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Castell'Umberto (Sicilia): visita alla cittadina sui monti Nebrodi

Castell'Umberto, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

In posizione mediana fra l’antico e il moderno, Castell’Umberto non vive di grosse pretese né particolari vanti, preferendo presentarsi al turista in qualità di paese piccolo, semplice e adeguato alla soddisfazione delle esigenze di chi si aspetta una Sicilia ospitale. Il borgo è di quelli che tendono le braccia in segno di amicizia, richiamando quanti desiderano farsi cullare dalla bellezza di un territorio affascinante come il comprensorio dei Monti Nebrodi, ponte fra terra e mare, rete di itinerari avventurosi a 90 km da Messina (il suo capoluogo di provincia) e 150 da Palermo.

La cittadina ingloba due nuclei urbani distinti, l’uno a rappresentanza del passato, l’altro fiero cavaliere su quel destriero indomito chiamato modernità. Il suo nome è un’esplicita dedica al principe Umberto I, ma va evidenziata un’origine battezzata con un altro nome, Castanìa, oggi riconoscibile nell’area del centro storico. Proprio le origini di Castell’Umberto sono avvolte da una misteriosa nebulosa di ipotesi più o meno azzardate che sono la naturale conseguenza di un’invalicabile latitanza di fonti e informazioni.

Storia e leggenda

Ecco allora che alcuni valenti studiosi hanno individuato i fondatori del borgo nei mitici sopravvissuti troiani capeggiati da Enea, il principe che sembra abbia influito nella primigenia denominazione, Castrum Aeneae, la cui declinazione ha portato a coniare il termine arcaico Castanìa. È questa la teoria più suggestiva, ma ne esistono molte altre. Certamente, dati molto più palpabili provengono dal Medioevo, scandito dalle conquiste normanne a scapito degli occupanti arabi, via via scalzati dall’operato di sovrani come Ruggero D’Altavilla.

Con la dominazione sveva iniziò la sequela di famiglie entro il sistema feudale, sicché si avvicendarono casate quali i Barresi, i Lanza e i Taranto, questi ultimi sostituiti poi dai Paternò a partire dal 1460. Subentrarono infine i Tornabene e i Sollima, che contribuirono a rendere Castell’Umberto una sorta di città-giardino, considerata l’armonia in cui coabitano nel centro urbano aree verdi e zone ad alta densità architettonica ma che hanno conservato solidamente l’impianto medievale.

Cosa vedere a Castell'Umberto

Fulcro del paese è Piazza IV Novembre, luogo d’incontro di persone ed edifici significativi, su tutti la Chiesa Madre. Sorta nel 1931, è costruita in cemento armato con rivestimento in arenaria e risulta riconoscibile per la presenza del campanile con copertura a piramide e un concerto di 11 campane presenti in cella. Al suo cospetto vengono fuori notevoli decorazioni ed elementi ornamentali, la vetrata istoriata, le sculture e all’interno a tre navate il crocifisso ligneo, gli altari, il gruppo marmoreo dell’Annunciazione, il fonte battesimale in marmo rosso e molti affreschi come l’Assunzione della Vergine dipinto da Giuseppe Francini.

Di ritorno sulla piazza, fa bella mostra di sé un altro pregevole edificio, Villa Sandro Pertini, in prossimità dell’ingresso al Parco delle Rimembranze che accoglie la Casa del Fascio, un centro congressi, viali formati da Cedri del Libano, un campo da tennis, una piscina e un’area giochi per bambini. Anche la piccola Chiesa di Santa Croce si fa apprezzare non tanto per la sobrietà estetica quanto per ciò che è serbato all’interno, una statua marmorea della Madonna e un crocifisso in legno seicentesco. In contrada Sfaranda si trovava la Chiesa di Maria Santissima Annunziata, demolita nel 2010 a causa di eventi di natura climatica che ne avevano irrimediabilmente compromesso l’integrità strutturale.

Finora si è esplorato il lato moderno di Castell’Umberto, ma topiche attenzioni vanno riversate sulla parte antica, Castanìa, sovrastata dal Castello bizantino, impostato su uno schema impiantistico tipicamente medievale. Seguendo il sentiero che discende il colle si arriva alla Chiesa di Santa Barbara, fondata sicuramente prima del 1472, che si fregia di tre sommi altari dedicati rispettivamente a Santa Barbara, San Gaetano e Santa Lucia. Da apprezzare la prominente cuspide del campanile, elemento costituito da maiolica di Naso di colore giallo-ferraccia utilizzata anche per altre costruzioni religiose. Solo pochi passi e si rivela in tutto il suo antico splendore il Convento Domenicano che si accosta alla Chiesa di San Vincenzo.

Poco lontano, ecco quello ch’era il centro nevralgico del vecchio paese, U Chianu a Vucciria, raccontato come luogo di espiazione e torture in seguito a processi popolari ma in verità punto di mercato e chiacchiere in aggregazione. La funtana a chiazza fungeva da luogo di ristoro per pellegrini e viaggiatori nonché loco di ritrovo per le massaie che qui lavavano i panni. Ricca si mostra la Chiesa di San Francesco, comprendente un’unica navata e un abside quadrangolare, coro ligneo, cantoria con organo a canne e sagrestia. Tanti gli affreschi che occupano la superficie del soffitto e le pareti, 5 gli altari rilevabili. Della Chiesa di San Nicola rimangono ormai pochi resti.

I dintorni e la Pineta

Abbandonando l’articolato centro urbano, si arriva in pochissimo tempo al Parco Ecologico di Piano Collura, un’oasi naturalistica di pace e armonia nella quale si trovano vecchie querce, un laghetto artificiale, placidi boschetti e una fauna molto viva di cui fanno parte anche i rapaci irrecuperabili, ospitati in una voliera poiché impossibilitati a fruire della piena libertà. Le specifiche aree attrezzate sono spesso occupate da amanti del pic-nic e delle grigliate in compagnia.
Inscritta nel progetto Wildlife è la folta Pineta di Castell’Umberto.

Eventi, sagre e manifestazioni

Manifestazione principe dell’abitato è a novembre il Palio di San Martino, una due giorni nella quale si assiste alla celebre e coinvolgente Corsa delle Botti potendo anche degustare prodotti di primo livello della terra sicula come i maccheroni al ragù di carne di maiale, le tagliatelle alla nocciola e i frittuli, evinti dalla tradizione povera e assurti a eccellenza del territorio.

Come arrivare a Castell'Umberto

In auto da Messina occorre procedere sull’Autostrada A20 Palermo – Messina, uscire a Brolo/Capo d’Orlando Est e continuare sulla SS 113, poi a Sinagra immettersi sulla SP 146 bis e continuare lungo la SS 116 fino alla località; la stazione ferroviaria più prossima si trova a Capo d’Orlando, collegata dagli autobus extraurbani dei servizi Magistro ed Etnatrasporti; Catania Fontanarossa e il “Falcone Borsellino” di Palermo sono gli aeroporti di riferimento.

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