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Trebinje, visita alla cittą bosniaca

Trebinje, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Piazze alberate, un affascinante centro storico e uno splendido ponte di epoca ottomana contribuiscono a rendere Trebinje una tappa fissa per chi viaggia tra Dubrovnik, situata a 28 chilometri di distanza oltre il confine croato, e Mostar o Visegrad. Tuttavia, non aspettatevi commenti entusiastici sulla località da parte degli abitanti di Dubrovnik che, riportando alla mente la guerra degli anni ’90, ritengono ancora Trebinje un covo di assassini. In realtà il fascino della città è strettamente correlato alla genuina ospitalità dei suoi abitanti, che non lesineranno parole per raccontarvi la propria opinione sulla storia recente dei Balcani.

La prima citazione scritta riguardante l’abitato di Trebinje risale alla metà del X secolo, quando il suo nome comparve nel “De administrando Imperio” di Costantino VII. Dopo essere appartenuto per diversi secoli ai serbi, l’insediamento divenne un possedimento bosniaco con il nome di Tvrtko nel 1373. Nel 1482, come del resto la maggior parte dell’Erzegovina, Trebinje cadde in mano ottomana, sotto cui rimase per più di 400 anni. Nel 1878 l’Impero austro-ungarico accettò con una certa riluttanza a rilevare i possedimenti appartenuti fino a pochi mesi prima ai turchi, mentre a partire dal 1945 l’intera zona fu oggetto di una crescita senza precedenti nella propria storia, durante la quale Trebinje si dotò di un importante apparato industriale.

Il fascino del piccolo Stari Grad, il “centro storico”, è legato prevalentemente all’atmosfera che lo pervade e non a qualche attrattiva in particolare. Ciò nonostante, una delle sue architetture più significative è indubbiamente la cinta muraria che, nonostante le dimensioni ridotte, esercita un fascino magnetico sui visitatori. La parte posteriore dei bastioni si affaccia sul lungofiume accanto a una caserma ottocentesca un tempo appartenuta all’esercito austro-ungarico ed oggi trasformata nel Museo dell’Erzegovina, un allestimento che, oltre ad ospitare numerosi reperti etnografici, espone una collezione di pregiate sculture romane lasciategli in eredità da Jovan Ducic, le cui medaglie e la cui abilità diplomatica risaltano più volte nella mostra.

Sede di un vivace mercato domenicale, il poco distante Trg Svobode sfoggia un monolite di pietra sormontato da un angelo la cui realizzazione fu finanziata dallo stesso Jovan Ducic; questa statua celebra i fatti del novembre 1918, quando l’esercito serbo cacciò le forze austriache da Trebinje. Ad incorniciare la zona, sicuramente tra le meglio tenute della città, concorrono i tanti castagni frondosi, i marciapiedi in pietra, i vecchi edifici delimitati da ringhiere in ferro battuto, i bei caffè ed i vecchi platani che proiettano un’ombra gradevole e refrigerante nelle ore più calde dei pomeriggi estivi.

Quasi più famoso del ponte di Visegrad, il Ponte Arslanagic (Perovica Most) è caratterizzato da una struttura davvero unica, che gli consentì di sopravvivere ai bombardamenti della seconda guerra mondiale, ma che non poté nulla contro il progetto idroelettrico che finì per sommergerlo negli anni ’60. Nel 1965, infatti, dopo quasi 400 anni di vita, essendo stato completato nel 1574, il ponte inondato venne smontato e abbandonato a sé stesso con grande noncuranza. Solo nel 1972 venne ricostruito, seppur in una posizione diversa da quella originaria e assai meno suggestiva. Sulla vetta della Collina Crkvina si erge la raccolta ma vistosa Chiesa Presvete Bogorodice, un vero e proprio trionfo di archi e cupole, disposti a strati alternati di pietra e mattoni. Finanziata da un ricco uomo d’affari di Chicago di origine bosniaca, la chiesa fu portata a termine nel 2000 sul modello dell’antico Monastero Gracanica, in Kossovo, per accogliere le spoglie dell’amatissimo Jovan Dudic; oltre alla chiesa vera e propria, il complesso comprende anche un campanile indipendente, un piccolo museo, una libreria, un caffè aperto solo in estate e alcuni uffici religiosi.

L’ultima attrattiva da visitare a Trebinje è il Monastero di Tvrdos, immerso in un contesto bucolico tra vigneti, alveari e orti 6 chilometri ad ovest del centro lungo il corso del fiume. Costruito intorno al sito di un’antica chiesa romana del IV secolo, nel Cinquecento il monastero divenne sede del metropolita (arcivescovo ortodosso) dell’Erzegovina, onore che mantenne fino al 1964. L’edificio con il campanile è abbellito all’interno da icone e affreschi che comprendono ancora alcuni frammenti delle pitture originali del 1517, mentre oltre il cortile ci sono una serie di graziose casette in pietra dai solai lignei. Oltre a conoscere le tradizioni e le regole del monachesimo serbo-ortodosso, visitando la zona potrete acquistare un pregiato vino locale, in vendita presso il piccolo chiosco non lontano dal cancello d’ingresso.

Data la vicinanza al mare, il clima non è troppo rigido durante l’inverno, quando la temperatura difficilmente scende sotto lo zero, ed è gradevole d’estate, grazie soprattutto alle deboli brezze che spirano dal litorale verso est. Le precipitazioni sono piuttosto abbondanti durante l’anno e tendono ad intensificarsi con l’arrivo dell’autunno fino a raggiungere il picco all’incirca a metà di dicembre, per un totale annuo superiore ai 1.000 mm di pioggia. La neve è un fenomeno che si verifica molto raramente.

Trebinje è situata a breve distanza da 2 aeroporti internazionali: il Dubrovnik International Airport ed il Tivat International Airport, posti rispettivamente a 20 e 45 chilometri. Dal 2007 la nuova stazione degli autobus di Vojvode Stepe Stepanovica si trova in un’area di parcheggio non ben segnalata tra il palazzo vetrato che accoglie la sede dell’azienda elettrica e Njegoseva. Da qui partono mezzi diretti a tutte le principali destinazioni bosniache e non solo, dato che oltre a poter raggiungere frequentemente Mostar e Sarajevo, da Trebinje ci si può dirigere a Belgrado (11 ore), Dubrovnik (45 minuti), Podgorica (3 ore e 30) e Herceg Novi (1 ora e 45).
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 Pubblicato da - 03 Ottobre 2011 - © Riproduzione vietata

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