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Visegrad (Bosnia), la cittą e il ponte Patrimonio UNESCO

Visegrad, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Circa 100 chilometri ad est di Sarajevo sorge Visegrad, cittadina di 20.000 abitanti conosciuta quasi esclusivamente per il suo magnifico ponte. Costruito nel 1571, il vecchio ponte di Visegrad è famoso in ogni angolo del mondo al punto da essere inserito dall’UNESCO nell’elenco dei siti Patrimonio dell’Umanità. Per il resto l’insediamento non presenta attrattive architettoniche di particolare rilievo, ma è inserito in uno scenario molto suggestivo dal punto di vista paesaggistico, essendo circondato dalle gole fluviali più imponenti di tutta la Bosnia. Nel complesso Visegrad merita una visita di una giornata, magari partendo dalla poco distante Sarajevo o valicando il confine bosniaco dalla Serbia, estesa pochi chilometri ad est.

Costruita su uno stretto lembo di terra alla confluenza tra i fiumi Rzav e Drina, la parte più antica della città venne citata da Ivo Andric nel suo capolavoro “Il ponte sulla Drina”, scritto nel 1942. Tuttavia, la fama della città è legata prevalentemente a quella del suo ponte, realizzato per volere del gran visir Mehmed Pasa Sokolovic nel 1571. L’architetto fu l’ottomano Sinan, uno dei maggiori progettisti della celebre tradizione turca-ottomana al lavoro sotto i governi di Solimano I, Selim II e Murad III. Durante i quasi 450 anni di vita il ponte ha subito danni ingenti, venendo sottoposto più volte ad opere di ristrutturazione, ed ancor oggi la stabilità della struttura risulta minata dalle fluttuazioni del livello del fiume dovute ad una diga idroelettrica costruita a monte.

Immortalato agli occhi dei lettori dal celebre romanzo di Ivo Andric, il Ponte Mehmet Pasa Sokolovic comprende ancora una kapia, ovvero un’area per sedersi, centrale, contraddistinta da un alto plinto di forma rettangolare abbellito dalla presenza di una lastra che reca le iscrizioni del gran visir. Nelle pagine del libro il ponte è lo scenario di eventi che si susseguono nell’arco di più secoli; qui Alihoja venne inchiodato per le orecchie, la bella e seducente Fatima si tuffò nelle acque del fiume preferendo la morte al matrimonio ed il pope Nikola condusse i terrorizzati notabili dalla città ad incontrare il comandante austriaco, evento raccontato in uno dei passi più belli del romanzo. Un lettore attento potrebbe inoltre stupirsi ricordando l’episodio in cui Corkan, cieco da un occhio e completamente ubriaco di rum, attraversa il parapetto ghiacciato sfidando la morte, data l’ampiezza minima della protezione.

Il Ponte sulla Drina presenta una carreggiata larga 4 metri, scarica il proprio peso su 11 arcate e solca le acque per una lunghezza complessiva di quasi 180 metri. I danni peggiori alla struttura furono registrati nel 1664 e tra il 1875 ed il 1911, un periodo di grave instabilità politica per la regione. Durante la prima guerra mondiale andarono perduti nei bombardamenti 3 degli archi occidentali, ricostruiti a tempo di record prima dello scoppio della seconda guerra mondiale, che costò il crollo ad altri 5 archi della stessa zona. Dopo i lavori compiuti negli anni ’50, recentemente il ponte è stato dotato di una nuova pavimentazione e di un sistema di cavi elettrici per illuminarlo dal basso, contribuendo a renderlo davvero molto affascinante dopo il tramonto del sole. A migliorare gli effetti di luce contribuisce poi la chiesa serbo-ortodossa che si erge sulla collinetta di Mejdan, dove si trovava la casa del vecchio Alihodja, uno dei personaggi del libro di Andric.

Se non sapete quando partire o il giorno esatto in cui visitare Visegrad informatevi e prendete seriamente in considerazione la giornata della popolare gara di tuffi dal ponte, simile a quella che ha luogo a Mostar, in programma durante il mese di luglio. Assistere al lancio di alcuni impavidi ragazzi dal ponte è un’esperienza elettrizzante, in grado di emozionare anche se non vissuta in prima persona. Sulla Drina potrete inoltre intraprendere alcune suggestive escursioni in barca, con la quale vi sarà possibile ammirare la profondità delle gole più nascoste della zona. In alternativa, per conoscere i dintorni, potete affidarvi alla compagnia Vodeni Ciro che collega Ustipraca, un minuscolo crocevia situato lungo la famigerata “Blue Road” proveniente da Sarajevo, a Ruda.

Trovandosi molto distante dalla costa, Visegrad non risente quasi per niente dell’azione mitigatrice esercitata dal Mare Adriatico, presentando perciò un clima continentale piuttosto rigido d’inverno e caldo d’estate. A partire dalla fine di novembre e fino a marzo inoltrato le temperature minime scendono quasi sempre sotto lo zero, mentre le massime non superano i 5 gradi. Le estati, invece, sono brevi ma gradevoli, se si eccettuano le frequenti precipitazioni temporalesche che si verificano con particolare intensità soprattutto nei pomeriggi più caldi di luglio, agosto e settembre.

L’aeroporto internazionale più vicino è il Butmir International Airport di Sarajevo, situato meno di 80 chilometri a nord-ovest del centro di Visegrad. Dalla stazione degli autobus partono un paio di mezzi al giorno diretti a Belgrado e ad Uzice, prima della quale si sosta anche a Dobrun, 11 chilometri ad est di Visegrad e sede di un bel monastero, e Mokra Gora. Tra gli altri bus in partenza ricordiamo i frequenti collegamenti con Sarajevo, Mostar, Foca e Trebinje, preceduta dalle fermate di Foca e del Parco Nazionale di Sutjeska.
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 Pubblicato da - 03 Ottobre 2011 - © Riproduzione vietata

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