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Bar (Montenegro), vacanza tra spiagge, laghi e monti

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In bilico tra le acque dolci del lago di Scutari e quelle salate, limpide e fresche, del Mare Adriatico: Bar, il porto più grande del Montenegro, è incorniciata da un paesaggio variegato che spazia dalle spiagge, lunghe e sabbiose, alla sagoma impettita del monte Rumija, e si fa volentieri inondare di sole. Con un clima degno dei tropici, luminosissimo e mite, la località è anche una meta balneare rinomata che accoglie i turisti da maggio a novembre inoltrato. Tra navi mercantili, traghetti passeggeri e barche private, si inseriscono le attrattive di una città piuttosto moderna, cresciuta insieme al suo porto nel corso del Novecento.

Da un punto di vista naturalistico il lago di Scutari rappresenta un vero gioiello, incastonato nel cuore del paese, a breve distanza da Bar. Si tratta dello specchio d’acqua più esteso dei Balcani, inserito in una valle verdeggiante che si allunga a nord ovest nella valle del fiume Zeta. Il lago, tagliato in due dal confine albanese, cambia forma e dimensioni a seconda della stagione: nel periodo delle piogge si estende per 600 kmq circa, che si abbassano a 370 kmq in estate, quando il clima è più secco. A rendere le sue acque pure e cristalline ci sono una cinquantina di sorgenti e numerosi affluenti, uno dei quali, il Bojana, collega il lago al mare Adriatico consentendo l’accesso alle imbarcazioni più piccole. Il lago di Scutari, che fa parte di una riserva nazionale, ospita centinaia di specie d’alghe diverse, molte specie di pesci e intorno ad esso, nella foresta, prosperano quasi 300 tipi di uccelli, alcuni dei quali molto rari, come il pellicano riccio, il cormorano pigmeo e il mignattino piombato.

La pescosità del bacino ha fatto sì che nel corso dei secoli vi si raccogliessero tutt’intorno città, fortezze e villaggi. Oggi questo si traduce in una ricchezza sorprendente di siti storici da visitare, affiancati dai suggestivi borghi pescherecci che restano attivi tuttora e mantengono vive le tradizioni di un tempo. La storia, in effetti, ha un ruolo importante anche a Bar, benché si tratti di una località relativamente giovane: la zona era infatti popolata già ai tempi dei romani, quando il nucleo abitato si chiamava Antibarum, e si può ancora visitare l’affascinante Stari Bar, la città vecchia, situata in cima a un colle a un paio di chilometri dal centro principale. Importante nel medioevo da un punto di vista politico e religioso, nel XV secolo passò nelle mani della Serenissima e dopo il 1878, data del Congresso di Berlino, entrò a far parte del Principato del Montenegro. Ma in seguito gli abitanti migrarono verso la costa, nell’attuale Bar, e il borgo antico rimase abbandonato, una città fantasma con tanto di mura, ruderi di palazzi, moschee e chiese.

Oggi, aldilà dell’attività portuale, l’economia di Bar si basa in buona parte sulla coltivazione dell’ulivo e la produzione dell’olio. I nodosi alberi sono diventati un vero e proprio simbolo della città, tanto che una antica leggenda impone a tutti i cittadini, se volessero abbandonare Bar, di piantare almeno dieci esemplari della nobile pianta. Nella regione sorge l’ulivo più antico del mondo,il cosiddetto Mirovica, nato ben duemila anni fa, e tutt’intorno alla cittadina ci sono ulivi secolari che portano il nome delle persone che li hanno piantati.

Anche il turismo, forte di qualche gioiello storico-artistico e delle spiagge, ha preso piede con successo crescente negli ultimi anni. Nella città vecchia, che qualcuno ha definito “la Pompei del Montenegro”, si concentrano le rovine di oltre 600 edifici, risalenti a diverse epoche, e sorge proprio a Bar la residenza estiva di Re Nicola, che amava soggiornare tra gli ulivi e i panorami luminosi dell’Adriatico. Uno degli edifici più antichi è la chiesa di Triconch del VI secolo, dove venne redatto nel XII secolo lo storico documento degli Annali del Sacerdote di Duklja, la più importante opera letteraria del medioevo.

... Pagina 2/2 ... A pochi chilometri di distanza dal centro, sulla penisola di Ratac, tra Bar e la località marittima di Sutomore, ci sono le rovine del monastero di Nostra Signora di Ratac, che apparteneva all’Ordine Benedettino e venne probabilmente fondato nel IX secolo. Lungo la costa c’è la fortezza di Nehaj, parzialmente conservata, utilizzata sia dai Veneziani che dai Turchi Ottomani, e sono numerosissime le chiese in cui celebravano sia i cristiani ortodossi che i cattolici.

Ma di tutte le architetture locali ce n’è una che affascina particolarmente i visitatori: è la già citata residenza ottocentesca di Re Nicola, che si erge proprio in riva al mare e ospita Il Museo della Contea con molti resti archeologici significativi rinvenuti in zona. Dietro il palazzo ci sono due torrette d’avvistamento, una piccola cappella e un aranceto, circondati da un magnifico parco con rare specie vegetali e fiori esotici variopinti.

Ultima bellezza di Bar, ma non meno importante, sono le splendide coste che si estendono per 44 km lungo l’Adriatico, con più di 20 spiagge di sabbia o di roccia, incontaminate o allegramente chiassose, selvagge o dotate di ogni comfort immaginabile. Sutomore, ad esempio, è un arenile di sabbia soffice e candida lungo circa un chilometro, con ristoranti, locali divertenti e campi da beach volley, mentre la cosiddetta Spiaggia Rossa – così chiamata per la colorazione della sabbia – ha un sapore più selvaggio, con la sua pineta secolare che si estende accanto al famoso monastero medievale di Ratac. Molto amata dai turisti è anche la spiaggia di Veliki pijesak, a una decina di chilometri da Bar in direzione Ulcinj, circondata da numerosi locali rinomati e discoteche.

A far brillare la sabbia e gli scogli della costa ci pensa il sole onnipresente del clima mediterraneo, che regala estati piacevoli allietate da una brezza leggera e inverni miti, mai molto freddi. I valori medi di gennaio vanno infatti da una minima di 6°C a una massima di 12°C, mentre in luglio e agosto, i mesi più caldi, si va dai 21°C ai 29°C. Le precipitazioni, scarse nel periodo estivo, toccano il picco massimo in novembre, quando piove mediamente per 15 giorni.

Raggiungere Bar non è difficile, essendo ben collegata con l’entroterra montenegrino, così come con le altre località del litorale. Il tunnel di Sozina, realizzato nel 2006, ha consentito di abbreviare il tragitto verso Podgorica, che oggi si aggira intorno ai 50 km, e le cittadine costiere sono toccate dall’autostrada adriatica che va da Ulcinj a Herceg Novi, sino alla Croazia. Bar è l’ultima stazione della linea ferroviaria Belgrado-Bar, che la collega a Podgorica, il nord del Montenegro e la Serbia, e il vicino aeroporto di Podgorica – a 40 km circa – garantisce voli regolari per Belgrado, Budapest, Zurigo, Francoforte, Lubiana, Parigi, Roma e Vienna.
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