinterland si dimostra facilmente percorribile lungo tratti che assoggettano dolcemente sentieri anellari, allee votive e tracciati esclusivi – i Beicà an bike - per appassionati dei cicli a due ruote.

Eventi e manifestazioni

Gli abitanti riservano a precisi momenti dell’anno i propri luculliani intenti di divertimento, cosicché il popolare slancio può darsi sfogo rincorrendo l’ilarità del Palio dei Borghi tra fine agosto e inizio settembre, la Festa di Primavera a giugno, i tour enogastronomici di Corte e Cortili ad aprile, la Processione di San Donato seguita infine dalla Corsa del Carro di San Donato, tutte occasioni per fare bisboccia, onorare la tradizione e gustare i tesori culinari radicati nel tempo.

Un’immersione totale nella cultura enogastronomica è resa possibile dall’Hotel Lo Scoiattolo (impresa gestita con esperienza e gentilezza dai giovani coniugi Eleonora e Samuele), che nell’arco di tutto l’anno in una splendida cornice ricettiva costituita da un parco di 7.000 mq (ove si festeggiano peraltro matrimoni e anniversari) delizia i soggiornanti con prodotti rigorosamente a filiera corta, carne fresca piemontese, prelibatezze casearie e vini DOC di etichette certificate. In Hotel si può inoltre pernottare e godere di piscina all’aperto, area relax e persino area barbecue. Ebbene, anche questa è Pralormo, attenzione al visitatore, elogio al territorio.

Come arrivare a Pralormo

Dalla tangenziale di Torino bisogna uscire a Santena e seguire le indicazioni per Pralormo, oppure si percorrano la A6 Torino-Savona (uscita Carmagnola), la A21 Torino-Piacenza-Brescia (uscita Villanova d’Asti) e la A33 Asti-Cuneo (uscita Govone); la stazione ferroviaria di Carmagnola è la più vicina poiché dista dalla località appena 15 km, colmabili con il servizio GTT lungo la linea Torino-Poirino-Alba; l’aeroporto di riferimento è il Sandro Pertini di Caselle Torinese.


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