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Le foto di cosa vedere e visitare a Castroreale

Castroreale (Sicilia): cosa vedere nel borgo dei Peloritani

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Il villaggio siciliano di Castroreale si prende di diritto la scena in quel della provincia di Messina (dista ca. 52 km dalla città) in quanto entrato a ragione nel circuito dei borghi più belli d’Italia. Eì sicuramente ua meta da inserire in tour siciliano per scoprire i paesi più belli di Sicilia.

Origine del nome

Vanterebbe – entro un territorio ad alta concentrazione boschiva solo parzialmente antropizzato (per l’asperità dichiarata dell’area e gli impervi tracciati stradali determinati da altalenanti pendenze fra collina e montagna) - leggendarie origini antiche addirittura antecedenti alla nascita di Cristo, confluenti nella fondazione di una città, Artemisia, a opera del re mediorientale Artenomo, alla quale seguì l’istituzione di un insediamento voluto dallo sposo della figlia, Castroreo, che gli diede il nome Krastos, poi declinato in Crastina e, solo poco tempo dopo, in Cristina.

Cenni di storia del Castello e del borgo

Con la costruzione del castello ordinata nel 1324 da Federico II d’Aragona ebbe di fatto inizio il vero iter storico del borgo, segnato da costanti fortune economiche baciate da inviolabili privilegi conferiti dai diversi sovrani avvicendatisi nel controllo del territorio. Cambiò fisionomia strutturale in seguito al terremoto del 1693 traslando nello stile barocco, ma con il sisma del secolo dopo la floridezza economica scemò preludendo a un inesorabile declino insieme alle due frazioni di Bafia e Protonotaro.

Cosa visitare a Castroreale

Come molte altre realtà della Sicilia, anche Castroreale evidenzia nella massiccia presenza di chiese una devozione religiosa che nasce da dentro ed è vissuta dalla popolazione con coinvolgimento e passione. Il culto scalda le mura di molti edifici, come ad esempio la Chiesa di Sant’Agata, che custodisce uno straordinario crocifisso seicentesco in cartapesta e stucco - il Cristo Lungo - posto sull’altare maggiore.

Lungo corso Umberto I ci si imbatte nella Chiesa della Candelora, una meraviglia del ‘300 a unica navata, quattro altari e cupola emisferica sormontante l’abside. La sua punta di diamante è rappresentata indubbiamente dalla Tribuna in legno intagliato e decorato con oro zecchino, creazione di Giovanni Siracusano.

Il Duomo della cittadina è la Chiesa di Santa Maria Assunta, ricostruita all’inizio del XVIII secolo sull’impianto precedente al XV: in pieno centro storico, ha una pianta a croce latina suddivisa in tre navate contemplanti sedici colonne monolitiche in pietra e capitelli compositi.

La facciata con portale marmoreo viene fiancheggiata ed esaltata dalla torre campanaria cinquecentesca con orologio del ‘400: tante le opere che danno lustro all’ambiente interno, le sculture in marmo di Antonello Gagini (Santa Maria di Gesù e Santa Caterina d’Alessandria), Andrea Calamech (San Giacomo Maggiore) e Rinaldo Bonanno (San Pietro), diversi stupendi dipinti come il Polittico di Giovanni Filippo Criscuolo (1550) e la Dormitio Virginis, la Cantoira e la Tribuna in legno con annessi coro di noce e prospetto dell’antico organo.

Doveroso includere nel gran parterre artistico il fonte battesimale in marmo bianco e intarsi policromati, il pulpito a forma di calice e il pavimento marmoreo seicentesco con tracciata una delle sette meridiane esistenti sull’isola siciliana, opera del prof. Nicola Perroni Basquez risalente al 1854.
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Si potrebbe proseguire per molto a elencare tutti gli altri edifici di culto, ma a poco servirebbero descrizioni teoriche delle chiese di San Carlo Borromeo, San Marco, San Vito e tutte le altre aralde ecclesiastiche: si ammirino direttamente sul posto e si visitino attentamente carpendone i mille segreti e serbandone la bellezza nella memoria.

Gambe in spalla, il giro turistico è lungo ma molto affascinante e si staglia fra Piazza delle Aquile, via Trieste, via Guglielmo Siracusa (si incontrano la Chiesa di Santa Maria degli Angeli e il Museo Parrocchiale) e Piazza Pertini, dove sorgono Palazzo Peculio (sede municipale), il Monte di Pietà e la Chiesa del Santissimo Salvatore con campanile del 1560. Il Museo Civico si trova nell’Oratorio annesso alla Chiesa di San Filippo Neri.

La tradizione vive non soltanto nella densità religiosa ma anche nella perseveranza a tener vivi mestieri antichi e attività artigiane come la tessitura, la coltivazione del baco da seta, la ceramica e la scultura, ora discipline lavorative molto di nicchia ma non completamente scomparse. Più frequenti e vitali panifici e biscottifici - produttori dell’U biscottu da Badissa tipico di Castroreale – nonché cascine e fattorie dedite alla produzione casearia quanto alla pastorizia.

Eventi e manifestazioni a Castroreale

Le consuetudini celebrative dei cittadini prendono forma attraverso festeggiamenti piuttosto eclatanti che cristallizzano negli appuntamenti noti come la Festa della Candelora (2 febbraio), l’Infiorata del Corpus Domini, la Festa del Cristo Lungo (23-25 agosto), di San Carlo Borromeo (4 novembre) e San Silvestro (31 dicembre). La musica si prende il suo tempo scandendo i ritmi appassionati del Castroreale Milazzo Jazz Festival che si svolge a luglio.

Come arrivare a Castroreale

In auto percorrere l’Autostrada A20 Palermo-Messina, uscire a Barcellona P.G. e immettersi nella SP 82 diretta a Castroreale; la stazione ferroviaria è la Barcellona P.G.-Castroreale collegata dalle autolinee AST; in aereo si possono fare scali a Palermo, Catania o Reggio Calabria.


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