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Herceg Novi (Montenegro), la cittą vecchia, le spiagge e il mare

Herceg Novi, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Piccola cittadina di neanche 15.000 abitanti non lontana dall’imbocco della baia di Kotor, Herceg Novi è una destinazione tutta da scoprire, dato che può accadere di attraversarla senza notare niente per cui valga la pena fermarsi, soprattutto se si ha ancora negli occhi il ricordo della splendida Dubrovnik, distante poche decine di chilometri a nord. Soffermandovisi meglio, al di sotto del fronte stradale sostanzialmente privo di attrattive si scoprirà l’affascinante Città Vecchia, caratterizzata dalla presenza di antiche mura, piazze assolate ed un’atmosfera incredibilmente vivace. Inoltre la fama di Herceg Novi è legata a quella delle sue spiagge di ciottoli, lambite da acque straordinariamente pulite e spesso sormontate da terrazze di cemento da cui godere di scorci incantevoli.

Come si può facilmente intuire Novi significa “nuovo” e di fatto Herceg Novi è una delle cittadine più recenti della baia, pur vantando oltre 620 anni di storia alle spalle. Il nome Herceg, invece, si deve al duca Herceg Stjepan Vukcic di Erzegovina, che nel XV secolo fortificò la città trasformandola secondo l’aspetto odierno. Dopo essere stata per quasi 4 secoli sotto il controllo dei veneziani, nel 1798 Herceg Novi passò in mano austriaca, anche se il controllo di Vienna durò appena 7 anni fino alla cessione alla Russia tramite il trattato di Presburgo del 26 dicembre 1805. Altre brevi parentesi furono quella francese, dal 1807 al 1809, quella dalmata, dal 1809 al 1813, e quella montenegrina, dal 1813 al 1814, prima che gli Asburgo si riappropriassero della regione sulla quale regnarono fino al termine della prima guerra mondiale. Successivamente furono i serbi e gli italiani ad insediarsi in città, liberata definitivamente dopo la seconda guerra mondiale quando entrò a far parte della Jugoslavia.

Herceg Novi si estende in maniera irregolare lungo la costa, inglobando gli antichi villaggi su entrambi i lati della Città Vecchia. La pedonale Setaliste Pet Danica corre sul lungomare ed è fiancheggiata da bar estivi e decine di negozi. Il grande forte che si vede dalla strada principale è la Kanli-Kula, la “Torre Sanguinosa”, il cui nome truculento ricorda i tempi del dominio turco (1482-1687) quando divenne una famigerata prigione. Il bastione che sorge ai margini del centro verso il mare, Fortemare, fu invece ricostruito dai veneziani durante i 110 anni in cui detennero il controllo dell’insediamento, prima che passasse in mani austriache, francesi, russe, montenegrine, austro-ungariche, serbe, tedesche e italiane.

Nel tratto di mare sottostante si vedono le rovine della Cittadella, distrutta dal terremoto nel 1979, mentre poco distante si erge l’elegante torre dell’orologio merlata, realizzata nel 1667 ed un tempo la principale porta cittadina. Subito dentro le mura c’è Trg Herceg Stjepana, chiamata comunemente piazza Belavista, una scintillante piazza bianca, ideale per rilassarsi, bere qualcosa e fare due chiacchiere all’ombra. Al centro della piazza si trova la Chiesa dell’Arcangelo Michele, una chiesa ortodossa costruita tra il 1883 e il 1905 con proporzioni armoniche e coronata da una cupola, mentre la sua omologa cattolica, la Chiesa di San Gerolamo, domina dal 1856 Trg Mica Pavlovica, una piazza che si incontra scendendo dalla collina.

Dalla sua posizione collinare ai margini orientali del centro, il Monastero Savina offre un’incantevole prospettiva sulla costa. Questo tranquillo complesso è dominato dall’elegante chiesa settecentesca della Dormizione, la Crkva Uspenja Bogorodice, costruita in pietra rosata proveniente dall’isola di Korcula, in Croazia; all’interno c’è una splendida iconostasi dorata, anche se per vederla ed in generale per accedere nell’edificio occorre essere vestiti in maniera decorosa. La chiesa più piccola situata accanto ha lo stesso nome ma è decisamente più antica, essendo databile intorno al XIV secolo, e all’interno sono visibili i resti di alcuni affreschi. Per quanto riguarda gli allestimenti museali, il fiore all’occhiello di Herceg Novi è lo Zavicajni muzej, il “Museo Regionale” che, oltre ad essere ospitato in favoloso palazzo barocco ricoperto di buganvillee con una magnifica vista sul mare e già di per sé molto interessante, mette in mostra una ricca galleria di icone. In posizione dominante sulla città, dall’altro lato della strada principale, sorge invece la fortezza Spanjola, che fu costruita interamente dai turchi ma deve il proprio nome alla brevissima parentesi spagnola della città, nel 1538.

Da buona località turistica quale sta diventando, Herceg Novi presenta un calendario di eventi tra i più ricchi e interessanti del litorale montenegrino. Dalla fine di gennaio a marzo, la città è teatro del Mimosa Festival, una manifestazione floreale nella quale i fiori gialli campeggiano sugli abiti delle majorette che sfilano per le strade, sui palchi dei concerti e durante le sfilate dei carri allegorici. Nel cuore dell’estate, la seconda settimana di luglio, è in programma il Suncane Skale, una competizione musicale che si svolge nell’arco di 3 giorni nella Kanli-Kula, mentre nella stessa sede ma all’inizio di agosto è in calendario la settimana del Film Festival, in occasione del quale vengono presentate pellicole prodotte nella regione.

Il clima è mediterraneo, contraddistinto da estati calde e secche e inverni miti. Grazie alla particolare morfologia del territorio, Herceg Novi presenta un microclima diverso da quello delle altre località della baia, notevolmente più caldo soprattutto in primavera e in autunno, quando è ancora piacevole sdraiarsi al sole e addirittura fare il bagno. La temperatura media di maggio e settembre è infatti di 25 gradi, mentre quella annuale si attesta intorno ai 16. Le precipitazioni sono piuttosto abbondanti soprattutto d’inverno, a differenza dell’estate dove il sole splende quasi sempre in cielo e gli unici inconvenienti sono sporadici temporali pomeridiani.

Nonostante fosse in progetto una nuova stazione degli autobus all’ingresso occidentale della città, quella attualmente utilizzata si trova sulla statale principale poco al di sopra del centro, da dove partono frequentemente mezzi per Kotor, distante un’ora, con fermate intermedie in tutte le cittadine lungo la baia. I bus per Budva transitano da Kotor oppure, dopo aver attraversato la baia in traghetto, da Tivat; Herceg Novi è inoltre collegata alla capitale Podgorica, raggiungibile in 3 ore, da autobus che passano da Budva e Cetinje. L’aeroporto internazionale di Tivat dista 23 chilometri ed è molto comodo da raggiungere in traghetto.
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 Pubblicato da - 29 Agosto 2011 - © Riproduzione vietata

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