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Il clima del Galles: temperature, piogge e periodo migliore per andare

Galles, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Il Galles, appartenente alla Gran Bretagna, è un paese prevalentemente collinare/montuoso, con gran parte della propria estensione posta a quote superiori a 150 metri. Nel nord del paese Snowdon è la cima più alta, la quale raggiunge i 1.085 metri, mentre nel sud la catena di Brecon Beacons tocca nel suo culmine gli 885 metri. La natura collinare o montana del paesaggio implica che molte aree siano scarsamente abitate, con la maggior parte degli insediamenti in prossimità della costa e nelle contee meridionali, dove vive quasi la metà della popolazione.

Il Galles ha un clima essenzialmente marittimo, fortemente influenzato dal vicino oceano Atlantico, caratterizzato da elevata nuvolosità, alti tassi di umidità e molto ventoso ma con temperature sostanzialmente miti in rapporto alla latitudine alla quale si trova. Tuttavia la conformazione della costa ed i corrugamenti delle alture di Snowdonia e di Brecon Beacons introducono variazioni localizzate talvolta sensibili. Infatti mentre alcune aree collinari possono sperimentare condizioni meteorologiche assai difficili, le coste godono di condizioni più favorevoli e le aree orientali sono più riparate e quindi con caratteristiche simile a quelle delle vicine contee inglesi.

La temperatura media annuale varia, a bassa quota, da circa 9,5°C a 10,5°C, con i valori più elevati che si verificano in prossimità delle coste, mentre a mano a mano che si sale sui rilievi esse logicamente sono inferiori. In inverno le temperature sono influenzate in larga misura da quelle della superficie del mare circostante, che raggiungono i loro valori più bassi a fine febbraio o inizio marzo. Sulle coste, od in prossimità di esse, febbraio è quindi di norma il mese più freddo, ma nell'entroterra il periodo più freddo può includere anche il mese di gennaio. Le temperature minime giornaliere variano in pieno inverno da valori appena sotto 0°C nelle zone più elevate del nord e nel comparto centrale fino a circa 3°C lungo la costa. I valori più elevati si verificano nel comparto del Pembrokeshire, a causa della vicinanza di aria relativamente calda che scorre sulla siperficie dell'Atlantico e convogliata da venti occidentali.

Le precipitazioni sono in genere apportate da depressioni atlantiche che evolvono da ovest verso est, anche assai vigorose nel semestre freddo (ottobre-aprile) o da eventi temporaleschi che occorrono essenzialmente nel periodo estivo, Tuttavia, in caso di forti irruzioni di aria polare o artica marittima, frequenti rovesci possono manifestarsi anche nel periodo invernale. Le depressioni atlantiche sono più intense e veloci in autunno ed in inverno e portano la maggior quantità di pioggia che cade nelle suddette stagioni, mentre i fenomeni temporaleschi estivi, sebbene talora intensi, contribuiscono in misura nettamente inferiore alla pluviometria annua. Un ulteriore fattore che influisce notevolmente sulla distribuzione delle precipitazioni è l'altitudine. L'aria umida che è costretta a risalire lungo i rilievi innesca intensa nuvolosità foriera di piogge anche insistenti.

Le precipitazioni in Galles variano ampiamente in base alle particolarità evidenziate in precedenza, con i totali medi annui più consistenti sui rilievi di Snowdonia e sulla catena di Brecon Beacons. Snowdonia è peraltro la zona più umida del paese con i totali medi annui superiori a 3.000 millimetri, del tutto paragonabili a quelle che occorrono nel Lake District inglese o nelle Highlands occidentali della Scozia. Al contrario le località lungo la costa e, in particolare, vicino al confine con l'Inghilterra, sono meno piovose, con totali medi annui inferiori ai 1.000 millimetri all'anno.

Climatologicamente i mesi che vanno da ottobre a gennaio sono significativamente più umidi rispetto al periodo febbraio-settembre, a differenza dell'Inghilterra orientale laddove luglio e agosto sono spesso i mesi più piovosi dell'anno. Questo andamento stagionale è un riflesso della alta frequenza di depressioni atlantiche in inverno e la relativamente bassa frequenza dei temporali estivi. Per esempio a Cardiff i temporali si verificano con una media di 11 giorni all'anno, rispetto ai 15-20 giorni di molte aree dell'Inghilterra.
Nell'ovest e nord-ovest del Galles la frequenza di giornate temporalesche scende a circa 8 giorni all'anno.

Il numero di giorni con neve varia in relazione alla latitudine e l'altitudine, in tal senso i valori medi annui riflettono del tutto l'orografia del paese. La neve è relativamente rara nelle aree prossime al livello del mare, ma assai più frequenti sulle colline e sui rilievi in generale, nonché nelle zone più interne. Il numero medio di giorni all'anno in cui cade la neve varia da 10 o meno nelle zone costiere sudoccidentali ad oltre 40 nel comparto montuoso di Snowdonia. Essa si manifesta raramente al livello del mare prima di dicembre o dopo marzo, e il numero medio di giorni con la neve presente al suolo varia da 5 o meno intorno alle coste fino ad oltre 30 in Snowdonia.

Il Galles è una delle zone più ventose del Regno Unito e dell'intero continente, con le aree più battute dal vento che coincidono con i rilievi e le coste, in particolare quelle poste di fronte alle direzioni che oscillano tra il nord-ovest e sud, da dove provengono in genere le intense correnti atlantiche. I venti forti sono associati al passaggio delle profonde zone di bassa pressione che assai spesso spazzano il Regno Unito. La frequenza e la forza di queste depressioni è maggiore nel periodo invernale, soprattutto da novembre a febbraio, quando le velocità medie e raffiche massime (valori di picco di breve durata) sono più elevate.

Ci sono state diverse tempeste atlantiche degne di nota che riguardano il Galles, associate a danni e disagi anche severi. Gli esempi includono il 'Burns Day storm' del 25 gennaio 1990, quando raffiche di 120-140 km/h furono registrate su aree anche vaste, mentre una raffica di 180 km/h fu rilevata ad Aberporth. Il 27 ottobre 2002 vide raffiche di circa 120 km/h con 164 km/h registrati a Mumbles , nei pressi di Swansea. La raffica più violenta registrata in una zona pianeggiante in Galles è di ben 205 km/h occorsa a Rhoose il 28 ottobre 1989.

Alcune caratteristiche climatiche delle principali città:

Cardiff (capitale, baia di Bristol, zona a sudest):
Il mese più freddo dell'anno è quello di gennaio (temperatura minima media 2.3°C; temperatura massima media 8.3°C); mentre quello più caldo risulta essere luglio (temperatura minima media 13.1°C; temperatura massima media 21.7°C). Temperatura media annua di 10.9°C. L'escursione termica annua è di soli 7.7°C tipica delle aree a clima marittimo; nonostante ciò durante intense irruzioni fredde invernali, provenienti dalle latitudini artiche o dalla scandinavia, i valori minimi assoluti possono portarsi di molti gradi al di sotto dello zero, mentre nel caso di brevi ma forti invasioni estive di aria calda subtropicale non di rado si superano i 30°C.
Il periodo più caldo dell'anno si manifesta in genere nella terza decade di luglio; quello più freddo lo si ha in prevalenza tra fine gennaio ed inizio febbraio.
Record di temperatura minima assoluta: -16.7°C
Record di temperatura massima assoluta: 34.4°C

Nuvolosità: Cardiff, come tutto il Galles, appartiene ad una regione sostanzialmente affetta da nuvolosità medio-elevata durante tutto l'anno, tuttavia il periodo che va da aprile a settembre può essere considerato il migliore per vedere qualche giornata soleggiata, con picco minimo di copertura media ad inizio agosto compreso tra il 60 ed il 65%. La maggiore nuvolosità la si ha climatologicamente tra ottobre e marzo con picco assoluto nella prima decade di gennaio (ben 88% di copertura nuvolosa media giornaliera). Possibili nebbie marittime in autunno ed inverno nelle aree costiere.
Precipitazioni: La probabilità di giorni con pioggia è alquanto regolare su valori elevati nel corso dell'intero anno. Le precipitazioni hanno maggiori probabilità di verificarsi tra settembre ed aprile, con picco massimo tra fine dicembre ed inizio gennaio (74% di giorni piovosi). Sono invece meno probabili tra maggio ed agosto, con picco minimo ad inizio giugno quando abbiamo il 59% di rischio di incorrere in una giornata piovosa; in ogni caso in qualunque periodo dell'anno l'ombrello deve sempre essere a portata di mano.
L'attività temporalesca è bassa ma presente durante tutto l'anno con massimi tra maggio ed agosto e con picco assoluto in luglio. In inverno non di rado, in caso di irruzioni fredde artiche marittime, possono manifestarsi rovesci anche nevosi. In merito alle precipitazioni i quantitativi medi climatologici essi sono sintetizzati come segue:
La piovosità media annua risulta di circa 1150 mm (elevata), con massimo autunnale-invernale e picco assoluto in ottobre con 134 mm medi. La stagione più secca risulta quella primaverile-estiva con i valori minimi in giugno (67 mm medi, mese meno piovoso dell'anno). In media circa 150 giorni l'anno sono interessati da precipitazioni. Le nevicate sono relativamente frequenti nonostante la vicinanza all'oceano Atlantico e la stagione “nevosa” va da novembre a marzo (ma comparse possono aversi anche in aprile) con massimi in gennaio-febbraio seguiti da dicembre, mentre il picco assoluto si verifica in genere tra la terza decade di gennaio e la prima decade di febbraio.

Valley (isola di Anglesey, zona a nordovest):
Il mese più freddo dell'anno risulta essere quello di febbraio (temperatura minima media 2.1°C; temperatura massima media 7.8°C); mentre quello più caldo appare luglio (temperatura minima media 12.4°C; temperatura massima media 19.7°C). Temperatura media annua di 9.9°C. L'escursione termica annua è di soli 7.2°C tipica delle aree a clima marittimo; anche in questo caso durante severe irruzioni fredde invernali i valori minimi assoluti decisamente al di sotto dello zero.
Il periodo più caldo dell'anno occorre in genere nella prima decade di agosto; quello più freddo si manifesta solitamente ad inizio febbraio.
Record di temperatura minima assoluta: -18.1°C
Record di temperatura massima assoluta: 31.2°C

Nuvolosità: poche opportunità per chi ama le giornate soleggiate, in ogni caso il periodo che va da aprile a luglio può essere ritenuto un poco favorevole, con picco minimo di copertura media ad inizio maggio compreso però tra il 75 ed il 78%. La nuvolosità più intensa la si ha normalmente tra ottobre e marzo con picco assoluto nella prima decade di gennaio (ben 90% di copertura nuvolosa media giornaliera).
Precipitazioni: La probabilità di giorni con pioggia è assai regolare su valori elevati nel corso di tutto l'anno. Le precipitazioni hanno maggiori probabilità di manifestarsi tra settembre ed aprile, con picco assoluto in novembre (76% di giorni piovosi). Minore rischio pioggia lo incontriamo invece tra maggio ed agosto, con picco minimo a fine maggio quando abbiamo il 57% di rischio di bagnarci; in ogni caso la frequente piovosità è una delle principali caratteristiche climatiche di tutta la zona.
L'attività temporalesca è bassa sebbene attiva per tutto l'anno con massimi estivi e con picco assoluto in luglio. In inverno in presenza di irruzioni fredde sono comuni brevi ma talora intensi rovesci anche nevosi. In merito alla piovosità i quantitativi medi climatologici essi sono sintetizzati come segue:
Le precipitazioni media annue ammontano a circa 845 mm (media), con massimo stagionale autunnale-invernale e massimo assoluto in ottobre con 102 mm medi. La stagione più secca risulta quella primaverile-estiva con i quantitativi minimi in maggio (48 mm medi, mese meno piovoso dell'anno). In media circa 145 giorni l'anno sono interessati da precipitazioni. Le nevicate sono piuttosto frequenti anche se non molto abbondanti nel periodo novembre-marzo (ma possono occorrere fino ad aprile) con massimi tra fine gennaio ed inizio febbraio.

Cosa mettere in valigia
Il Galles ha un clima essenzialmente marittimo, pertanto il tempo appare estremamente imprevedibile. Diffidare di uno spiraglio di sole e non riporre mai l'ombrello ed avere sempre a portata di mano impermeabile o K-way. In primavera ed in estate possono servire magliette, occhiali da sole, ciabatte e costume da bagno (ma attenzione alle temperature dell'acqua, esse non superano i 14-15°C in estate senza contare la frequente presenza di vento). Qualche indumento pesante è consigliabile per le serate se passate all'aria aperta, specie se ventose e quindi con più elevata sensazione di freddo.
In inverno le temperature possono essere alquanto rigide con venti anche burrascosi che esaltano la percezione del freddo (tra l'altro molto spesso umido). Pertanto non dobbiamo tralasciare di portare con noi maglioni e pantaloni pesanti, giacconi, guanti, sciarpa e berretto. Importante non dimenticare un piccolo set farmaceutico contro le patologie da raffreddamento.
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 Pubblicato da - 23 Dicembre 2013 - Riproduzione vietata

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