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Roccapalumba (Sicilia): la storia, l'osservatorio e la visita alla cittadina

Roccapalumba, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Ai piedi della Rocca, sovrastante massiccio a carattere dolomitico che sembra essere da secoli un habitat perfetto per nidiate di uccelli, si trova il comune di Roccapalumba, una località che in provincia di Palermo in Sicilia conta all’incirca 3.000 abitanti.

Storia

Fondato nel Seicento dalla principessa Maria Anzalone Orioles, il paese si crogiola a ben vedere in un territorio lievemente collinare pervaso da una distesa boschiva che infonde molto verde ricamando un paesaggio gradevole specialmente per un clima mite un po’ in tutte le stagioni, certamente favorevole per le visite dei forestieri. Non pago, ha ottenuto il riconoscimento di “territorio a vocazione turistica” secondo decreto del 2011 emanato dall’Assessore della Regione Sicilia per il Turismo, lo Sport e lo Spettacolo.

Osservatorio e planetario

Roccapalumba è soprannominato il “paese delle stelle” per il suo impegno nella divulgazione delle conoscenze astronomiche. Nel centro urbano sono infatti ubicati due osservatori, uno che si trova in contrada Pizzo Suaro mentre l’altro s’inserisce nei locali dell’ex scuola elementare di Regalgioffoli ed è molto interessante per l’elioplanetografo che custodisce: questo strumento è considerato l’antenato meccanico del planetario ed è in grado di ricreare fedelmente il moto dei pianeti ma perfino del sole e della luna, inoltre riproduce l’alternarsi del giorno e della notte, delle stagioni nonché le fasi dei vari pianeti.

Il planetario moderno "Francesco Nicosia" è comunque la vera attrazione di Roccapalumba, un gioiello molto visitato sia da gente comune che da illustri studiosi.

Cosa vedere a Roccapalumba

Il borgo, nonostante questi rilevanti spunti di emancipazione turistica, è rimasto sempre uguale a se stesso, una realtà comunale tranquilla ma al medesimo tempo socialmente effervescente, affezionata a tutto ciò che di fatto rappresenta il patrimonio locale. Di esso fanno naturalmente parte le belle chiese disposte dentro e fuori l’abitato, a cominciare dalla Chiesa Madre dei Santi Pietro e Paolo, che aprì ufficialmente i battenti nel 1641 sfoggiando da subito un’imperiosa torre campanaria con elegante cupola in cima. L’abside dell’edificio, un tempo ricco di arredi, oggi si presenta piuttosto minimale anche per via dei tanti restauri che la chiesa ha subito nel tempo. È ancora presente l’altare maggiore in marmi policromi con la sua pala che ritrae i Santi Pietro e Paolo al Concilio di Gerusalemme, dipinta nel 1844 da Ilderigo Panepinto.

A entrambi i lati giacciono le statue di Santa Lucia e della Madonna delle Grazie, vi è poi il Crocifisso datato XVII secolo e il gruppo scultoreo policromo di San Giuseppe col Bambino, risalente al secolo successivo, il Settecento. Altre opere d’indubbia rilevanza concernono la Madonna del Rosario con San Domenico e Santa Caterina da Siena, più la Madonna di Loreto con San Francesco. Nella sacrestia prendono posto un fornito Archivio Storico e l’Antica biblioteca. Si prosegue con lo Stipo monetario e l’ostensorio in argento, ambedue settecenteschi, con la spettacolare Tila a far da protagonista all’ostensione durante la Settimana Santa.

Non ci fermiamo qui, poiché vanno assolutamente visitate altre due belle strutture sacre. La prima è la Chiesa di Maria Santissima della Luce, sorta sulla Rocca nel luogo dove, stando alla leggenda, venne rinvenuta l’immagine miracolosa della Vergine col Bambino. Il tempio annovera i resti dell’abside, due nicchie, diverse maioliche del pavimento e una botola d’accesso alla cripta. Negli anni ’30 del Novecento ha visto la luce nei pressi dell’edificio una chiesa più moderna, ampia e luminosa, serbante il simulacro della Madonna della Luce.

Dal 1781 si fa ammirare la Chiesa di Santa Rosalia, ma un rifacimento va ricondotto agli anni ’70 del XX secolo: inalterato è rimasto il campanile a vela e all’interno del luogo sacro le icone di Santa Rosalia, San Giovanni e la Madonna dell’Incontro.

Al feudatario Emanuele Avellone si deve la costruzione di diverse strutture che portano il suo nome, Palazzo Avellone e i Magazzini Avellone su tutti. Nel borgo sono altresì visibili alcuni significativi lavatoi pubblici (di cui uno risalente addirittura al ‘500) e il Mulino idraulico Fiaccati. Palazzo Moncada è un’elegante residenza settecentesca voluta al tempo dai principi Larderia e di esso colpiscono immediatamente i cinque balconi in facciata e la loggia fenestrata.

Sviluppato su due livelli, ospita nel solo piano nobile dieci sale dipinte da Ettore Vacca e il bel Salone delle Arti riccamente decorato. Un particolare tour porta il turista a costeggiare il Muro Monumentale realizzato nel 1992 per rendere omaggio all’incursione garibaldina in Sicilia: i tre murales presenti, infatti, ritraggono l’Eroe dei due mondi a cavallo, l’arruolamento di alcuni roccapalumbesi tra le fila dei Mille e la pergamena con gli ottanta nominativi scelti.

Per chi ama i treni e la loro storia, ecco il M.A.I.F. – Museo di Archeologia Industriale Ferroviaria, esposizione che si concentra su fotografie, congegni meccanici e piani ferroviari. È collocato presso la Stazione ferroviaria di Roccapalumba.

Eventi, sagre e manifestazioni

A metà ottobre si tiene fra le strade del borgo l’annuale Sagra Opuntia ficus indica, grande festa che celebra il frutto principe del paese (il ficodindia), evento largamente partecipato e ormai conosciuto a livello nazionale.

Come arrivare a Roccapalumba

Roccapalumba si trova a 60 km da Palermo ed è raggiungibile dalla strada a scorrimento veloce Palermo-Agrigento, uscendo al bivio di Manganaro; il paese possiede una propria stazione ferroviaria, ch’è a 5 km dall’abitato ed è collegato tramite autobus extraurbani; l’aeroporto di riferimento è il “Falcone Borsellino” di Palermo.

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