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Villadose (Veneto): visita alla cittadina del Polesine

Villadose, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Oltre 5.000 abitanti fanno di Villadose una valente damigella d’onore che esalta con continuità ormai secolare la regalità territoriale del Polesine, area che in provincia di Rovigo costituisce un chiaro vanto per il Veneto ricettacolo di oasi naturalistiche. Quest’ovario sacro della regione è solcato dalle serpeggianti acque dell’Adigetto, fiume che con ardimento divide Villadose in due parti, e dunque in altrettante zone soggette a itinerari turistici assai eterogenei.

Storia

Passi di bimbo ci portano però a esaminare preliminarmente la situazione dal punto di vista storico, risalendo gli anni fino al XIII secolo, quando troviamo una citazione latina probabilmente afferibile alla prima denominazione del borgo, Villa Ducis, che affrontò la guerra del sale tra Ferrara e Venezia già claudicante, uscendone abbastanza malandata ma per fortuna corroborata dal dominio veneziano perdurante fin al 1797. È a tal periodo che viene ascritta la costruzione seriale di residenze nobiliari ubicate tutte lungo l’Adigetto, dimore rustiche e non adibite alla tipica villeggiatura patrizia (più un must di paesaggi maggiormente ricchi di attrattive) affiancate a un’architettura rurale di cui rimangono principali esponenti le antiche corti a uso contadino provviste di stalle, campi, broli, vigneti e magazzini.

Cosa vedere a Villadose

Un ottimo compromesso fra i due stili abitativi viene ad honorem rappresentato dal rustico Cornera, struttura armonica e non radicale come la corte Penelazzo, il cui elemento di maggior spicco si evidenzia nel granaio porticato frontalmente al quale si staglia un frassino di ben 400 anni. Iniziare dalla marginalità campestre del paese è di fatto un buon modo di fare turismo nei luoghi in cui la fretta è stata bandita ormai da tempo immemore; meditatamente ci si avvicina fino a toccare la mole elegante del seicentesco Palazzo Patella (chiamato dagli autoctoni Ca’ Patella o anche Ca’ del Doge) – sede municipale che concilia l’imprinting veneziano con quello ferrarese offrendo due piani di stili differenti - enfatizzata dall’Oratorio Patella che lo fiancheggia fieramente ospitando nell’aula uno sbiadito affresco raffigurante una Madonna col Bambino.

Ci si trova così nel punto di demarcazione fra i due settori cittadini, ove l’Adigetto è superabile percorrendo il ponte a schiena d’asino che immette su Via Umberto I, sfociante in una piazza ove prospicia la Parrocchiale di San Leonardo, edificata nel 1790 e consacrata nel 1815 (il campanile è stato invece eretto nel 1901). L’incompletezza della facciata potrebbe apparire come una nota stonata del complesso, ma in verità c’è chi la vede come un tratto distintivo importante, un richiamo per i turisti che devono entrarvi per ammirare opere d’arredo quali l’altare della Madonna, la statua lignea di San Giuseppe scolpita dal Cadorin e la pala a olio ritraente la Sacra Famiglia recante come autore Riccardo Cessi. Superando l’altare ecco rivelarsi l’organo a canne datato 1985, recente ma comunque pregevole.

Uscire dalla parrocchiale significa inevitabilmente portarsi al cospetto di un’altra corte, la Barchessa, coacervo di lunghi porticati e file di magazzini di concettualismo marcatamente veneto. Appordiamo al gusto neoclassico interfacciandoci con il Rustico Suman, che palesa slanciate colonne tuscaniche, pilastri lisci e una robusta architrave. Corte Casalini include ben due barchesse da 23 e 15 arcate, che creano una scenografia ulteriormente implementata da una scala esterna a doppia rampa e una coppia di piccoli chiostri esagonali, di cui purtroppo oggi solo uno sopravvive. Con la Ca’ Tron si torna all’ottica rustica e per vederla ci si deve spingere fino al confine con Adria.

Eventi, sagre e manifestazioni

In summa, Villadose ha assunto negli anni un aspetto certamente edificante, ma molto si deve alla Centuriazione Romana operata nel territorio: una mostra a Palazzo Patella ne racconta sviluppi storici e fasi, mentre fra gli eventi che si svolgono in città il massimo tributo consiste nel Mercato della Centuriazione Romana, che a giugno promette la vendita di curiosi oggetti da parte di artigiani e commercianti rigorosamente in tenuta d’epoca, disfide gladiatorie e sfilate storiche. Altri appuntamenti da non lasciarsi scappare sono Villadose in Festa e l’Expo Motor Day nel mese di agosto.

Come arrivare a Villadose

Da Villadose passa la SR 443, che peraltro congiunge il centro urbano a Rovigo, ove è ubicata la stazione ferroviaria; per arrivare in autobus si consiglia la linea extraurbana Rovigo – Adria; l’aeroporto “Marco Polo” di Venezia dista ca. 93 km dalla località.

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