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Ouranopoli (Uranopoli), in Grecia tra mare e pellegrinaggi

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Non solo turisti alla ricerca di mare e relax, ma anche pellegrini devoti e viaggiatori appassionati di storia: Ouranopoli (o Uranopoli) è una meta così affascinante da saper attirare esploratori di ogni genere, dai più meditativi ai più dinamici. Se lo scenario è paradisiaco, con mare cristallino e sole generosissimo, l’atmosfera è anche intrisa di storie e di leggende, di tradizioni immortali e racconti misteriosi. Tutta la penisola Calcidica in effetti, nella Grecia nord-orientale, è un tripudio di colori mediterranei e visioni celestiali, ma qui a Ouranopoli il passato sembra più vicino, e nel vento si sente il sussurro di preghiere senza tempo.

Nella cittadina abbondano le taverne caratteristiche, gli alberghi confortevoli ed economici, le spiagge e le calette rocciose, ma molti la conoscono per il piccolo porticciolo da cui partono i traghetti verso il Monte Athos. Proprio ad Ouranopolis, infatti, si può ritirare il Dhiamonitirion, che le comunità monastiche concedono come permesso per visitare il Monte Santo e alloggiare per qualche notte nei monasteri. L’imbarcazione apposita salpa ogni mattina ai piedi della torre bizantina di Phosphori, fondata nel medioevo, e cavalcando le onde per un paio d’ore conduce i pellegrini a Dàfni, da cui riparte verso l’Athos.

La cittadina odierna si chiama così proprio in onore del vecchio nome del monte, che in passato era Monte Uranopolis. Qui, dove si diceva splendesse il sole continuamente, secondo la tradizione la Vergine Maria naufragò in compagnia di San Giovanni, e dopo quella visita sacra non fu mai possibile a nessun altra donna accedere al monte. Come una passerella di terra che innalzi la cittadina sulle onde, Ouranopoli occupa la parte nord-occidentale di una penisola dentro la penisola: la penisola di Athos, infatti, è un prolungamento della grande Calcidica, e il villaggio portuale è una sorta di accesso al divino. È questo l’ultimo centro abitato prima del territorio sacro.

Ammirandolo dal mare, avvicinandosi alla costa con una barca, il borgo sembra perfetto per fare da sentinella: discreto e silenzioso, con le case basse e solide aderenti alle rocce, si distingue per la torre posizionata su un lato del porto, che pare vegliare su qualcosa di importante. La traduzione del toponimo greco, Ouranopoli, è all’incirca ‘città del Paradiso’, come a rimarcare che da qui veramente ci si inoltra in un mondo sacro. E la sensazione è amplificata dallo sfondo magnifico, fatto di colline morbide digradanti verso il mare limpidissimo.

La veduta più bella su Ouranopoli la si apprezza dalla cima della collina proprio sopra la città di Ierissos, nel punto in cui le strade si incrociano correndo dal nord al sud della penisola: ci si lascia la candida cappella di St.Paul sulla sinistra e ci si trova al cospetto di uno scorcio vertiginoso, che si apre sulla baia di Agio Oros. A sinistra si vede allora il villaggio di Nea Roda, il luogo in cui Serse, il sovrano persiano, ricavò un passaggio tra le rocce per lasciar passare la sua flotta; sulla destra invece, accanto alla linea costiera, c’è il piccolo centro di Tripity proiettato verso l’isola di Ammouliani. Altre isole punteggiano il turchese del Mediterraneo, come l’isola di Drenia e una costellazione disabitata di scogli selvaggi.

Da qui Ouranopolis appare per ciò che è: un centinaio di abitazioni con gli occhi puntati all’orizzonte, che compongono un borgo semplice e genuino, dove la vita procede di pari passo coi ritmi del sole e delle maree. Grazie a un certo isolamento il villaggio non è vittima del turismo di massa: basti pensare che sino al 1922 faceva parte anch’esso del Monte Athos, finché una cinquantina di famiglia rifugiate dall’Asia Minore non giunse qui in cerca di una dimora. Presto i residenti aumentarono, ma la mancanza di una vera strada che unisse la cittadella al resto del mondo rendeva la vita difficile: sono nel 1947 gli abitanti presero l’iniziativa e realizzarono il rustico sentiero che ha aperto la strada ai turisti.

... Pagina 2/2 ...Benché la bellezza del borgo risieda nelle sue atmosfere pacifiche, nelle stradine semplici inondate di sole e nelle spiagge iridescenti accarezzate dall’acqua, c’è un edificio che merita uno sguardo attento, ed è la famosa torre bizantina che si erge su una roccia a lato dell’abitato. In fondo è la costruzione monumentale più grande della penisola, fondata nel XIV secolo dal monastero di Vatopedi per proteggere le sue terre. Alta, massiccia, con piccole finestre e una cappella usata dai locali prima che fosse fondata una chiesa, oggi è adibita a museo dedicato alle antichità cristiane della penisola calcidica.
Per molti anni la torre fu abitata da Joice e Sydney Loch, un’australiana e uno scozzese, scrittori intenzionati a passare in Grecia un’estate rilassante e nulla di più. Ma quando videro la misteriosa torre e il piccolo borgo di pescatori raccolto tutt’intorno, a un passo dal monte sacro, si innamorarono di questo paradiso e decisero di rimanere qui per tutta la vita, aiutando la comunità locale dal punto di vista sanitario e del sostentamento, incoraggiando la produzione artigianale di tappeti e altre merci.

Tra le vicine isole meritevoli di una visita c’è Ammouliani, che al buio si fa notare sin da lontano con l’intermittenza del suo faro: è l’unica ad essere abitata, dotata di un piccolo villaggio di pescatori, ma con la barca si può arrivare anche sulla cosiddetta ‘isola dell’asino’, dove l’unica taverna vi offrirà olive prodotte in loco e pesce freschissimo. Alcuni turisti preferiscono arrangiarsi, trascorrere la giornata in solitudine e pescare da sé il proprio pranzo, per vivere una vera esperienza da moderni Robinson Crusoe.

Silenziosa e solitaria, Ouranopoli non è però priva di vivacità e momenti di svago. Tra gli appuntamenti più sentiti dell’anno ci sono i festeggiamenti della Pasqua, caratterizzati dalla decorazione degli ‘Epitaphios’ con fiori freschi. Il giovedì prima di Pasqua l’Epitaphios viene posto nel centro della chiesa a rappresentare la tomba di Cristo.

Oggi, fortunatamente, raggiungere Ouranopolis è più semplice rispetto a un tempo. La città greca di Tessalonica si trova a circa 140 km di distanza, e dal centro di Salonicco sono disponibili i pullman di linea della KTEL, con corse piuttosto frequenti verso il villaggio di pescatori.

Il clima che abbraccia i visitatori al loro arrivo, ovviamente, è di tipo mediterraneo, con temperature sempre miti, tanto sole e una brezza costante, caratterizzato da profumi freschi e colori intensi. Le temperature medie di gennaio, il mese più freddo, vanno da una minima di 8°C a una massima di 15°C, mentre in agosto vanno dai 22°C ai 31°C. Le precipitazioni, scarse in estate, si presentano più spesso in inverno: in dicembre e gennaio, in media, piove un giorno ogni due.
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