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Le foto di cosa vedere e visitare a Brest

Brest (Bretagna): la cittą, il festival, la fortezza e l'Oceanopolis

Tra le perle della Bretagna non si può non citare Brest, città portuale di 145.000 abitanti sorta in una posizione strategica all’estremità nord-occidentale dell’Europa continentale. Secondo insediamento della regione per grandezza e numero di abitanti dopo Rennes, Brest ha sempre svolto un ruolo militare di primaria importanza grazie alla sua profonda rada, una sorta di “mare interno” protetto da una stretta imboccatura delimitata da alte falesie. La città è caratterizzata da un disegno urbanistico piuttosto rigoroso, partorito al termine della seconda guerra mondiale. Le strade sono rigorosamente dritte, i quartieri residenziali regolari e latitano le testimonianze architettoniche del passato; ciò nonostante, i turisti che la visitano difficilmente rimangono delusi grazie all’atmosfera marittima stimolante e al fantastico Océanopolis, senza dimenticare il festival marittimo che si tiene a luglio ogni 4 anni (L'edizione 2012 è stata ribattezzata: Les Tonnerres de Brest, lo straordinario raduno internazionale di navi a vela da porto).

Sin dall’arrivo dei primi legionari romani fu lampante il vantaggio che si sarebbe tratto dallo stabilire una base sicura su uno spuntone roccioso che dà su un fiume, il Penfeld, ed è protetto da una penisola, la Presqu’ile de Crozon. Così nacque Brest, divenuta un importante porto militare nel XIII secolo ed una sorta di capitale marittima del regno francese nel XVII, quando alla sua crescita contribuirono personaggi del calibro di Colbert, Vauban e Richelieu. La città rimase sostanzialmente immutata fino allo scoppio della seconda guerra mondiale, durante la quale fu rasa al suolo dai bombardamenti alleati tra l’agosto e il settembre del 1944. Per questo Brest è un centro dall’aspetto moderno, che vive ancora del suo importante porto e del suo arsenale militare.

Brest non può certo essere definita una città d’arte, ma la vista dall’alto del porto militare e degli impianti dello scalo mercantile è uno spettacolo per certi versi paragonabile alla visita di un bel museo o di un palazzo storico. Non mancano, tuttavia, le attrattive di carattere culturale e naturalistico, tra cui alcuni allestimenti museali ed il moderno Océanopolis, uno dei maggiori centri di ricerca e divulgazione scientifica marina del mondo. Inoltre, la sua università, inaugurata nel 1960, è la seconda della Bretagna per importanza, tanto da attirare un gran numero di studenti che la rendono attiva e vitale sia di giorno che di notte.

Per iniziare la visita al centro ci si può incamminare lungo Rue de Siam, una vivace arteria commerciale il cui nome ricorda l’arrivo a Brest degli ambasciatori del re del Siam diretti alla corte di Luigi XIV nel 1686. L’aspetto della strada è decisamente rigoroso, in pieno stile anni ’50. Qui, come del resto in tutto il quartiere esteso tra Pont de Recouvrance e il municipio, si susseguono grandi edifici residenziali a più piani disposti in modo simmetrico su un asse perfettamente rettilineo. A mitigare un po’ la percezione dell’isolato contribuisce la recente installazione di sette fontane nere opera della scultrice ungherese Marta Pan.

Lungo la parallela a nord di Rue de Siam svetta l’Eglise St-Louis, ricostruita tra il 1953 e il 1958 sul sito della precedente fabbrica distrutta nel 1944. La chiesa è il più grande luogo di culto che sia stato realizzato in Francia nel periodo postbellico. I materiali utilizzati, soprattutto pietra gialla di Logonna-Daoulas e cemento armato, segnano un netto distacco dalle tradizioni architettoniche bretoni, producendo un effetto notevole. Altrettanto efficaci sono le linee sobrie e minimali delle decorazioni interne, mentre le caratteristiche di spicco sono le vetrate colorate della facciata occidentale ed il curioso leggio a forma di aquila, tra i pochi oggetti superstiti della chiesa originaria.

Diametralmente opposto all’Eglise St-Louis rispetto a Rue de Siam è il Musée des Beaux-Arts, che espone dipinti del periodo compreso tra XVII e XVIII secolo di scuola italiana, francese e olandese. Nonostante la collezione originaria sia andata perduta nei primi bombardamenti del 1941, il museo conta oggi più di 300 opere d’arte. Dopo l’ingresso, al piano terra, ci sono diverse opere riconducibili alla scuola di Pont-Aven, tra cui la “Vue du Port de Brest” di Louis-Nicolas Van Blarenberghe, maestro olandese al servizio di Luigi XV nella produzione di scene d’assedio e di battaglia. Al primo piano, invece, trova posto la bella raccolta di quadri barocchi, capeggiata per importanza e prestigio dal capolavoro del Guercino “Giuditta e Oloferne”.

A sud del museo si trova Cours Dajot, il viale tracciato dai forzati della colonia penale locale nel 1769 su progetto di Louis Lazare Dajot, allievo di Vauban. Da qui si godono le vedute migliori sul porto commerciale, costruito nel 1860, e sulla celebre rada di Brest, che da secoli offre vantaggi strategici e militari alla città. Come un grande anfiteatro marino, la rada si estende su una superficie di circa 150 kmq tra la foce del fiume Elorn e la Pointe des Espagnols, con l’Ile Longue sullo sfondo. Da non perdere, inoltre, la Maison Crosnier, un bell’edificio novecentesco situato all'angolo con Rue Traverse famoso come l’unico a non essere stato distrutto durante la guerra.

Al termine di Cours Dajot si erge la grandiosa fortezza di Brest, costruita nell’XI secolo sul sedime di un castrum romano, ma completamente ristrutturata tra il XIV e il XVII secolo. Il castello, la cui pianta è di forma trapezoidale, è una delle poche testimonianze antiche del centro ed ospita il Musée de la Marine, incentrato sulla storia della navigazione a partire dal XVIII secolo. Il maschio, innalzato da Vauban nel 1683, raccoglie i cimeli più interessanti dal punto di vista storico, come ad esempio modellini di navi, lanterne, frammenti di relitti e polene di legno, mentre le collezioni moderne sono state allestite nelle torri della porta. Il forte ospita un'esposizione permanente sul tema della seconda guerra mondiale.

Il corso del Penfeld separa il centro di Brest dal Quartier de Recouvrance. A collegarli è l’omonimo Pont de Recouvrance, costruito con un dispositivo di sollevamento verticale nel 1954. In passato, il quartiere era una zona squallida, dimenticata dall’amministrazione, come dimostrano le tante case diroccate di Rue de St-Malo. Prima dello scoppio della seconda guerra mondiale ad abitarlo erano solo famiglie di pescatori e operai del cantiere navale, soliti darsi appuntamento nei loschi bar illegali disseminati in tutta la zona. Attualmente, invece, Recouvrance è una tappa imperdibile per tutti coloro che visitano la città. A dargli lustro sono: la Maison de la Fontaine, una delle più antiche case di Brest, essendo stata costruita nel XVIII secolo, arricchita dalla presenza di una fontana del 1761; il Musée du Vieux Brest, allestito all’interno della Tour Tanguy, che illustra i principali eventi della storia cittadina; e l’Arsenale, costruito nella prima metà del XVII secolo su insistenza del cardinale Richelieu. La visita guidata ai cantieri navali comprende quella alle costruzioni in prossimità dell’estuario del Penfeld; tra queste ricordiamo il collegio navale, aperto nel 1935, una ex base sottomarina e le sue banchine.

Per concludere l’itinerario di visita non resta da vedere che l’Océanopolis (www.oceanopolis.com), situato all’estremità orientale della città, non lontano dal porto turistico di Moulin Blanc. Inaugurato nel 1990 in un moderno edificio in vetro e cemento la cui forma ricorda quella di un granchio, l’Océanopolis mette a disposizione dei visitatori tre padiglioni tecnologicamente all’avanguardia dove vivere un’esperienza al tempo stesso educativa e divertente. All’interno, infatti, si potrà salire su un ascensore dalle pareti di vetro che scende tra un branco di squali o entrare in un batiscafo per volteggiare tra fronde di alghe, ma anche conoscere habitat molto diversi tra loro, dalla barriera corallina alla banchina polare, in cui osservare oltre mille specie marine. Due chilometri più a nord, infine, si può visitare il Conservatoire Botanique, il conservatorio botanico creato per proteggere diverse piante in via d’estinzione.

Se avrete la fortuna di visitare Brest tra il 12 e il 19 luglio di quest’anno (2012) potrete assistere a Les Tonnerres de Brest, un evento rivolto a tutti gli appassionati di mare. Organizzata ogni 4 anni nella rada di Brest, la manifestazione celebrerà quest’anno i 20 anni dalla fondazione, un traguardo importante che non fa che evidenziarne il prestigio a livello nazionale e internazionale. Mostre, concerti e soprattutto sfilate di imbarcazioni di tutti i generi non potranno che lasciarvi a bocca aperta per la ricchezza dei contenuti, ma a sbalordire sarà anche solo l’atmosfera elettrizzante che per sei giorni renderà Brest la località più ambita della Bretagna.

Il clima è oceanico, mite, umido e ventoso per tutti i dodici mesi dell’anno. D’inverno, tra dicembre e febbraio, le temperature oscillano in media tra 9 e 5 gradi, mentre anche in piena estate è difficile che le massime pomeridiane superino i 25. Ad accomunare le stagioni sono il vento, che spira costantemente dal mare, e la pioggia, particolarmente abbondante da ottobre a marzo, ma che non lascia scampo neanche tra giugno e agosto. In totale ogni anno cadono in media più di 1.100 mm di pioggia distribuiti su un totale di quasi 160 giorni di precipitazioni.

Come arrivare a Brest? A nord-est della città si trova l’Aeroporto di Brest Bretagne, uno scalo di una certa importanza collegato anche a alcune destinazioni internazionali. La tipologia infrastrutturale più radicata sul territorio è senza dubbio quella portuale, e nello specifico il porto militare, storicamente affiancato da quello commerciale. Tra i due, uno a est e uno a ovest del centro, si sono sviluppati altri porti a destinazione prevalentemente turistica: il port du Château, capace di contenere fino a 575 imbarcazioni; e il port du Moulin Blanche, il più grande della Bretagna coi suoi 1.460 posti. Per muoversi in città si può contare su un’ottima rete di autobus urbani, mentre per spostamenti via terra a più ampio raggio si può scegliere tra bus e treni.
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 Pubblicato da - 27 Aprile 2016 - © Riproduzione vietata

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