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Combai (Veneto): visita al paese delle castagne

Combai, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Ai piedi delle Prealpi bellunesi e circondata dagli ameni paesaggi della provincia di Treviso si trova Combai, frazione di punta del comune di Miane attorniata da sconfinati castagneti che costituiscono una fondamentale risorsa economica.

Il Marrone di Combai

Il perché risulta facile da intuire: questi boschi secolari sono forieri di castagne, e qui in particolare tale prodotto ha acquisito nel tempo un blasone giustificato dalla sua qualità certificata con marchio IGP. È il Marrone di Combai, favolosa e allettante perla agreste letteralmente portata in trionfo durante le tre settimane di un autunno “caldo” nel quale la festa rappresenta il clou della stagione nella sua parentesi fra ottobre e novembre.

La Festa dei Marroni di Combai è un tripudio di sapori, artigianato, gastronomia, sport e cultura in grado di ravvivare enormemente la tranquilla vita di un borgo abituato a non lasciarsi sfuggire i motivi di aggregazione. Il Sentiero dei Marroni si interseca con la Strada del Verdiso, segmento della mitica Strada del Vino Prosecco collegante Conegliano a Valdobbiadene: non solo castagneti, allora, ma una fermentante distesa di vigneti che compone l’altra bella faccia della medaglia in un Veneto a tinte enologiche.

L’antica Combajo, sviluppatasi prevalentemente a partire dal Medioevo, è un luogo prevalentemente allegro ma geloso della quiete che si respira. Il suo viatico storico non ha subito grossi scossoni, eccezion fatta per gli episodi che hanno portato al tempo della Grande Guerra alla costruzione sofferta della cosiddetta Strada de la Fan, voluta dagli Austriaci per offrire un supporto logistico alle movimentazioni di armi e munizioni. Questa strada costò sudore e sacrificio agli abitanti di Combai, costretti a lavorare all’opera patendo fame e stenti (fan significa infatti fame).

Cosa vedere a Combai

I combaioti hanno nei secoli confezionato una sorta di bomboniera ch’è un vanto per il territorio collinare, un gioiello che possiede un appeal turistico da meditazione, fuori dai caotici circuiti avvezzi alla massa. Una passeggiata per i ridenti vicoli di Combai porta ad ammirare in primis la Parrocchiale di Santo Stefano, costruzione di fine Quattrocento riconsacrata due volte, nel ‘600 e nell’800. Esteriormente può sfoggiare un’interessante facciata a capanna neoclassica, all’interno una misoneista struttura a tre navate entro la quale giace una pregevole pala della Santissima Trinità eseguita dal Frigimelica.

La Chiesa di Ronch è oggi conosciuta come Santuario della Madonna Addolorata, anch’esso luogo di culto di concezione neoclassica, sorto nel 1856 e location di una festa religiosa che vede la statua della Vergine portata in processione ogni terza domenica di settembre. Poco distante in località Serra sta la Chiesa di San Michele, fondata in epoca presumibilmente trecentesca da un gruppo di monaci esiliati dalla vicina Abbazia di Follina. A sudovest del centro urbano sorge un po’ nascosto il vetusto Borgo Cormellere, esistente fin da prima del X secolo e rispettoso di un rigoroso impianto medievale che annovera un cortile, un pozzo e un forno riuniti entro una corte centrale circondata da tipiche abitazioni dotate di ritonda (cucina di forma semicircolare con annesso focolare) e piol (ballatoio porticato con parapetto in legno).

I dintorni e il Bosco Incantato

Se si ha voglia di organizzare in loco una stimolante escursione, allora si avrà una possibilità in più, ovvero recarsi in visita alle meraviglie dell’hinterland, che in pochi chilometri svela architetture come il Castello Brandolini Colomban a Cison di Valmarino, la Pieve di San Pietro a Feletto e il Santuario della Madonna del Carmine, vicinissimo poiché si trova a Miane, raggiungibile lungo un itinerario a piedi che attraversa il Bosco Incantato, dove la natura convive con folcloristiche sculture che chiamano in causa miti e leggende di queste terre.

Come arrivare a Combai

Al paese si arriva percorrendo l’Autostrada A27 e uscendo a Vittorio Veneto Nord, da cui bisogna seguire le indicazioni che conducono prima a Cison di Valmarino, conseguentemente a Follina e Miane; la stazione ferroviaria è a Vittorio Veneto e da qui bisogna proseguire in autobus sulla direzionale Follina-Cison-Miane; l’aeroporto di riferimento è quello di Treviso.

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