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Le foto di cosa vedere e visitare a Cimego

Cimego (Trentino): il borgo tra i paesaggi della valle del Chiese

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Cimego, 400 abitanti, Trentino Alto Adige: è la sintesi essenziale di un paese che ha ben oltre da rivelare ai turisti rispetto a informazioni "sulla carta". In quanto borgo, conserva testimonianze attinte da una storia che arriva a toccare le corde più antiche tenuto conto delle epigrafi romane rinvenute in loco (che fanno supporre che Cimego fosse un centro minerario).

In quanto località, il suo risveglio da un torpore economico preoccupante è avvenuto soltanto una quindicina di anni fa grazie alla decisione in ambito comunale di investire risorse in un territorio da valorizzare urbanisticamente con infrastrutture e servizi, in modo da incasellarsi in un hinterland armonioso dalla natura incantevole che ammanta l'intera Valle delle Chiese.

Il comune sorge su un declivio a terrazza in una condizione alquanto isolata, calcolando che il centro abitato dista 60 km da Trento e Rovereto, e 80 km da Brescia. Inoltre, il paese viene diviso in due parti dal rio Salùm e conta tre contrade: Quartinago, Balbarone e Castel Condino, tutte a oltre 500 metri sopra il livello del mare (Castel Condino arriva a 800).

Disposte in queste tre aree, si possono ammirare la chiesetta di Sant'Antonio Abate e la chiesa parrocchiale di San Martino con campanile di granito a torre. Un buon apparato religioso, ma non è questa la miglior attrattiva per chi giunge in zona. Punta di diamante che racchiude storia, cultura e naturalismo vissuto è il Sentiero Etnografico Rio Caino, un ecomuseo a cielo aperto da visitare in ca. quattro ore di passeggiata: esso offre la possibilità di ammirare da vicino manufatti derivanti da antichi mestieri, ivi comprese strutture un tempo funzionali come la fucina per la lavorazione del ferro e il vecchio mulino.

Il perfetto connubio di storia, scienza e magia confluisce nell'Orto della Strega, che rievoca le vicende di Brigida, accusata di stregoneria dall'Inquisizione e conseguentemente arsa viva nel 1470.

Un salto temporale catapulta il passeggiatore al periodo della Grande Guerra, con le trincee scavate dall'esercito italiano, la calchèra, la carbonaia, un roccolo per l'uccellagione e una vecchia malga Caino.
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I campi e le terre intorno a Cimego rappresentano il frutto di un duro e faticoso lavoro mandato avanti negli anni da una classe contadina instancabile, civiltà che oggi rivive nella famosa Casa Marascalchi, completamente restaurata. L'edificio è di fatto un museo che illustra un bagaglio di costumi, abitudini e tradizioni di matrice popolare, espressi dalla conformazione dell'abitazione e dagli attrezzi agricoli e casalinghi presenti al suo interno.

La Valle delle Chiese infonde davvero molti stimoli al turista, indotto a scoprirne qualunque aspetto possa risultare interessante. Eventi e manifestazioni qui si concentrano nel bimestre dicembre-gennaio: nel mese del Natale fioccano i mercatini caratteristici e, su tutti, il presepe più grande del Trentino, che il 27 dicembre a Brione, sopra Condino, coinvolge oltre 120 figuranti, altrettanti collaboratori e migliaia di persone in visita.

A gennaio spazio agli amanti delle alture, con Ciaspolandia (evento sportivo non competitivo), Notturna in Trivena e un'uscita sotto il cielo stellato a Campantich de Not con sci o racchette da neve.

Per scaldarsi, niente di meglio di una buona polenta, piatto tipico della cucina locale, ricca di chicche gastronomiche che insistono in particolar modo sulle infinite varianti della "colata gialla" apprezzata in Trentino: come non assaggiare la polenta crauti e cotechino, oppure farcita con selvaggina, coniglio e spezzatino, o ancora con baccalà nella sua curiosa versione mare. Le strutture ricettive e gli agriturismi sparsi nel territorio assicurano qualità e comodità in parallelo alla voglia di scoprire Cimego e i comuni limitrofi così tanto prodighi di bellezza e rusticità.

Maggiori informazioni su CImego e i suoi dintorni: www.visitchiese.it
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