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CImadolmo (Veneto): il paese dell'asparago bianco sul Piave

Cimadolmo, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Cimadolmo, ovvero il “paese dell’Asparago bianco I.G.P.”. Ebbene sì, il borgo della provincia di Treviso si porta dietro un’etichetta davvero niente male di cui pochissimi comuni possono in vero fregiarsi. In Veneto l’Asparago bianco è ovvio sinonimo di eccellenza gastronomica e ne vanno fieri i 3.300 cimadolmesi, fautori diretti della Festa dell’Asparago Bianco di Cimadolmo I.G.P., che imperversa nel centro storico del comune per ben undici giorni fra aprile e maggio.

Storia ed origine del nome

Collocata lungo il Piave in posizione definita strategica nel passato romano, la località sboccia seriamente nell’aura dell’opera promulgata in epoca medievale dai monaci Nonantolani, rei di aver introdotto la particolare pianta dell’olmo (da qui l’etimologia del nome del borgo dal primigenio Cima de Ulmo) complice dell’assorbimento dell’umidità dal terreno.

La comunità ha dovuto strenuamente lottare per sopravvivere in una zona solcata da un fiume impetuoso e spesso soggetto a straripamenti, ne sa qualcosa l’antica Chiesa di San Silvestro Papa più volte ricostruita e sistematicamente distrutta dalle piene. Con l’erezione ragionata e necessaria della grande diga avvenuta tra il 1884 e il 1886, Cimadolmo ha finalmente potuto dar sfogo a un totale sviluppo esteso ai vari settori, alla cerealicoltura, alla viticoltura e alla lavorazione del giunco. Va detto che al tempo della disastrosa ritirata di Caporetto, il Piave si riempì di vittime proprio nel tratto che interessa il paese.

Cosa vedere a Cimadolmo

Oggi il turismo è quasi interamente incentrato sulla scoperta di una vasta area nella quale la coltivazione dell’asparago va naturalmente per la maggiore dando vita a numerose iniziative, mostre e itinerari volti a carpirne i segreti, le proprietà e le applicazioni in campo culinario. Il prezioso ortaggio è un germoglio che in quanto a sapore non ha eguali nella categoria e ogni anno la sua sagra è partecipatissima, una grande festa alla quale prendono parte anche molti forestieri e turisti provenienti dall’estero.

Costoro non si sottraggono ovviamente a girare il paese in lungo e in largo alla ricerca di chicche ed edifici da visitare, che in realtà non sono molti eppur quei pochi s’impregnano di un certo qualificante significato. L’attuale Chiesa di San Silvestro Papa con l’alto campanile a cuspide piramidale (non addossato bensì staccato di qualche metro dalla struttura ecclesiale), edificata nel 1924 e consacrata nel 1965, è il risultato di numerosi rifacimenti dovuti alle continue devastazioni del Piave, che non hanno risparmiato l’antica Pieve di San Maurizio (una dei primi edifici cristiani della zona) presso Stabiuzzo.

A ricordo di essa s’erge ora la Chiesa della Beata Vergine della Visitazione, gravemente danneggiata durante la Prima Guerra Mondiale ma ricostruita e ampliata nel 1948. In loco si dispongono la Chiesa di San Rocco, l’Oratorio di San Giovanni Battista, la Chiesa di San Michele Arcangelo in quel di San Michele di Piave e infine la Chiesa dei Santi Gaetano di Thiene e Santa Lucia nell’abitato di Grave di Papadopoli.

Come arrivare a Cimadolmo

Dall’Autostrada A27 si esce a Treviso Nord e si deve seguire le indicazioni per Maserada sul Piave; da Treviso partono gli autobus diretti al paese; l’aeroporto Antonio Canova di Treviso è quello di riferimento.

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