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Le foto di cosa vedere e visitare a Navelli

Navelli (Abruzzo): visita al borgo e all'altopiano dello zafferano

Altopiano e Piana recano il suo nome a indicare il forte ascendente che una località di questo tipo – inserita meritoriamente nel circuito de I borghi più belli d’Italia - può specificare in un territorio proverbialmente aspro come quello abruzzese. Eppure Navelli non è che un piccolo paesello misoneista di 562 abitanti a 30 km ca. dal capoluogo regionale, L’Aquila, inscritto in un’area in cui si rivela armoniosa quanto preponderante la convivenza di possenti rilievi organizzati in catene plasmate dalla natura più feroce e magnetica, i Monti della Laga, la Majella e i Monti della Meta, non tralasciando ovviamente le Montagne del Morrone e il maestoso Gran Sasso.

Cosa vedere a Navelli

Navelli ha conservato un carattere rurale molto forte, maturato in un Medioevo che ha impresso una marcata impronta. E’ l’epoca dell’origine del borgo, risultato della fusione di sei distinte realtà in passato coincidenti con altrettanti villaggi che portavano i nomi di Villa della Piceggia Grande, Villa della Piceggia Piccola, Villa del Plano, Villa di Turri, Villa di Santa Lucia e Villa del Colle, tutti abitati imbastiti su costruzioni religiose di riferimento, di cui è rimasta pressoché intatta la Chiesa di Santa Maria in Cerulis.

La sintesi antica si traduceva dapprima in un castello che spiccava per magnificenza soprattutto in relazione alla grande torre mutata in campanile durante il Rinascimento. La Rocca, o meglio i suoi ruderi, hanno dato adito all’edificazione del Palazzo Baronale, propriamente denominato Palazzo Santucci e costruito nel 1632 per volere di Camillo Caracciolo, uno dei tanti feudatari che si alternarono fino al 1806, anno dell’abolizione del regime feudale.

Oggi è questo ibrido fortilizio che domina il nucleo urbano di Navelli, pertanto si consiglia vivamente ai turisti di visitarlo per ammirare un impianto molto classico che annovera un ampio cortile con pozzo centrale, una grande scala a due rampe e un loggiato, oltre a quel che resta del tracciato segnante il primigenio fossato. Il corredo architettonico s’infoltisce di perle tutte da vedere e quale miglior modo se non quello di darsi a una camminata in grado di riempire un’intera giornata? Il borgo intero merita attenzione, il clamore dell’obiettivo fotografico e lo stupore espresso con occhi ben sgranati che si posano sulle meraviglie di Navelli.

Si analizzino in primis gli antichi ingressi al centro storico, quattro Porte che sono San Pelino, Macello, Santa Maria e Villotta, oltre le quali s’apre un concilio di edifici civili alquanto interessanti: del Palazzo Santucci abbiamo già parlato, mentre da citare quasi alla stessa stregua sono il neoclassico Palazzo Piccioli, il seicentesco Palazzo Francesconi con annessa la Cappella di San Pasquale, il quattrocentesco Palazzo Onofri e, infine, Palazzo de Roccis, accanto al quale sorge la Chiesa della Madonna del Rosario. Gli ecclesiali esempi fioccano e tra questi fanno la loro bella figura la Parrocchiale di San Sebastiano, fusione degli stili barocco e neoclassico, la Chiesa del Suffragio, gli oratori di San Nicola e della Confraternita del Gonfalone, poi ancora le chiese di San Girolamo e della Madonna di Loreto, più le cappelle di San Gennaro e San Rocco, tutte in stile rinascimentale.

Navelli possiede una propria “appendice” posta in sopraelevazione, la frazione di Civitaretenga, riconoscibile fino al 2009 dalla torre civica, poi andata distrutta a causa del violento terremoto verificatosi quell’anno. E’ invece ancora ben caratterizzante il ru busc, cioè il ghetto ebraico nel quale un tempo prendeva posto una sinagoga poi trasformata in Palazzo Perelli. Il borgo fortificato ha paradossalmente risentito molto del sisma, ma il trittico di chiese fuori le mura è sopravvissuto: ne fanno parte la Parrocchiale di San Salvatore, l’ex Convento di Sant’Antonio da Padova e la Chiesa di Sant’Egidio.

Eventi, sagre e manifestazioni

Tornando alla peculiarità di Navelli, la intendiamo come un solido bagaglio di tradizioni e folclore che toccano vividamente le corde dell’orgoglio gastronomico, se si considera che nell'altopiano della Piana di Navelli viene coltivato in maniera intensiva il pregiatissimo Zafferano dell’Aquila DOP, esportato in tutto il mondo. Per celebrarne la produzione, nel borgo viene organizzata ogni agosto una partecipatissima manifestazione enogastronomica, ovverosia la Sagra dei Ceci e dello Zafferano, che in un solo fine settimana attrae una fiumana di gente, ca. 10.000 persone. Collaterale ma divertentissimo è un evento sottilmente parodico, cioè il Palio degli Asini che vuole fare il verso al celeberrimo Palio di Siena. La Festa della Madonna dell’Arco si congiunge al Vivi il Tratturo, un’iniziativa che intende valorizzare gli antichi cammini campestri.

Come arrivare a Navelli

Raggiungere Navelli in auto è particolarmente agevole se si parte dall’Aquila percorrendo la SS 17 in direzione Popoli; in treno bisogna arrivare alla stazione di Pescara Centrale e poi salire sull’autobus delle autolinee Arpa che procede verso L’Aquila; l’aeroporto più prossimo è quello di Pescara, che dista da Navelli ca. 63 km.

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