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Caporetto (Slovenia): il Museo, i luoghi della battaglia e cosa vedere

Caporetto, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

La Slovenia l’ha ribattezzata Kobarid, ma per tutti gli italiani è Caporetto, una località definita “storica” per le tragiche belliche vicende svoltesi in quel passato che ha visto imperversare la Prima Guerra Mondiale e, più localmente, la tristemente nota Battaglia di Caporetto. Proprio qui dove oggi sorge un agglomerato urbano di poco più di 4.000 abitanti, ameno nel suo perdersi nell’alta valle dell’Isonzo (attraversata dall’omonimo fiume), tra il 24 ottobre e il 27 novembre 1917 si verificò il disastroso ritiro delle truppe italiane impegnate in guerra contro le milizie austriache, un cedimento che ha segnato profondamente l’esercito tricolore e il bilancio delle vittime cadute.

I luoghi della battaglia di Caporetto

Per questo motivo nell’area urbana sono presenti un museo dedicato ai fatti guerreschi, il Kobariski Muzej (vi si trovano esposti oggetti, fotografie e materiale multimediale, inoltre si colloca in una zona che fu teatro di guerra, ergo offre la possibilità ai visitatori di far tappa nei diversi campi di battaglia ascoltando le spiegazioni delle guide, disponibili in sei lingue) e, soprattutto, un vero e proprio mausoleo ove riposano le spoglie di ben 7.014 militi italiani: si tratta del Sacrario militare di Caporetto, altresì detto Sacrario di Sant’Antonio, la cui costruzione venne ultimata nel 1938 e inaugurata da Benito Mussolini.

L’edificio si trova ubicato sulla cima del colle Gradič, presenta un piazzale frontale raggiungibile dal centro cittadino percorrendo una strada costellata dalle stazioni della Via Crucis, è di forma piramidale a pianta ottagonale e annovera la Chiesa di Sant’Antonio da Padova, la cui consacrazione risale al 1696. Caporetto è appartenuta al Regno d’Italia dal 1920 al 1947, prima di essere annessa alla ex Jugoslavia e successivamente (e definitivamente) alla Slovenia.

La salita al colle offre solo un assaggio di quello ch’è lo splendido patrimonio naturalistico intrinseco del paesaggio circostante Caporetto, un hinterland dominato da prati verdi e corsi d’acqua considerati reali attrazioni come l’Isonzo e la magnifica cascata Kozjak inserita all’interno di un poetico anfiteatro roccioso letteralmente scolpito dalla natura. Vi si accede attraverso un sentiero di circa 5 km che tocca anche il Ponte di Napoleone, un rifacimento di un ben più vecchio esemplare collegante la sponda sinistra e la sponda destra del fiume Isonzo (Soca). L’itinerario unisce la contemplazione alla riflessione in un amalgama su cui trionfa la conoscenza del territorio, di cui fa parte il Museo etnologico Od Planine do Planike, esposizione del vivere contadino ch’è al contempo vetrina casearia del Planika, nel cui negozio è possibile acquistare il celebre formaggio Tolminc, riconosciuta prelibatezza locale.

Altre cose da fare e vedere

Il Tonokov Grad è invece un’altura rocciosa che ha visto avvicendarsi fra l’età del Rame e il Medioevo una moltitudine di insediamenti, compreso un antico villaggio che oggi si presenta sottoforma di poche ma significative rovine ascrivibili alle vecchie chiese e al castello un tempo punto di riferimento della vallata. A nord ovest del paese s’apre la meraviglia incommensurabile del Parco Nazionale del Tricorno, l’unica area protetta della Slovenia capace di accogliere una media di un milione e seicento mila visitatori ogni anno.

La zona di Kobarid è famosa per le possibilità di praticare sport acquatici come rafting e Kayak sulle fresche acque del fiume Soça, e cioèdell'Isonzo. Il fiume in questa zona scorre in una valle stretta, quasi un canyon reso spettacolare dalle rocce bianche e dalle acque turchesi del fiume.

Eventi, feste e manifestazioni

Tra le 33 località in cui si suddivide il comune, Dresenza (o Drežnica in sloveno) appare certamente fra le più rappresentative, esattamente come il Carnevale che il piccolo villaggio ospita a febbraio. Esso concerne una tradizione molto antica di chiara origine pagana, protagonista della quale risultano giovani celibi impegnati in una festosa processione in maschera che porta gioia, danze e canti in tutto il paese.

Come arrivare a Kobarid

In auto si può arrivare al paese passando dal valico di GoriziaNova Gorica prima di intraprendere la strada per Tolmin, oppure uscire a Udine dall’autostrada, dirigersi verso Cividale del Friuli e poi passare per il valico di Stupizza appena superato San Pietro al Natisone; la stazione ferroviaria più vicina è quella di Cividale, collegata alla località dagli Autoservizi Rosina; l’aeroporto di riferimento è quello di Lubiana-Brnik, distante 67 km dalla località.

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