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Zafferana Etnea (Sicilia): la cittą porta d'accesso all'Etna

Zafferana Etnea, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

È alle pendici orientali dell’Etna che il paese di Zafferana Etnea trova la sua pittoresca collocazione. Il vulcano attivo più grande del Vecchio Continente sembra infondergli quell’energia necessaria a risuonare nel panorama turistico proprio della bella Sicilia.

Qui, in provincia di Catania, questo ruspante “borgo” di oltre 9.000 abitanti appaga chiunque voglia varcarne i labili confini, certo di compiere una più che soddisfacente immersione nella bellezza sicula divisa fra splendidi paesaggi, scorci naturalistici eccelsi e un territorio che incrementa la proposta di viaggio unendo gli spiriti selvaggi della Valle del Bove, della Val Calanna e della Valle San Giacomo, le tre lucide anime del Parco Regionale dell’Etna. La ciliegina sulla torta è per Zafferana Etnea il suo potersi porre come placida terrazza sulla costa jonica, in posizione mediana fra mare e montagna, semplicemente una collocazione geografica idilliaca, anche per il fatto che le distanze dai maggiori centri urbani dell’isola sono tutt’altro che proibitive: da Catania la cittadina è separata da appena 24 km e 80 da Messina.

Storia ed origine del nome

La “perla dell’Etna” evince il proprio nome, come si può facilmente intuire, dalla massiccia coltivazione di zafferano praticata soprattutto in passato: lo stesso termine deriva dall’arabo zaufanah, che significa “giallo”. Il paese prende vita con la fondazione del Priorato di San Giacomo, avvenuta intorno al 1387, sicché il neosorto monastero fece da punto di riferimento per l’insediamento dei primi abitanti e pure per i pellegrini fino al suo totale crollo nel 1693 a causa dello spaventoso terremoto scolpitosi in maniera tristemente irruenta nelle memorie del funesto periodo.

I dintorni di Zafferana sulle pendici dell'Etna

L’elezione a Comune venne decretata nel 1826 da Francesco I, che unì in un solo contesto urbano molteplici realtà. La storia di Zafferana fu in più occasioni permeata da violenti fenomeni eruttivi e scosse sismiche purtroppo recanti ingenti danni, l’ultima delle quali si verificò in contemporanea alla colata di lava nel 1993.

Nella fortuna e nella sfortuna, l’Etna ha suo malgrado sempre dettato i tempi della vita nel borgo, ma resta anche una delle maggiori attrattive dell’area nonché protagonista di itinerari ancor oggi percorsi da appassionati escursionisti. Di tracciati se ne contano tanti, tipo il sentiero natura Acqua Rocca degli Zappini in partenza a Piano del Vescovo ove si registrano in quota 1.375 metri d’altitudine, itinerario finalizzato all’attraversamento della più bella faggeta di zona e all’arrivo alla sorgente d’acqua meglio conservata di queste ricche terre.

Il sentiero natura La Valle del Bove stuzzica l’interesse vulcanologico portando ad ammirare la Serra Giannicola Grande nella quale s’inanellano i dicchi, lunghi muraglioni rocciosi d’imponente presenza. Di più ripida percorrenza è il sentiero Monte Zoccolaro, le cui salite conducono a luoghi ideali per rimirare panorami da urlo e praticare il birdwatching nel tentativo spesso felice di scorgere in volo sinuosi rapaci e, specialmente, l’aquila reale.

Il sentiero Ilice-Monte Fontana ha l’obiettivo di far visita al leccio ottocentenario dai 30 metri d’altezza, facente capolino tra gli arbusti di una rigogliosa foresta d’antica origine. Il sentiero Valle di San Giacomo-Scalazza porta a una mulattiera storica, appunto la Scalazza, che penetra in un fitto bosco di castagni essendo però interamente lastricata e in grado di coprire un dislivello di 500 metri. Il sesto e ultimo sentiero da segnalare è il Val Calanna, che serpeggia fra le colate laviche verificatesi a inizio anni ’90, ergo molto suggestivo.

Cosa vedere a Zafferana Etnea

Addentrandosi nel cuore di Zafferana si scopre un patrimonio architettonico immenso, e le chiese ben ne rappresentano il fulcro. Come capofila si schiera fiera la Chiesa Madre dedicata a Maria Santissima della Provvidenza, un edificio tutt’altro che austero, introdotto da una lunga e spaziosa scalinata. Iniziata nel ‘700, fu ultimata soltanto agli albori del XX secolo, sovrasta Piazza Umberto I con un’estetica monumentale definita dall’uso della pietra bianca in bicromia con il nero della scala.

La scultura del Cristo Pantocratore posto sul portale centrale sembra voler far confluire gli sguardi indefessi delle due torri campanarie e presagire un’emozionante entrata nell’ambiente interno, che custodisce numerosissime opere d’arte che non ci azzardiamo a illustrare per non rovinare la sorpresa. Basta dire che gioielli quali il grande Crocifisso ligneo e lo splendido altare marmoreo collocato nella Cappella della Madonna della Provvidenza non si vedono certo tutti i giorni.

Altro edificio sacro di assoluto pregio ma più recente è la Chiesa della Madonna delle Grazie, inizialmente costruita in legno ma poi rifatta in cemento per sostituire provvisoriamente la Chiesa Madre nel periodo post terremoto. È in stile liberty e in facciata fa bella mostra la statua della Vergine delle Grazie.

Fra le altre molteplici testimoni del culto autoctono vale la pena ricordare la Chiesa della Maria Santissima del Rosario in frazione Fleri (da vedere la cripta, l’aula e il matroneo) e la Chiesa di San Giuseppe a Pisano, eretta in stile romanico-lombardo e dalla facciata in pietra lavica.

L’escatologia sacra è completata da scenografici piloni votivi disseminati in tutto il territorio comunale, per la maggior parte dedicati alla Madonna della Provvidenza, venerata dalla popolazione per il compimento di plurimi miracoli.

Cambiando parterre architettonico, si approda all’edificazione di stampo civile e dunque subito salta all’occhio il Palazzo Municipale, un’elegante vestigia di fine ottocento che conferisce ulteriore fascino a Piazza Umberto I, dove già prende posto la Chiesa Madre.

Il Municipio è in stile liberty e sfoggia all’ingresso un’agile scalinata la cui coreografia viene enfatizzata dalla struttura a doppia rampa, dai lampioni e dal monumento marmoreo di Giuseppe Sciuti, ubicato all’esatto centro. In contrada Sarro esiste un palazzo ancor più maestoso di questo ed è Villa Manganelli, costruita a cavallo fra XIX e XX secolo. Di egual bellezza sono anche Villa Marano e lo storico Anfiteatro Comunale.

Eventi, sagre e manifestazioni

A Zafferana Etnea eventi e manifestazioni sono organizzati e condotti davvero in grande stile, fra fervore religioso e folclore popolare: al primo appartengono la Festa patronale della Madonna della Provvidenza la seconda domenica di agosto (celebrazioni e fuochi d’artificio la fanno da padroni), la Festa di Sant’Antonio Abate il 17 gennaio, il Corpus Domini, il Venerdì Santo e il Santo Natale.

Al secondo si attiene principalmente l’Ottobrata zafferanese, una grande e plurisfaccettata fiera che si svolge tutte le domeniche di ottobre e coinvolge gli abitanti e i visitatori della località. In questa e più occasioni, si fa largo il sapore della cucina siciliana, che sforna veraci piatti della tradizione e dolci a sazietà, la classica pizza siciliana, i favolosi arancini, le mitiche zeppole di San Giuseppe, cassatelle, paste di mandorla, granite in estate e squisiti cannoli siciliani. Da provare inoltre il miele locale e il vino Etna a Denominazione di Origine Controllata.

Con tale esaustivo corredo, Zafferana Etnea non poteva non essere appetibile anche al cinema: nella cittadina sono stati girati i film “Storia di una capinera” diretto nel 1993 da Franco Zeffirelli e "Un caso di coscienza" per la regia di Giovanni Grimaldi nel 1970.

Come arrivare

Da Catania si prenda l’Autostrada A18 e si esca a Paesi Etnei o Acireale; la stazione ferroviaria più vicina è la Giarre-Riposto sulla linea Messina – Catania; numerose autolinee bus collegano il capoluogo a Zafferana Etnea; Catania Fontanarossa è l’aeroporto di riferimento.

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 Pubblicato da - 22 Settembre 2017 - © Riproduzione vietata

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